Rivista TFP

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

La Madonna di Guadalupe e l’inculturazione

 

Il 9 dicembre 1531, e poi in altre quattro occasioni nei giorni successivi, sul colle del Tepeyac vicino a Tenochtitlán, attuale Città del Messico, la Santa Vergine apparve a un giovane indigeno, oggi canonizzato: Juan Diego Cuauhtlatoatzin: “Juanito, il più piccolo dei miei figli, io sono la sempre Vergine Maria, Madre del vero Dio per cui tutto vive, e voglio mostrare tutto il mio amore, compassione, ausilio e difesa per gli abitanti di queste terre”. Era l’inizio dell’evangelizzazione del Messico.

Faceva parte della mitologia azteca l’attesa del ritorno di Quetzalcoatl, il Dio-Serpente piumato. La data, secondo le profezie, coincideva con l’anno 1519. Così, quando il conquistador Hernán Cortés si presentò, l’imperatore Montezuma lo accolse come una divinità. Dieci anni dopo, la stessa Madre di Dio apparve per sigillare l’unione fra i due popoli.

La Madonna si presentò come una giovane donna meticcia, adornata con attributi indigeni e spagnoli, quasi a indicare la via “inculturata” scelta dalla Provvidenza per l’evangelizzazione del Nuovo Mondo. Parlava in nahuatl, non in spagnolo; portava i cappelli sciolti, che nei costumi aztechi indicava verginità, ma, allo stesso tempo, portava attorno al petto il nastro (in spagnolo cinta), che ne indicava la gravidanza; posava i piedi sulla luna, come Regina di quelle terre, poiché in nahuatl Metz-xic-co vuol dire “al centro della luna”; i fiori ai suoi piedi sono Nahuin Olli, simbolo azteca della presenza divina; l’angelo che la sorregge ha le ali con i colori del tzinitzcan, uccello di buon augurio.

Gli indigeni videro in Lei Tonantzin, la Madre di Dio, che veniva a mostrare il Vero Dio, Gesù Cristo. La Madonna era gravida dell’Uomo-Dio, ma era anche gravida del nuovo popolo messicano che stava per nascere. Non a caso, la prima cronaca delle apparizioni – Nican Mopohua – fu redatta in nahuatl nel 1556, mentre Juan Diego era ancora vivo, ed era destinata specialmente agli indigeni.

Fu così che, sotto la protezione della Madonna di Guadalupe, gli indios si convertirono in massa. “Vedevamo scene che non si vedevano sulla terra dai tempi dell’Antico Testamento”, scrisse il cronista fra Bernardino di Sahagún, dopo aver battezzato più di diecimila indigeni in un solo giorno.

Dichiara mons. Eduardo Chávez, postulatore della causa di Juan Diego: “Per me, il Messico nasce il 12 dicembre 1531, perché la Madonna prende l’indigeno e lo spagnolo, e da qui manda un messaggio a tutto il mondo. Parla in nahuatl, è stampata su un tilma nahuatl, il suo messaggero è un indiano tolteco. Lei assume la mentalità indigena per dare il messaggio di Gesù come vero Dio vivente. Ma non trascura gli spagnoli, poiché appare come l’Immacolata Concezione, che gli ispanici conoscevano perfettamente”.

Categoria: Dicembre 2019

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter