Elogi e apprezzamenti

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Il vaticanista Aldo Maria Valli sul libro «Cristianità», di Plinio Corrêa de Oliveira

 

 

Civiltà cristiana

 

“La cultura vera e perfetta si trova solamente nella Chiesa”.

Dite la verità: in tempi di politicamente corretto e di dialogo a ogni costo con gli altri, specie con i “lontani”, un’affermazione del genere fa, come minimo, sobbalzare sulla sedia. Non ci siamo più abituati. E in effetti una voce come quella Plinio Corrêa de Oliveira, autore della frase sopra riportata, sembra arrivare letteralmente da un altro mondo. Invece, tutto sommato, non sono passati molti anni da quando il filosofo e giornalista brasiliano (1908 – 1995), fondatore dell’associazione Tradizione, Famiglia e Proprietà, scriveva che poiché una società umana si trova “nella sua condizione normale” solo quando i suoi membri osservano la legge naturale, “ne consegue che, benché i popoli non cattolici possano avere prodotti culturali mirabili, sono sempre gravemente manchevoli in alcuni punti capitali, il che toglie alla loro cultura carattere integrale e la piena conformità alla regola, presupposto necessario di tutto quanto è eccellente oppure semplicemente normale”.

Arroganza di un tradizionalista impenitente? In realtà, di fronte a una cultura cattolica (se ancora la si può definire così) timorosa di tutto, sottoposta al dominio dei dogmi laicisti, desiderosa di apparire amica del mondo e quanto meno timida nel proclamare le verità divine, la verve di un Corrêa de Oliveira ci appare oggi come un ricostituente, magari non proprio facile da mandare giù ma certamente tonificante.

Benvenuto è dunque il libro Cristianità. Dalla periferia al centro (Chorabooks, 124 pagine) con il quale la casa editrice del maestro Aurelio Porfiri ci propone una serie di scritti in cui l’autore brasiliano, instancabile difensore della civiltà cristiana sottoposta all’attacco rivoluzionario dall’umanesimo fino al Sessantotto e oltre, ci ricorda che il Vangelo non ci chiede di andare d’accordo con il mondo e di mostrarci amabili con tutti. No, l’indicazione è un’altra: “Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli”.

Proprio cercando questa perfezione si costruisce la civiltà cristiana. Ma oggi è ancora possibile ragionare in questi termini? Come parlare di civiltà cristiana quando tutto è liquido, destrutturato, evanescente, quando l’idea stessa di civiltà, senza aggettivi, è ormai impalpabile?

Inutile nasconderlo: il mondo al quale fa riferimento Plinio Corrêa de Oliveira non esiste più. Eppure gli spunti di riflessione offerti da questo difensore della civiltà cristiana hanno una loro utilità, perché lui ci dice qualcosa che, in fondo, molti di noi ancora pensano, ma oggi, semplicemente, non lo possiamo né pensare né dire.

Per esempio, a proposito dell’anima, scrive a un certo punto l’autore: “Viviamo in un ambiente saturo di materialismo, nel quale ogni momento sentiamo opinioni che sarebbero vere, assistiamo ad azioni che sarebbero legittime, siamo posti di fronte a istituzioni e costumi che sarebbero ragionevoli se solamente l’anima umana non esistesse. Il materialismo è immanente e sottinteso in quasi tutto quanto accade attorno a noi”. E ancora: “Poiché l’uomo è costituito da due principi distinti, corpo e anima, è chiaro che di tutto quanto lo riguarda sarà molto più importante ciò che concerne l’anima di quello che concerne il corpo; quindi ciò che è spirituale e imperituro ha più valore di quanto è materiale e mortale”.

Chissà che cosa avrebbe detto il buon Corrêa de Oliveira di fronte a una Chiesa che tanto spesso, oggi, sembra decisamente più attenta al corpo che all’anima, più propensa a parlare di politica, economia, ecologia e dintorni piuttosto che a indicare la via per la salvezza dell’anima.

In certi momenti, come quando sottolinea la differenza tra il realismo della dottrina cattolica (per la quale gli uomini sono “naturalmente disuguali”) e l’astrattezza del pensiero rivoluzionario (che pretende di imporre l’uguaglianza mediante lo Stato) l’argomentare di Corrêa de Oliveira assume la forza di una rivelazione che spinge ad andare controcorrente.

Ogni pagina di questo libro contiene un piccolo tesoro. Costante è la polemica contro il dogmatismo rivoluzionario, profondamente anti-cristiano e dunque anti-umano, nel quale siamo immersi. E difficile è dare torto all’autore quando, parlando dei dogmi della rivoluzione francese, utilizza il presente e non il passato, visto che, spiega, “oggi vi sono più uomini del 1789 che in pieno Terrore”.

 

(Pubblicato nel blog di Aldo Maria Valli, 19 giugno 2019, commentando il libro di Plinio Corrêa de Oliveira «Cristianità», Chora Books, 2019)

Categoria: Elogi e apprezzamenti

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter