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“Carovana amazzonica”

Sacrificando le ferie scolastiche, quarantaquattro giovani dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira hanno percorso l’Amazzonia brasiliana, in una “carovana” composta da quattro veicoli. L’obbiettivo era allertare l’opinione pubblica sui pericoli che suppone il prossimo Sinodo panamazzonico, che si riunirà a Roma a ottobre.

I giovani raccoglievano firme per una sottoscrizione da inviare alla Conferenza episcopale brasiliana (CNBB) e ai Padri sinodali. Col titolo “Per un’Amazzonia cristiana e prospera”, il testo, mentre ringrazia Dio per il dono dell’Amazzonia e per le sue ricchezze, denuncia l’intervento delle cosiddette ONG, solitamente legate alla sinistra cattolica, figlia della Teologia della liberazione.

La sottoscrizione solleva perplessità sul documento della CNBB “Amazzonia: nuove vie per la Chiesa e per un’ecologia integrale”. Questo documento, secondo i giovani dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, minaccia gravemente la sovranità del Brasile sul territorio amazzonico. Più grave ancora, il documento minaccia seriamente la struttura organica della Chiesa, in quanto propone una sua completa reinvenzione, col pretesto di dargli un “volto amazzonico”. Pretende, per esempio, di cambiare la disciplina dei Sacramenti, a cominciare da quello dell’Ordine sacro.

La “carovana” ha percorso gli stati amazzonici di Goiás, Tocantins, Pará, Mato Grosso, Roraima e Amazonas, per un totale di più di trentamila chilometri. L’epopea, raccontano i giovani, era nell’aria. Dormivano per terra dove capitava, normalmente in palestre o scuole, mangiavano ciò che la gente del posto gli dava, chiedevano ai benzinai di offrigli la benzina, sollecitavano famiglie amiche di dargli una mano con il bucato. Il tutto sotto un solleone tropicale che rendeva l’epopea ancor più aspra e gloriosa.

La “carovana” ha visitato non solo le città, ma anche villaggi indigeni sperduti, dove si arriva unicamente con la chiatta. L’accoglienza è stata ovunque eccellente. La reazione più frequente: “Finalmente qualcuno che si occupa dell’Amazzonia!”.

 

Per un’Amazzonia cristiana e prospera

Ringrazia Dio per le ricchezze umane e naturali concesse all’Amazzonia, per i missionari che vi hanno portato la Buona Novella di Gesù Cristo, e per l’opera civilizzatrice dei colonizzatori (…)

Ripudia con energia le ideologie neopagane che, in nome di un concetto deturpato di natura, contradicono il mandato divino di occupare la terra (…)

Ripudia l’utopia comuno-tribalista, proposta da antropologi neomarxisti e da teologi della liberazione, che intende mantenere i nostri fratelli indigeni in uno stato permanente di sottosviluppo (…)

Rigetta la lotta di classi e di razze, così come l’esacerbazione dei conflitti nelle campagne col pretesto dell’ambientalismo (…)

Eleva ai Padri sinodali la voce di angoscia dei popoli amazzonici, preoccupati che il loro territorio sia trasformato in un’immensa “favela verde”, con vasti spazi non occupati  (…)

Denuncia le ONG e gli attivisti internazionali al servizio di interessi spuri (…)

Deplora che rappresentanti di queste ONG siano stati ricevuti in Vaticano (...)

Si solidarizza con le autorità nazionali che hanno deciso di difendere la sovranità dell’Amazzonia (…)

Supplica la Madonna Aparecida, Regina e Patrona del Brasile, che preservi l’unità cattolica della Patria e la sua grande vocazione per il futuro.

 

Nel frattempo in Perù...

Mentre i bravi volontari percorrevano la foresta amazzonica brasiliana, un’altra “carovana” composta da giovani peruviani di Tradición y Acción partiva dalla Città Imperiale di Cusco, alla volta dell’Amazzonia peruviana. I ragazzi hanno percorso i dipartimenti (regioni) di Cusco, Madre de Dios e Ucayali, raccogliendo firme in sostegno di un documento da inviare ai Padri Sinodali, allertando sui pericoli del Sinodo pan-amazzonico.

E anche qui, l’accoglienza della gente è stata eccezionale, specialmente nei piccoli villaggi. Non poche persone hanno manifestato perplessità sulle ONG, la cui azione, dicono, è rivolta quasi esclusivamente a farsi pubblicità e non ad aiutare i poveri.

 

 

Categoria: Ottobre 2019

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