Rivista TFP

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Bilancio della visita di Papa Francesco in Cile:

Vittime rumorose vs. Vittime silenziose

 

Comunicato stampa della Fundación Credo

Non c’è dubbio che la recente visita di Papa Francesco nel nostro Paese sia stata, in larga misura, dominata dal tema delle vittime degli abusi da parte di elementi del clero.

A queste vittime non è bastato che uno dei primi atti del Pontefice sia stato chiedere scusa per gli abusi verificatisi. Né è bastato che una delegazione di vittime fosse ricevuta personalmente dal Papa in Nunziatura. Volevano la “testa” di un vescovo e, se l’avessero ottenuta, ne avrebbero chieste altre tre. Si tratta di vittime estremamente rumorose.

Altre vittime non sono state, però, mai menzionate. Sono le vittime innocenti, indifese, silenziose, invisibili. Sì, un pesante oblio è caduto su di loro. Nessuno sembra ricordare che nella nostra Patria la pratica dell’aborto è stata appena approvata, e che in virtù di questa legge iniqua moriranno centinaia di migliaia di cileni, che non potranno vedere la luce del giorno.

Saranno vere vittime innocenti. Nessuno di queste ha colpa. Il loro unico difetto è l’essere stati concepiti, voler nascere e vivere. E tuttavia, se considerati “non idonei” alla vita, o perché la loro madre addurrà motivi di salute, saranno uccisi in massa.

C’è in questi due tipi di vittime, e nell’attenzione riservata loro durante la visita papale, una disparità impressionante. Si direbbe quasi una contraddizione. Per alcuni, tutta l’attenzione da parte dell’Augusto Visitatore, dei media, delle parti interessate. Per gli altri, un silenzio sepolcrale.

Forse qualche lettore potrebbe obiettare che, nel caso di una visita di Stato, non era compito del Papa intervenire in un problema di politica nazionale.

Noi non la pensiamo così. Se è vero che la visita è stata “ufficiale”, non per questo ha cessato di avere un carattere pastorale. Gli argomenti discussi nelle omelie, come il valore dell’immigrazione o dei popoli nativi, potrebbero essere qualificati come questioni di “politica nazionale”, poiché, in relazione ad essi, ci sono disegni di legge adesso in discussione nel Congresso. Eppure, sono stati trattati come questioni pastorali.

Cosa potrebbe esserci di più pastorale che difendere la vita di chi non può difendersi?

È giusto allora che ci chiediamo, con tutto il dovuto rispetto e senza voler emettere un giudizio che, come semplici laici, non ci corrisponde: perché non c’è stato alcun riferimento al valore della vita dei nascituri? Perché non si sono trovati quindici minuti per ricevere il futuro Capo di Stato, per ricordargli la natura sacra della vita umana, dal suo concepimento alla sua morte naturale? Perché non è stato inviato un messaggio ai futuri parlamentari cattolici, che entreranno in carica a breve, ricordando il loro grave dovere di abrogare quella legge iniqua?

No, purtroppo non è successo nulla di tutto questo. Sulle vittime silenziose, è caduto il più pesante dei silenzi. Un’opportunità, forse l’ultima, per invertire la legge sull’omicidio dell’innocente, è stata persa. Non possiamo non registrarlo e rimpiangerlo amaramente.

Categoria: Marzo 2018

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