decrescita economica

  • Decrescita e robot non santificano il lavoro

     

     

    di Ettore Gotti Tedeschi

    Gli ostacoli alla santificazione del lavoro, in questi tempi, sono nuovi e molto più difficili da superare.  

    Comincio ricordando cosa è la santificazione del lavoro. Il lavoro dell’uomo e donna, creati “ut operaretur”, dal punto di vista naturale è strumento chiave per il sostegno di sé stessi e per il servizio alla società. Ma dal punto di vista soprannaturale è molto di più: è realizzazione del Disegno di Dio, è completamento della Creazione stessa. C’è qualcosa di grande nel lavoro umano, esso permette di esercitare le virtù personali realizzandolo secondo il senso dato alla propria vita.
     
    Se la vita non ha senso, ne consegue che anche il lavoro perde il suo senso soprannaturale.  Questo spiega lo sforzo gnostico di convincere che la vita non ha senso.
     
    Un grande Santo del secolo passato arrivò persino a spiegare che per poter santificare tutte le professioni oneste si debba, grazie ad esse, fare apostolato. Esplicitamente spiegando che lavoro, apostolato e santificazione, sono intimamente connessi, perché il lavoro è strumento di apostolato e perciò di santificazione personale. 
     
    Quali sono gli ostacoli nuovi in questi tempi? Sono anzitutto il tipo di lavoro che sarà disponibile e la possibilità e liceità di fare apostolato con questo nuovo tipo di lavoro.
     
    Per poter santificare il lavoro, anzitutto il lavoro deve esserci e l’uomo deve poter lavorare essendo nella sua natura farlo. Il sogno gnostico è infatti sempre stato emancipare l’uomo dal lavoro post cacciata dall’Eden. Oggi non sappiamo cosa sarà il lavoro in futuro, essendo il lavoro umano senza dubbio sempre più sostituito dal lavoro tecnologico-artificiale, cioè dal robot. Forse potremmo cominciare a riflettere su come insegnare ai robot a santificare il lavoro? Ma prima dovremmo “convertirli”, violentando la loro intelligenza artificiale.
     
    Il lavoro va pertanto ri-generato anzitutto, da una parte, perché se l’uomo è sostituito nel lavoro da un robot, dalla Intelligenza Artificiale, da una eccessiva digitalizzazione, è lecito chiedersi come si possa creare ricchezza diffusa e redistribuirla in modo realmente sostenibile. Per creare potere di acquisto necessario a far consumare chi non lavora e far lavorare i robot, si può solo immaginare una forma di “reddito di esistenza” illusorio e dannosissimo che produrrà un potere assoluto in chi lo governa e produrrà un asservimento totale in chi lo riceve.
     
    È certo eccessivo pensare di arrivare a tanto, ma non voglio porre limiti alla intelligenza umana “influenzata” dal peccato originale.
     
    Per poter santificare il lavoro è necessario anche aver fede operativa. Significa lavorare per affermare, con le opere, la Verità in cui si crede. Oggi un ostacolo a questa scelta si rivela nel pensiero neo-protestante, ambientalista-gnostico ormai dominante. Se il pensiero neo-protestante, che ci viene indirettamente progressivamente proposto, suppone la giustificazione per mezzo della solo fede e la predestinazione, le opere e il lavoro vengono ridimensionate e persino squalificate.
     
    L’apostolato grazie al lavoro potrebbe perciò, non solo venir considerato anacronistico, ma anche inutile proselitismo, sinonimo di violenza fatta sul prossimo, una specie di “stalking” lavorativo.
     
    Il revisionismo teologico evoluzionistico poi, potrebbe mettere in discussione fortemente il principio che l’uomo è stato creato ut operaretur per partecipare all’opera della Creazione. Ridimensionando così definitivamente il senso soprannaturale del lavoro.
     
    Se il pensiero ambientalista-gnostico prevarrà, la via di santificazione potrà esser indicata piuttosto nella protezione dell’ambiente con un modello di decrescita economica che contrasta senza alcun dubbio con le attività economiche che generano lavoro. 
     
    Così il cerchio si chiude, il lavoro si ridimensionerà per proteggere la terra e il lavoratore sarà sostituito dal robot, che lavora 24ore senza paga (solo manutenzione e ammortamento), non è protetto sindacalmente, non inquina e soprattutto, attenzione, non fa figli. Relativizzare l’importanza del lavoro e relativizzare l’importanza dell’apostolato-evangelizzazione impatterà drammaticamente sulla spiritualità laicale che sarà ridotta a occuparsi di ONG per emigranti o fare i giardinieri e ortolani per coccolare l’ambiente. Ma senza cercare di convertire nessuno, al massimo consolare e condividere.
     
    Riusciremo a santificare il lavoro in questo senso? Insistere nel pensare di poter santificare il lavoro (nei termin sopradetti) significa rischiare di esser accusati di creare divisioni. Rinunciare a santificare il lavoro è ciò che “il nemico” vuole. Non fare nulla, agendo con prudenza, è ciò che il Nemico spera. Basta peraltro cancellare l’esistenza del Nemico e correggere, in Vangeli revisionati, le parole che Nostro Signore pronunciò: “Andate e predicate il Vangelo a tutte le genti...”.
     

    Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 28 Dicembre 2021

  • LA DECRESCITA ECONOMICA

     

     

    di Antonio Montes Varas

    In Cile la sinistra promuove una nuova Costituzione. La maggioranza dei rappresentanti all’assemblea incaricata di redigerla sostiene il bisogno, fra l’altro, di mettere grossi ostacoli al cosiddetto “estrattivismo”, cioè a prendere dalla terra risorse necessarie per l’economia al fine di preservare la natura. Va ricordato che il Cile è un Paese largamente dipendente dalla estrazione mineraria: rame, litio, ecc. L’assemblea ha chiesto un parere al riguardo alla Associazione Acción Familia, consorella della famiglia TFP, analogamente a quanto ha fatto con numerosi altri aggruppamenti. Riproduciamo la parte di detto parere relativa alla decrescita economica, perché denuncia le tendenze radicali che i sostenitori del “great reset” vogliono imporre a nome di una ecologia delirante e non solo in Cile. Nella parte che omettiamo si parla del “buen vivir” dei popoli indigeni, “buon vivere” dovuto al loro rispetto della natura che non sarebbe stato riconosciuto finora dalla mentalità degli “invasori”, situazione che dovrà essere radicalmente capovolta dal nuovo testo costituzionale.    
     
    ***
     
    Ai signori membri del Comitato dei Diritti Fondamentali della Convenzione Costituente: 
    Una Costituzione è una guida giuridica per il futuro, non una vendetta per il passato.
     
    Come rappresentante di Acción Familia, un'organizzazione che promuove la famiglia cristiana e naturale e il ruolo sussidiario dello Stato, sono stato invitato a dare la nostra opinione sugli aspetti che ci sembrano di massima priorità.
    (…)
     
    II. Un'ideologia a favore della decrescita economica
    Il secondo asse su cui si articola la redazione delle REGOLE GENERALI DI PROCEDURA DELLA CONVENZIONE è una critica allo sfruttamento delle risorse naturali e una concessione della "protezione dei diritti della natura", che, in pratica, renderà impraticabile qualsiasi impresa economica di vasta portata.  
     
    Gli estensori del progetto di REGOLE GENERALI DI PROCEDURA DELLA CONVENZIONE ignorano che la povertà è uno stato religioso che si sceglie per vocazione e non per imposizione costituzionale. 
     
    L'analisi dei costituenti è semplicistica: se la crescita è un male, che ha causato tutti i danni ambientali, allora la decrescita è un bene, perché salva il Pianeta. Seguendo questi presupposti primari, la povertà diventa un bene sociale, una volta che preserva l'ambiente e mette fine alla competizione e all'ambizione. 
     
    Tali obiettivi della necessità della "decrescita" economica sono presentati come veri e propri dogmi religiosi, senza bisogno di essere giustificati su basi razionali o statistiche1.
     
    Ovviamente, sarà lo Stato, o l'autorità indigena designata dallo Stato, ad essere incaricata di preservare i "diritti della natura". Così, tutte le iniziative economiche dei privati dipenderanno dalle simpatie o antipatie dell'ufficio statale o del cacicco del momento2.
     
    Ciò che viene promosso nel testo è una visione panteistica della vita naturale, dove tutti gli esseri viventi, vegetali, animali e umani, hanno uguale importanza e uguali diritti. Quindi, l'espressione stessa "diritti umani" sta uscendo dal lessico abituale per incorporare i diritti dell'Ambiente.
     
    Così, un'esistenza di austerità diventa l'ideale contro una dei beni di consumo. La povertà stessa non dovrebbe essere misurata solo dagli indici del PIL, ma dai criteri del "buon vivere" indigeno3.
     
    Quando l'economista Tomás Flores ha parlato delle conseguenze per l'economia della gente delle misure che si oppongono agli investimenti stranieri, ha notato una completa indifferenza da parte di questa Convenzione, sentendo che stava rivolgendosi ad una sorta di "setta"4. I membri della Convenzione che aderiscono ciecamente a questi dogmi della nuova setta "pauperista" non possono imporre questa religione a tutto il paese. 
     
    Per quelli di noi hanno avuto familiarità con gli argomenti della sinistra negli anni '60, questa difesa della non-produzione è impressionante. In effetti, a quell'epoca, l'espropriazione dei terreni agricoli "mal lavorati" era difesa in quanto impediva lo sfruttamento necessario per soddisfare i bisogni alimentari della popolazione. Allora questa era chiamata "funzione sociale" della proprietà.
     
    Oggi, la stessa mentalità di sinistra, con lo stesso scopo di attaccare la proprietà privata, crea un altro concetto, ma con il significato opposto: "la funzione ecologica" della proprietà. 
     
    La prima funzione costringeva la gente a lavorare la terra, oggi la costringe a non lavorarla. Cambia lo slogan, ma l'obiettivo rimane lo stesso: la distruzione della proprietà privata5.
     
     
    Note
    1. "Il senior economist di Libertad y Desarrollo Tomás Flores,  parlando poco dopo (il prof. ) Cortázar nella commissione (Commissione sull'ambiente, diritti della natura, beni naturali e modello economico), ha detto che aveva l'impressione di trovarsi in un dibattito dal contesto universitario. Il professor Cortázar ha spiegato cosa deve fare una piccola economia per crescere, cioè attirare investimenti. E per questo bisogna avere stabilità. Al che i membri della Costituente hanno espresso che non era il caso. Sembrava più un dibattito sui dogmi che una discussione costituzionale. È preoccupante che non ci sia conoscenza della realtà", dice Flores, e aggiunge, "per quanto riguarda Carolina Sepúlveda, mi è sembrato di parlare con una persona che fa parte di una setta, non con una che ha la responsabilità di elaborare una nuova Costituzione". Fuente: Emol.com - https://www.emol.com/noticias/Nacional/2021/11/14/1038239/cronica-constitucional.html
     
    2. In questa difesa dell'ambiente, equiparandola ai diritti degli individui, o addirittura subordinando questi ultimi alla prima, si trova un aspetto concreto di ciò che viene denominato "diritti di terza generazione", sui quali consigliamo lo studio allegato a questa presentazione. 
     
    3. Una delle misure più concrete che emergono nel dibattito tra i costituenti quando si parla di crescita - e decrescita - è il modo in cui si misura lo sviluppo di un paese, che attualmente viene fatto globalmente attraverso il Prodotto Interno Lordo (PIL). Il costituente Fernando Salinas, per esempio, sottolinea che la decrescita si installa nei sistemi economici a causa del PIL: "Il concetto è valido solo in un sistema neoliberale. In altri modelli, esistono altre misure che non sono basate sul PIL, che non sono economiche, ma qualitative e di multicriterio, e abbiamo bisogno di installare questo nel paese, un nuovo modo di misurare lo sviluppo", dice. Cfr. La decrescita economica, la teoria polemica che si intravede nei dibattiti della Costituente - https://www.emol.com/noticias/Nacional/2021/11/21/1038962/cronica-constitucional.html
     
    4. Il membro della Costituente Fernando Salinas (Pueblo Constituyente) sottolinea che per capire questo problema è necessaria una coscienza planetaria, "perché c'è un sacco di consumo inutile". "La decrescita non ha niente a che vedere con la qualità della vita, ma è un nuovo modo di affrontarla. Dobbiamo andare verso un sistema economico più ecologico". Cfr. "Ecocostituzione" e "Il libero e il sostenibile", due punti di vista sull'ambiente faccia a faccia. Cfr. https://www.emol.com/noticias/Nacional/2021/11/14/1038257/cronica-constitucional.html
    5. I costituenti preferiscono ignorare il fatto che il paese che inquina di più il Pianeta, con il 30,02% delle emissioni mondiali di CO2, è la Cina comunista. Cfr. https://forbes.co/2021/04/22/actualidad/estos-son-los-10-paises-que-mas-contaminan-el-planeta/

     

    Fonte: Credo Chile. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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