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Comunismo e femminismo: parla una ex-leader Femen

In un’intervista a Radio Maria Argentina, Sara Winter, ex leader Femen in Brasile e oggi invece nota attivista pro-vita, rivela alcuni dettagli inquietanti di questo movimento. Ecco la traduzione italiana di alcuni brani dell’intervista:

D. Che cosa è Femen?

R. Il movimento Femen è un collettivo femminista molto famoso per le ragazze che si spogliano per strada e sfoggiano striscioni. Protestano in favore dell’aborto, contro la Chiesa. Io, però, non ero soltanto una leader delle Femen. Ero una delle maggiori leader del movimento femminista in Brasile.

D. Tu sei stata addestrata all’estero per poter entrare a fare parte di questo movimento?

R. Sì.

D. Come è questo addestramento per entrare nelle Femen? È internazionale?

R. Sì. Per entrare nelle Femen devi completare un arduo addestramento. È molto difficile. Io sono stata addestrata in Ucraina durante trenta giorni. Devo dire la verità: noi siamo femministe, ma le persone che ci addestrano sono uomini. Questa è la verità. Sono uomini già maturi, militanti dell’ex Unione Sovietica. Ci sono video su Youtube che mostrano ciò. Ci addestrano fisicamente, come in un esercito. Devi correre, saltare. Dobbiamo essere fisicamente allenate per invadere palazzi, scalare muri, per inscenare la protesta. Ci addestrano anche intellettualmente, facendoci studiare autori come Antonio Gramsci, Saul Alinsky, e anche Herbert Marcuse. Questi autori parlano del marxismo culturale. Ci insegnano come introdurre il marxismo non soltanto attraverso la guerriglia armata, ma anche per via mediatica, culturale, accademica. Sarebbe un tipo di femminismo popolare, nuovo.

D. Quali sono le linee dottrinali di questo addestramento?

R. L’ideologia femminista va insieme all’ideologia del gender e a quella comunista. Ci instillano anche un odio viscerale verso gli uomini. La prima cosa che ti insegnano è che tutti gli uomini sono stupratori potenziali. La maggior parte delle militanti Femen ha subito, infatti, una violenza di questo tipo. Sono persone psicologicamente segnate e, quindi, bersaglio facile del proselitismo femminista. Sono piene di odio e di rancore.

D. Chi paga tutto ciò?

R. C’è un mucchio di soldi in giro. Ci sono fondazioni internazionali che finanziano non solo le Femen, ma anche altri movimenti femministi. A noi ci pagavano per fare questo. C’era poi una differenza: noi leader eravamo pagate meglio.

 

El Helicoide: parabola della decadenza del Venezuela

Fu progettato nel 1956 da un pool di architetti di fama internazionale come uno shopping center di alto lusso, il primo in America Latina. Il suo design si ispirava alla Torre di Babele. Il poeta comunista cileno Pablo Neruda lo elogiò come “una delle creazioni più sofisticate mai prodotte dalla mente di un architetto”. L’artista Salvador Dalí si offrì di decorarlo. Si chiamava El Helicoide.

Il centro commerciale avrebbe dovuto accogliere quasi trecento boutique, otto cinema, un eliporto, un albergo cinque stelle, tre palestre, un bowling, un parco e perfino una clinica. Vi si accedeva attraverso una rampa lunga quattro chilometri, che avrebbe dovuto condurre a un mega-parcheggio interno. Una radio appositamente creata, Radio Helicoide, avrebbe dovuto informare sulle attività e le offerte.

Il progetto non fu mai portato a termine. Nel 1975, El Helicoide fu acquistato dal Governo, che vi installò alcuni uffici pubblici, tra cui il Direttorio di Intelligenza (DISIP).

Più recentemente, mentre cresceva la reazione popolare contro la dittatura di Nicolás Maduro, e il numero di prigionieri politici aumentava di conseguenza, il regime cominciò a utilizzare la mega struttura per rinchiudere gli oppositori. All’inizio furono utilizzati solo alcuni spazi, finché il numero dei detenuti divenne così grande che Maduro fu costretto a trasformare l’intero edificio in un centro di detenzione e di tortura.

“Ogni giorno arrivano persone coperte di sangue – denuncia un ex-prigioniero – alcune sono incoscienti, altre sono legate. Tutti i muri sono macchiati di sangue e di escrementi”.

“Io sono stato detenuto nella cella chiamata ‘piccolo inferno’ – rivela Rosmit Montilla, un altro ex-prigioniero – era uno spazio di cinque metri per tre che conteneva ventidue prigionieri. Vivevamo, dormivamo e andavamo in bagno lì stesso. Eravamo torturati ogni giorno”.

Ecco, in un’immagine, la parabola del Venezuela: da shopping center di lusso a centro di tortura sanguinario.

 

Scrivere a mano fa bene al cervello

Si moltiplicano gli studi scientifici che lanciano l’allarme contro l’uso indiscriminato dei mezzi digitali per scrivere. Se l’attuale trend continua, dicono gli scienziati, le nuove generazioni potranno soffrire danni neurologici irreparabili.

Studi di risonanza magnetica ad alta risoluzione hanno dimostrato che scrivere a mano stimola certi settori del cervello, innescando reazioni neurologiche non dissimili a quelle che avvengono durante una meditazione. Ciò, dicono gli esperti, stimola la creatività e la produttività.

Altri studi mostrano che i movimenti sequenziali della mano mentre scrive attivano i settori del cervello responsabili per il pensiero, il linguaggio, la guarigione e la memoria. Cosa che non succede con la scrittura digitale.

Un terzo beneficio rilevato dagli scienziati è che scrivere a mano costringe la persona a rallentare, concentrandosi in ciò che sta facendo e godendosi il momento. Anche questo stimola la creatività e rilassa la mente.

Altri studi, in campo educazionale, dimostrano che la scrittura a mano è uno strumento importante per lo sviluppo cognitivo del cervello, allenandolo a imparare la “specializzazione funzionale”, cioè la capacità di ottimizzare le sue risorse. Scrivere a mano, soprattutto in fase educazionale, sviluppa la specializzazione funzionale, che integra sensazioni, movimenti, auto-controllo e pensiero. Le risonanze magnetiche mostrano un’interazione fra diversi settori del cervello, cosa che non succede quando si scrive con la tastiera.

Questo senza parlare degli aspetti sociali. Gli scienziati rilevano che i rapporti interpersonali fondati sui messaggi scritti a mano – per esempio lettere di amore – hanno maggiore consistenza rispetto a quelli fondati sugl sms o i messaggi WhatsApp.

Non è una coincidenza che noti romanzieri moderni, come Stephen King e J. K. Rowling, scrivano a mano. Tutta la saga di Harry Potter è stata scritta a mano con una penna a inchiostro.

 

 

 

 

Categoria: Giugno 2019

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