tfp it newlogo

Il ritorno degli angeli

 

di Plinio Corrêa de Oliveira

 

A partire dalla Rivoluzione protestante vedo una graduale ritirata degli angeli dal mondo, con alcune rentrées fulminanti come l’Infallibilità pontifica, il pontificato di Pio IX e quello di S. Pio X. Sono rentrées sempre più sporadiche, ma anche sempre più fulgide e piene di unzione. Un esempio tipico è il risorgimento del gotico nel secolo XIX. Un ateo come Viollet-le-Duc (1) fu capace di vedere aspetti del Medioevo che nemmeno Maria Antonietta aveva intravisto. È ovvio che c’era una grande grazia, alla quale corrispondeva una maggiore presenza angelica.

Credo che la comunione precoce ai bambini, decisa da S. Pio X, abbia creato condizioni molto migliori per l’angelizzazione di diversi settori nel mondo.

Io mi ritengo un continuatore di queste grazie. Non sono un fungo spuntato dopo la pioggia. La TFP è una continuità di tutto ciò.

Molte verità di Fede oggi dimenticate verranno di nuovo a galla quando l’azione angelica risplenderà di nuovo con tutto il suo fulgore. Anzi, ritengo che quando gli angeli torneranno ad abitare ogni settore della Chiesa, l’azione del clero progressista sarà neutralizzata. Ci sarà una pulizia generale.

Perciò dobbiamo, già da adesso, pregare non solo il nostro angelo custode ma, anche e principalmente, l’angelo della Chiesa, chiedendo che risolva l’attuale situazione di crisi. Questa preghiera ci darebbe una crescente unione con gli angeli, e farebbe aumentare di molto il livello della nostra azione. Di fronte ai tragici avvenimenti previsti dalla Madonna a Fatima, o noi chiediamo con insistenza l’intervento degli angeli, o saremo sopraffatti, poiché dall’altra parte c’è l’azione del demonio su larghissima scala.

Mai i demoni hanno agito in modo così profondo ed esteso per distruggere l’opera di Nostro Signore Gesù Cristo. Questo è ovvio. A ciò dovrebbe corrispondere una simmetrica azione degli angeli. Simmetrica perché, se è vero che mai il demonio ha agito come oggi, è pur vero che l’intervento risolutivo degli angeli sarà di uno splendore mai visto. Ecco un aspetto centrale di quello che S. Luigi Maria Grignion da Montfort chiamava il Regno di Maria: la Madonna che regna mediante il ministero degli angeli. Credo che l’azione degli angeli nel Regno di Maria sarà così intensa che, senza ridare agli uomini i doni preternaturali di cui godevano nel paradiso, conferirà a tutto un tale splendore angelico che, in un certo modo, ricorderà l’ordine paradisiaco, superandolo perfino in qualche aspetto per via della grazia. La devozione agli angeli sarà un aspetto fondamentale della pietà nel Regno di Maria. Il loro intervento su larga scala sarà anche un invito alla devozione verso di essi.

Questa dottrina è stata sempre presente nel Magistero della Chiesa. Ma è soltanto di fronte all’attuale situazione che essa assumerà tutta la sua importanza. Era necessario che l’azione del demonio arrivasse a tanto perché il ricorso agli angeli raggiungesse la sua giusta dimensione. D’altronde, credo che questo intervento angelico permetterà anche di studiare meglio il tema. Senza un solido fondamento metafisico, la devozione agli angeli non va oltre un fervorino.

Non è concesso ai cattolici di lottare contro il male a parità di condizioni. O essi sono naturalmente inferiori all’avversario, oppure sono angelicamente superiori. Primo perché l’avversario non è naturale. Vi è, però, un secondo motivo. Quando un cattolico ha doti naturali eccezionali, la seduzione della vanagloria per tali doti è tale che, o egli riceve un sostegno soprannaturale per elevarsi al di sopra della sua natura – diventare cioè angelico – oppure facilmente crolla sotto il peso dei suoi doni naturali.

Vedete gli Apostoli. Nostro Signore Gesù Cristo ha fondato la sua Chiesa con materiale umano non di altissimo livello. Che cosa erano quei pescatori, naturalmente, di fronte allo strapotere romano? Niente! Eppure hanno prevalso perché erano mossi dallo Spirito Santo, e con la grazia divina hanno accettato di essere elevati, in un certo senso, al di sopra della loro natura. Le cose cattoliche che hanno la forza di lasciare un segno nella storia sono così. Il cattolico lascia un segno nella storia solo quando si presenta integralmente come cattolico e implora l’aiuto dall’alto, da Dio, tramite la Madonna e gli angeli.

Il peccato di Rivoluzione ha prodotto una crescente unione degli uomini col demonio, senza che, finora, ci sia stato un analogo passo da parte della Contro-Rivoluzione. Ecco un motivo delle sue continue sconfitte. Sembra che la Provvidenza non giudichi maturi i tempi per permettere una simile e opposta unione degli uomini con gli angeli.

* Brani del libro di Plinio Corrêa de Oliveira, «L’angelica milizia».

(1) Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc (1814-1879), architetto francese, grande restauratore di edifici gotici – tra cui la cattedrale di Notre Dame e il santuario di Mont Saint Michel – figura centrale dell’architettura neo-gotica, insieme all’inglese Augustus Pugin (1812-1852).