eucaristia

  • Eucarestia e aborto, il ritorno dei princìpi non negoziabili

     

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    di Stefano Fontana

     

    La decisione dei vescovi americani circa la non ammissione alla Comunione eucaristica dei sostenitori pubblici dell’aborto (vedi qui  quii) ha delle conseguenze positive anche nel campo della Dottrina sociale della Chiesa e non solo in quello della dottrina e della vita sacramentale. Infatti la decisione presa dalla maggioranza dei vescovi americani, ossia di continuare a non ammettere alla comunione gli abortisti dichiarati e di iniziare il percorso verso la redazione di un documento magisteriale sull’argomento, rimette in campo la dottrina dei principi non negoziabili. Questa dottrina è stata completamente abbandonata e negata durante questo pontificato, in netto contrasto con il precedente. I loro sostenitori auspicavano che fosse ripresa a partire dai problemi della presenza dei cattolici nella società, invece viene ora imprevedibilmente ripresa dall’interno di una questione sacramentaria.

  • Rodolfo I – Il re che si inginocchiava davanti all'Eucaristia

     

     

    di Marco Giglio

    Questa storia si limita a far conoscere un piccolo ma simbolico episodio nella vita di Rodolfo I d'Asburgo, Re di Germania, Re dei Romani, conte d'Asburgo, Conte di Kyburg, langravio di Thurgau e conte di Löwenstein.

    È passato alla storia per essere stato il primo importante esponente della Casa d'Austria, grazie al quale gli Asburgo guadagnarono la dignità imperiale, e ispiratore della “Pietas Austriaca” in quanto difensore del Eucarestia e della Chiesa.

    Nell’anno 1271, Rodolfo stava cacciando nelle foreste del suo territorio quando sentì suonare una campana. Un prete si stava avvicinando, portando con sé il viatico per un contadino morente.

    Il curato si trovò impossibilitato a proseguire giacché il fiume si era ingrossato troppo. Il conte Rodolfo, allora, accortosi del problema, decise di scendere da cavallo, si inginocchiò davanti al Santissimo Sacramento e offrì il suo cavallo al sacerdote.

    Lo accompagnò a casa del malato e così il sacerdote potè amministrare gli ultimi sacramenti al moribondo (confessione, indulgenze e viatico).

    Quando il prete ebbe compiuto la sua missione, salvare un’anima, volle ridare al conte il cavallo. Rodolfo si commosse e rispose: "Dio non voglia che io o qualcuno del mio popolo salga su un cavallo, che so per certo, abbia portato il mio Creatore".

    Quanto semplice e quanto potente è questa testimonianza!

    Chiediamo alla Madre di Dio – Maria Santissima – di degnarsi di donare all’Italia e all’Europa governanti con almeno un pezzetto di quella fede mostrata da Rodolfo I d'Asburgo.

     

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