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Brucia l’Amazzonia, o il cervello degli ambientalisti?

Nel mese di agosto abbiamo assistito, sbigottiti, a una delle più feroci campagne propagandistiche della storia recente. Come ubbidendo a un ordine di squadra, quasi tutti i mezzi di propaganda hanno cominciato a denunciare gli incendi che starebbero devastando l’Amazzonia, specialmente quella brasiliana. Il responsabile, ci mancherebbe altro, sarebbe il governo di centro-destra del presidente Jair Bolsonaro.

In mezzo al frastuono propagandistico, poche persone si sono date la fatica di consultare i fatti, a cominciare dai dati scientifici. Se lo avessero fatto, si sarebbero accorte che gli incendi nella regione amazzonica erano perfettamente nella norma in questo periodo dell’anno. Ciò che bruciava era, piuttosto, il cervello degli ambientalisti...

In un articolo apparso sul giornale Le Figaro, di Parigi, il ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araujo dichiarava: “Gli incendi nell’Amazzonia brasiliana sono in parte naturali, in parte causati dall’uomo. È un fenomeno che si ripete ogni anno in questo periodo, nella stagione secca, da maggio a ottobre. Quest’anno, gli incendi sono superiori del 84% rispetto al 2018, ma inferiori del 47 % in comparazione all’anno 2005, per esempio. Siamo nella norma degli ultimi tre decenni”.

La stessa NASA, agenzia spaziale americana che monitora la Terra via satellite, ha diramato un comunicato nel quale leggiamo: “Fino al 16 agosto 2019, le misurazioni via satellite mostrano un’attività incendiaria totale nell’Amazzonia leggermente inferiore alla media degli ultimi quindici anni”. E aggiunge: “Molti fuochi sono poi, in realtà, la combustione di materiale agricolo di scarto, per concimare la terra”.

Desta poi stupore che tutta la colpa sia addossata al Brasile. In realtà, altre zone sono in condizioni peggiori, soprattutto Bolivia e Venezuela. Perché si è silenziato questo fatto? Sarà perché questi Paesi sono governati dalla sinistra?

In una dura critica al presidente Macron, il ministro Araujo ha pure ricordato che la Guyana francese sta registrando nel 2019 una quantità di incendi superiore del 120% alla media. Dovremmo darne la colpa al Governo francese?

È rischioso fare dietrologie. Ma c’è da chiedersi se tutto questo frastuono propagandistico contro il Brasile non sia strumentale all’agenda radicale che la sinistra ambientalista intende imporre in occasione del Sinodo Panamazzonico che si terrà a Roma ad ottobre.

Categoria: Ottobre 2019

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