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Anche in Germania soffia un vento conservatore

di Mathias von Gersdorff

Anche in Germania si nota un cambiamento in ampi settori dell’opinione pubblica, specialmente in ciò che riguarda le reazioni contro la rivoluzione culturale.

 

In un recente programma televisivo sul canale 3SAT, il presentatore mostrava come l’aborto oggi in Germania sia visto con molte più riserve rispetto agli anni Settanta. Infatti, chi legge le riviste femministe, trova sempre più articoli in difesa dell’“autodeterminazione” delle donne. Come se la polemica stesse aumentando anziché diminuendo. Si nota un evidente spostamento dell’opinione pubblica tedesca in tema di valori per la vita e per la famiglia.

Negli ultimi anni quasi tutte le regioni (Bundesländer) hanno introdotto programmi scolastici che includevano, in misura maggiore o minore, l’ideologia di genere. Contro questi programmi sono insorte diverse associazioni pro-famiglia, tra cui Kinder in Gefahr (Infanzia in pericolo), che ho l’onore di dirigere. Abbiamo fatto massicce campagne di protesta, tramite mailing, internet e via dicendo. In molte città abbiamo anche realizzato manifestazioni di piazza. L’appoggio dell’opinione pubblica a queste iniziative cresce ovunque. Infatti, siamo riusciti a bloccare tali programmi in più di un Land.

Nello Hessen, per esempio, dove nel settembre 2016 era stato approvato un programma assai radicale che noi avevamo contrastato, si moltiplicano oggi le proteste delle lobby lgbt perché il programma non è stato ancora implementato. È chiaro che i politici ormai temono la reazione della gente. Cosa che non succedeva prima.

Potrei citare molti esempi, sintomatici di una nuova disposizione in settori dell’opinione pubblica tedesca, che reagisce sempre di più contro la rivoluzione culturale. La reazione non è nuova. Già dagli anni Settanta esistevano gruppi pro-vita e pro-famiglia. Erano, però, confinati a un pubblico di nicchia. Oggi questo sta cambiando.

Un punto di inflessione è stato, senza dubbio, nel 2013 la campagna europea “Uno di noi”, in favore della vita dei nascituri. L’iniziativa raccolse in Germania più di centomila firme, qualcosa di inaudito in un paese in cui i settori cristiani conservatori si caratterizzavano per la totale estraneità al mondo della politica. Fino ad allora solo la sinistra mobilitava le masse.

Un’altra pietra miliare è stata la mobilitazione contro la “Risoluzione Lunacek”, nel 2014. Il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione presentata dalla deputata austriaca dei Verdi Ulrike Lunacek, lesbica e attivista lgbt, che prevedeva l’introduzione di un’educazione sessuale ultra-liberale nelle scuole. La reazione in Germania, alla quale abbiamo partecipato anche noi, è stata talmente grande, che tutti gli analisti hanno concordato che qualcosa di fondamentale era cambiato nelle basi dei cristiani conservatori, oggi molto più svegli e militanti che mai.

Questa reazione si è consolidata pochi mesi dopo, nella massiccia campagna di protesta innescata dall’introduzione dell’ideologia di genere nelle scuole del Baden-Württemberg. Si è costituita una vasta coalizione di gruppi pro-famiglia che, tramite campagne ideologiche e manifestazioni di piazza, è riuscita a fermare la risoluzione. Infatti, fino ad oggi non è stata ancora implementata ufficialmente.

Parlo del vento conservatore in tema di vita e famiglia, di cui mi occupo specialmente. Lo spostamento dell’opinione pubblica tedesca, però, non si limita a questo ambiente. In ambito politico si osserva l’impennata del partito Alternative für Deutschland, il cui tema principale è l’immigrazione. Nelle ultime elezioni nazionali, nel 2017, aveva ottenuto il 12,6%, percentuale ancora in crescita in varie e più recenti votazioni regionali. Il qualificativo di “estrema destra”, datogli dai media della sinistra, è meramente propagandistico. Si tratta semmai di un partito conservatore con idee chiare su alcuni punti centrali.

La stessa Democrazia cristiana (CDU/CSU) ha dovuto adattare il suo discorso. Sono ormai passati i tempi del cedimento verso la social-democrazia, del quale Angela Merkel si era fatta alfiere. Oggi, con l’intenzione di recuperare gli elettori frustati per la svolta a sinistra, i politici democratici cristiani fanno gara a chi si presenta più pro-vita, pro-famiglia, anti-immigrazione, anti-socialista e via dicendo. È chiaro che la critica sistematica alla DC di aver perso il suo carattere cristiano, ha finito per fare breccia

. Da parte sua, il Partito socialdemocratico non fa altro che perdere voti ormai da molto tempo.

Perfino i Verdi hanno dovuto prendere atto del mutato clima. Parlano sempre meno di temi sociali (aborto, genere, droghe, ecc.), per focalizzarsi sul loro vecchio cavallo di battaglia: l’ambiente.

È evidente che qualcosa si muove in Germania. Con molta difficoltà, poiché da noi qualsiasi reazione nella buona direzione rischia di resuscitare fantasmi del nostro passato recente. Sembra, però, che i tedeschi stiano perdendo la paura che li ha paralizzati per decenni. Anche perché, le realtà che concretamente si richiamano a quei fantasmi sono oggi – grazie a Dio! – microscopiche. Questi fenomeni sono ancora nuovi e devono essere attentamente analizzati. Sarebbe prematuro fare congetture per il futuro. Soprattutto perché avvengono in un clima molto polarizzato, in cui ribollono i conflitti ideologici. Il futuro può offrirci molte sorprese

Categoria: Marzo 2019

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