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Il Principe al Papa: non riceva Lula!

 
Non appena si è saputa la notizia che Papa Francesco avrebbe ricevuto in Vaticano l’ex-presidente brasiliano Luiz Inácio “Lula” da Silva, uscito dal carcere pochi mesi fa, il Principe Luiz Philippe d’Orleans e Braganza, membro della Famiglia Imperiale del Brasile nonché deputato federale, ha inviato una lettera al Nunzio Apostolico, mons. Giovanni d’Aniello, chiedendogli rispettosamente di trasmettere al Pontefice la costernazione dei brasiliani.
 
“Luiz Inácio Lula da Silva – scrive il Principe – è stato già condannato per corruzione in tre successive istanze giudiziarie, ed è attualmente imputato in ben nove processi davanti alla Giustizia brasiliana per atti di corruzione, peculato e altri crimini perpetrati soprattutto ai danni dei più poveri. (…) Riceverlo implicherebbe un invito all’impunità e una mancanza di rispetto per le istituzioni brasiliane (poiché) l’imputato e il suo partito promuovono apertamente, e già da diversi decenni, l’ideologia socialista e perseguono obiettivi comunisti”.
 
La situazione in Brasile è delicata. Il popolo ha votato massicciamente per voltare pagina, lasciandosi alle spalle il governo marxista del Partito dei Lavoratori (PT): “Negli ultimi decenni, la società brasiliana è stata vittima della sua gestione criminosa e dell’influenza ideologica che il Partito dei Lavoratori, insieme agli alleati, ha diffuso in Brasile. Oltre alla corruzione delle istituzioni, [il PT] aveva creato un sistema che perpetuava nella miseria milioni di brasiliani. Le conseguenze di questi atti si sono dimostrate difficile da correggere nelle varie aree della vita dei cittadini: l’economia, le pratiche politiche viziate, l’organizzazione dello Stato, la burocrazia e, soprattutto, i valori della società. Valori che sono molto distanti da quelli che la Santa Sede ha sempre rappresentato”.
 
Ricordando le condanne al comunismo di Pio XI (1937) e di Pio XII (1949), il Principe continua: “Restiamo allibiti di fronte a una Chiesa che si comporta come braccio politico militante d’una ideologia. Sono cambiati i valori tradizionalmente insegnati dalla Chiesa oppure è cambiato il comunismo?”
 
Sua Altezza conclude: “In vista di quanto detto prima, chiedo rispettosamente a Sua Santità se non teme per l’immagine della Chiesa di appoggiare apertamente i comunisti brasiliani già condannati dalla Giustizia per diversi crimini”.
Categoria: Marzo 2020

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