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Lux in tenebris lucet!

Se in ogni epoca il Natale apre uno squarcio di serenità e di luce in mezzo alle tribolazioni della vita quotidiana, quest’anno esso assume un significato speciale.


La triplice crisi del COVID-19, dei disordini civili e del disastro economico sta scuotendo le fondamenta spirituali e materiali dell’Occidente e del mondo. Questa non è una crisi ordinaria, poiché mette in discussione le nostre certezze, cambia la nostra vita quotidiana e limita la libertà della Chiesa. Di fronte a questa crisi, molti sono sbalorditi e si chiedono cosa sia andato storto.


I vari governi si sono prodigati – anche troppo! – nell’offrire soluzioni fondate sulle restrizioni sanitarie, gli stimoli all’economia e altre misure di tipo sociale e politico. Nessuno ha provato a proporre soluzioni fondate su una ripresa della vita spirituale. Né è questo lo scopo del potere politico, bensì di quello spirituale: la Chiesa.

 

E dov’è la Chiesa?


In quest’ora suprema per il Cristianesimo, i fedeli sono naturalmente portati ad alzare lo sguardo alla Cattedra di Pietro, l’Autorità Suprema della Chiesa Cattolica, in cerca di una parola di conforto e di guida. Ma invece di essere il baluardo dell’Occidente, la Santa Sede sembra indifferente al suo destino. A volte sembra addirittura favorire chi attacca il mondo occidentale con inaudita intensità. L’immensa orfanilità spirituale dell’Occidente è l’aspetto più terribile della situazione attuale.


Le guerre, le catastrofi, le sciagure, insomma le sofferenze che costellano la nostra vita in questa valle di lacrime, possono essere viste come un amorevole richiamo della Provvidenza alla conversione. Dov’è questo richiamo alla conversione da parte dell’Autorità che, prima di tutte, dovrebbe tutelare la vita spirituale dei fedeli?


Però, lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt, la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno sopraffatta! Anche quest’anno, dalla grotta di Betlemme promana quella luce che, in poco tempo, conquistò il mondo! Più fitte saranno le tenebre, tanto più sfolgorante sarà la luce che il Bambino Gesù ci porta.


Al cospetto delle nazioni, forse a nessuna come all’Italia fu dato di vivere il Natale con una grazia tanto intensa. È qui che nacque la tradizione del presepe, col Poverello d’Assisi. La grazia del Natale sembra inscindibilmente legata alla vocazione dell’Italia. Una vocazione che il nostro fondatore Plinio Corrêa de Oliveira capiva benissimo e amava profondamente.


Prendiamo ispirazione dalle sofferenze che la Provvidenza ha voluto inviarci per riflettere dove abbiamo sbagliato, come persone e come Paese. Preghiamo la Madonna, con Plinio Corrêa de Oliveira: “O Madre ricordatevi dell’Italia, nazione da Voi tanto prediletta e che riempiste di tanta dolcezza; infondetele nostalgia di Voi, poiché sono certo che Voi avete nostalgia di lei; ritornate al più presto in Italia, mediante il regno della Vostra grazia, per trasformarla in un grande strumento della Restaurazione del Vostro regno nel mondo”.

Categoria: Dicembre 2020

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