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Comunione sulla mano, dall’eccezione all’imposizione

 

Nel 1969, la Sacra Congregazione per il Culto Divino pubblicò il documento Memoriale Domini, per arginare certi abusi liturgici. Mentre si ribadiva che la forma abituale di ricevere la Santa Comunione era in bocca, perché “poggia su di una tradizione plurisecolare, ma specialmente perché esprime e significa il riverente rispetto dei fedeli verso la santa Eucaristia”, purtroppo lasciava nelle mani delle Conferenze Episcopali il decidere se darla anche sulla mano. Infestate da dottrine neomoderniste, una dopo l’altra le Conferenze Episcopali cominciarono a introdurre questa modalità, di chiara origine protestante. Così, l’abuso divenne la norma.


Si poteva ancora, però, scegliere di riceverla in bocca. Oggi, col pretesto della pandemia da COVID-19, si è andato oltre: la Comunione sulla mano è diventata obbligatoria quasi ovunque.


Fra le norme della CEI per la ripresa delle celebrazioni eucaristiche, alla voce “Comunione”, dopo aver spiegato come possono comunicarsi i ministri celebranti, i vescovi italiani dispongono: “[i ministri] offrano la Comunione esclusivamente sulla mano dei fedeli”. Esclusivamente, cioè senza eccezioni. Di fatto, chi si ostini nel riceverla in bocca, potrebbe addirittura essere accusato del reato di “pandemia colposa o dolosa”. Nessun sacerdote vorrà esporsi a un tale rischio.


A niente sono serviti i vari libri e saggi pubblicati da importanti teologi, che mostrano come la Comunione sulla mano è un grave attentato alla Fede, con il pericolo di sacrilegio. A niente sono serviti i numerosi studi scientifici che mostrano come, dal punto di vista sanitario, la Comunione in bocca sia perfino più sicura di quella sulla mano. Come non sono serviti a niente i numerosi articoli pubblicati da esperti liturgisti che mostrano i mezzi tradizionalmente usati dalla Chiesa per distribuire in modo sicuro la Santa Eucaristia in tempo di pandemia, come le pinzette. Nyet!


In questo modo si lede pesantemente la libertà di coscienza dei fedeli che, basandosi sulla millenaria tradizione della Chiesa e su poderosissime ragioni teologiche, preferiscono ricevere la Sacra Eucaristia in bocca. Particolarmente discriminati dalle norme CEI saranno i fedeli che frequentano la Santa Messa nel modo detto straordinario della liturgia, in realtà quello perenne. Esso, infatti, non contempla la Comunione sulla mano. Saranno costretti a vivere come orfani: “Alienus factus sum in domo matris meae” – Sono diventato un estraneo nella casa di mia madre.

Categoria: Maggio 2020

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