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Editoriale

La storia nella direzione sbagliata

 

La storia, ci viene ripetuto con la cadenza di un mantra, non può che andare avanti, e ciò vuol dire a sinistra, ossia verso forme di pensiero e di comportamento sempre più ugualitarie e libertarie. A priori, nessuna reazione può avere successo perché sarebbe contraria allo “spirito dei tempi”. La storia non torna indietro!

Questionabile dal punto di vista teologico e filosofico, tale assioma lo è anche dal punto di vista storico. Secondo questo strano principio, non dovrebbe esistere la Spagna cattolica, romano-germanica. Infatti, niente assomiglia di più a una risurrezione, e quindi, in certo modo, a un ritorno al passato, della piena ricostituzione della grandezza cristiana della Spagna, alla fine degli otto secoli che vanno da Covadonga alla caduta di Granada. Il Rinascimento, così caro ai rivoluzionari, è stato, esso pure, sotto vari aspetti perlomeno, il ritorno a un naturalismo culturale e artistico fossilizzato da più di mille anni.

La storia comporta dunque corsi e ricorsi, sia nelle vie del bene sia nelle vie del male.

Assistiamo oggi a un movimento di questo genere. Si parla di un “vento di destra” che soffia irruente in molti paesi del Vecchio e del Nuovo Continente. E non solo in ambito politico. In questo numero della rivista offriamo ai nostri lettori qualche spunto per capire meglio questo vento, diverso su base nazionale, però sempre puntando nella direzione “sbagliata”.

Dove ci porterà questo vento? Dobbiamo assecondarlo?

Prima di tutto, dobbiamo prendere atto della sua esistenza, che manda in frantumi il mito di una storia che scivola sempre a sinistra. Poi, da cattolici, dobbiamo senz’altro assecondarlo in quegli aspetti che coincidano col Magistero della Chiesa e con l’ordine naturale, o che conducano verso di essi. Fenomeno dinamico, come ogni movimento nella storia, va giudicato non soltanto per ciò che è ma anche per ciò che prospetta.

Infine, sempre da cattolici, dobbiamo lamentare che non sia sufficiente. Diceva Plinio Corrêa de Oliveira: “Il nostro leit-motiv dev’essere la Civiltà cattolica, apostolica, romana nella sua integrità, nella sua assolutezza e minuziosità!”. Una pioggerella non è un diluvio. Ciò non ci impedisce, tuttavia, di salutarla come un passo nella giusta direzione.

Tanto più che, avendo promesso a Fatima il trionfo del suo Cuore immacolato, abbiamo la certezza che in un dato momento la Madonna interverrà con un diluvio di grazie che convertirà molti cuori, mentre punirà quelli incalliti.

Non abbiamo dubbi. Camminiamo verso la restaurazione della Civiltà cristiana, che sorgerà sulle rovine della Rivoluzione, come dalle ceneri dell’Impero romano è nato il Medioevo cristiano.

Siamo alle soglie della Settimana Santa che, dopo la morte in croce di Nostro Signore Gesù Cristo, culminerà con la Sua gloriosa risurrezione. “Abbiate coraggio! Io ho vinto il mondo!”, disse il Divino Maestro ai discepoli atterriti dalla prospettiva di perderLo e, quindi, di fallire, come persone e come Chiesa.

“Abbiate coraggio!”, ecco il messaggio che, insieme ai nostri migliori auguri di una Santa Pasqua, desideriamo presentare a tutti i nostri cari lettori e amici.

Categoria: Marzo 2019

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