Francia

  • «Wokismo»: il totalitarismo del secolo XXI

     

     

    di Attilio Faoro

    La storia dei Paesi occidentali - compresa la Francia - è intrecciata con schiavitù, razzismo, colonialismo, sessismo e omofobia. Per questo motivo deve essere decostruita se si vuole che l'uguaglianza trionfi pienamente. Questa è, in poche parole, quanto enuncia l'ideologia "woke" che pretende di porsi a difesa delle minoranze - soprattutto quelle sessuali e razziali - "oppresse" dalla maggioranza bianca, eterosessuale e "patriarcale".

    In origine, questo movimento nacque nei campus universitari americani per promuovere una accorta vigilanza - "woke" significa in inglese stare "sveglio" - di fronte ad atti ritenuti discriminatori nei confronti di alcuni gruppi cosiddetti minoritari. Nel corso del tempo, il movimento woke si è trasformato in una potente lobby la cui attività principale è quella di condurre una vera e propria caccia alle streghe contro ciò che ritiene "razzista", "omofobo", "sessista", "transfobico", "islamofobico", "grassofobico" o "specista", cioè che si ritiene superiore agli animali.

    Questa ideologia è all'origine di movimenti sociali ampiamente riportati dai media, come le "marce per il clima" o il movimento "Black Lives Matter", che è riuscito a far sì che tutte o quasi tutte le squadre di calcio nazionali si inginocchiassero durante gli inni nazionali agli Europei del 2021 per rendere omaggio a un delinquente nero ucciso brutalmente da un agente di polizia negli Stati Uniti.

    Colbert, le zanzare e la scrittura inclusiva

    In Francia, questo movimento è guidato dalla musa "anti-poliziotto" Assa Traoré - sorella di Adama Traoré, un delinquente morto anch'egli durante un arresto di polizia - e dallo scrittore e ora deputato Aymeric Caron, campione del veganismo e strenuo difensore del diritto alla vita... delle zanzare!

    Sempre pronti a scendere in campo brandendo l’arma della morale, gli attivisti Woke se la prendono con le nostre statue, in particolare con quelle di Napoleone e Colbert, accusati di aver promosso la schiavitù, e contro la nostra lingua, la quale vorrebbero decostruire attraverso la cosiddetta scrittura inclusiva. Infin, se la prendono persino con la nostra gastronomia, colpevole, secondo un ricercatore del CNRS, di essere uno "strumento dell'identità razziale dominante".

    Tutta questa isteria sarebbe irrisoria se fosse solo opera di qualche militante illuminato o studente ritardato. Ma, ahinoi, il "pensiero" woke si sta diffondendo in tutta la società: a Bordeaux l'albero di Natale è stato rimosso dal comune in nome dei "diritti degli alberi", le scritte inclusive compaiono nei documenti amministrativi, i maschi che dichiarano di appartenere al "genere" femminile sono autorizzati a usare le docce delle ragazze a scuola...

    Notre-Dame de Paris, bersaglio del wokismo

    Il filosofo transgender spagnolo Paul Preciado, noto in precedenza come Beatriz, ha approfittato della pubblicazione del rapporto Sauvé sulla pedocriminalità nella Chiesa francese per chiedere l'esproprio di Notre-Dame de Paris da parte dello Stato francese.

    In un articolo pubblicato su Mediapart il 12 ottobre 2021, ha chiesto che la più famosa delle cattedrali francesi venga trasformata in "un centro di ricerca femminista, queer, trans, antirazzista e di lotta contro la violenza sessuale".

    L'intellettuale woke si spinge fino a chiedere che Notre-Dame de Paris venga ribattezzata "Nostra Signora dei sopravvissuti alla pedocriminalità". Lungi dall'ipotizzare una bestemmia, Preciado inneggia nientemeno che a "una rivoluzione". La storia dimostra che le due cose vanno spesso insieme...

    Il wokismo è un'ideologia totalitaria che estrapola ed esaspera lo schema marxista della lotta di classe in tutte le relazioni umane in un modo che non si vedeva dai tempi della Rivoluzione culturale di Mao Tse-tung... Se l'Occidente non sta attento, potrebbero essere questi fanatici decerebrati a seppellirlo. Senza fiori né corone.

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  • Francia: l'ecologismo politico, una nuova dittatura?

     

     

    di Antoine Béllion

    Cos'altro vorranno vietare i Verdi? L'albero di Natale? Mostra un albero morto. Il Tour de France? Inquina. Le piscine private? Sprecano acqua. Le grigliate di carne? Un simbolo machista. I jet privati? Riscaldano il pianeta. La Corrida? Crudele nei confronti degli animali.

    A poco a poco, le maschere cadono: i Verdi non vogliono proteggere l'ambiente, vogliono rieducare i cittadini secondo i precetti aggiornati del marxismo. In altre parole, secondo loro la natura è solo un modo per far ingoiare al pubblico la pillola amara della loro agenda di sinistra.

    Cosa c'entra la lotta LGBT, ad esempio, con la conservazione dell'acqua e del suolo? Niente. Per compensare la palese mancanza di collegamento tra altre cause che difendono e quella dell'ecologia, i Verdi inventano concetti a effetto come l'eco-femminismo, ma questo inganna sempre meno persone. Resta una domanda essenziale: se la difesa della natura non è la bussola ideologica dei Verdi, qual è la strada che vogliono far percorrere all'intera società? Molto probabilmente è quella che porta all'egualitarismo più radicale.

    Sulle orme dei sovietici

    L'uguaglianza tra le diverse classi sociali prima di tutto. In questo senso, i Verdi sono gli eredi diretti del comunismo e non è quindi un caso che sistematicamente si alleino con loro, soprattutto nel Parlamento europeo.

    Tutte le misure economiche difese dagli ecologisti rientrano in una logica di lotta di classe: tassazione elevata delle imprese, cioè, spoliazione dei "ricchi" attraverso le tasse, riduzione dell'orario di lavoro a 32 ore settimanali. Se riuscissero ad attuare la decrescita economica che chiedono, non c'è dubbio che l'umanità si impoverirebbe con una brutalità senza precedenti nella storia. La vita quotidiana dei Paesi comunisti, fatta di penuria, come avviene, ad esempio, in Venezuela, diventerebbe quella di tutto il pianeta.

    A quel punto, le disuguaglianze sociali non esisteranno più; certo, tutti saranno poveri! Naturalmente, per imporre un simile progetto, contrario sia al bene comune che agli interessi individuali, i Verdi dovrebbero ricorrere a una sorta di governo sovranazionale che imponga la pianificazione ecologica in modo autoritario, come i vecchi soviet in Russia.

    Rieducazione delle masse

    Discepoli di Gramsci, i Verdi estendono la lotta di classe oltre i rapporti economici. Il nuovo proletariato è costituito essenzialmente da "minoranze" sessuali, razziali e religiose di cui il movimento dei Verdi è il portabandiera. L'odiata borghesia - da cui spesso provengono i Verdi - è sostituita da individui "cisgender", bianchi, cristiani e mangiatori di carne.

    I Verdi sono stati tra i primi a chiedere il "matrimonio egualitario", cioè la possibilità per le coppie omosessuali di contrarre matrimonio, come le normali coppie costituite da un uomo e una donna.

    Noël Mamère, candidato ecologista alle elezioni presidenziali del 2002 in Francia, è stato il primo sindaco a celebrare la parodia di un matrimonio tra due persone dello stesso sesso, quasi 10 anni prima del voto sulla legge Taubira. Oggi, i Verdi vogliono continuare questa marcia verso l'uguaglianza di genere legalizzando la spaventosa pratica della maternità surrogata.

    Sono anche forti sostenitori della teoria gender, che nega l'alterità dei sessi. Il sindaco di Lione, Grégory Doucet, ha abolito i campi da calcio nelle scuole della sua città, accusandoli di incoraggiare la moltiplicazione di comportamenti negativi di genere.

    La molto mediatica deputata Sandrine Rousseau, oltre alla sua crociata contro la grigliata di carne, si vanta di essere la moglie di un "uomo destrutturato", cioè di un uomo che non corrisponde agli "stereotipi" maschili. "La vita privata è politica", ammoniva la pasionaria ambientalista, cioè, una formula totalitaria che i commissari del popolo dell'Unione Sovietica avrebbero senza dubbio applaudito con ambo le mani.

    Nella stessa ottica totalitaria, Aymeric Caron, oggi deputato ecologista di Parigi, ha difeso l'idea di un "permesso di voto" da riservare solo ai cittadini ritenuti più adatti a questa funzione. Dopotutto, perché preoccuparsi di un partito unico se solo coloro che professano la stessa ideologia possono esprimersi?

    Un'altra idea comunista difesa dai Verdi, questa volta importata dalla Cina: il controllo delle nascite. Per preservare il pianeta e "accogliere meglio i migranti", l'ex ministro dell'Ambiente e storico dirigente del partito, Yves Cochet, ha proposto di "invertire la logica degli assegni familiari": "Più figli si hanno, più gli assegni diminuiscono fino a scomparire dalla terza nascita".

    Odio per il mondo cristiano

    Nulla sfugge alla iniziativa di rieducazione dei “Khmer verdi”. In ogni caso, nulla di quanto appartiene all’eredità cristiana.

    Mentre i Verdi si uniscono regolarmente ai laicisti nel denunciare il "fondamentalismo cattolico", sono estremamente tolleranti quando si tratta di Islam. Così, il sindaco ecologista di Strasburgo, Jeanne Barseghian, ha fatto votare una sovvenzione di 2,5 milioni di euro per la costruzione di un'enorme moschea neo-ottomana nella sua città, la cui gestione è nelle mani di Millî Görüs, una confraternita musulmana fondamentalista vicina al presidente islamista della Turchia.

    A Grenoble, Éric Piolle, anch'egli ecologista, si è distinto per la sua volontà di legalizzare l'uso del burkini nelle piscine comunali. Cosa può spiegare questi due pesi e due misure se non il desiderio inconfessato di veder scomparire l'Europa cristiana, anche se attraverso la sua islamizzazione? La Bibbia è un libro che i Verdi non mancherebbero di bruciare se dovessero resuscitare la pratica dell'autodafé. Il motivo di questo odio? Il libro della Genesi in cui Dio consacra l'uomo come padrone della creazione.

    Per i Verdi, l'idea stessa di una gerarchia tra le specie viventi è una bestemmia contro la sacrosanta "uguaglianza". In nome dell'"anti specismo" e della lotta contro il riscaldamento globale, di cui l'uomo sarebbe colpevole indiscusso, affermano di voler privare gradualmente i francesi della carne. Dalla camera da letto alla cucina, è quindi l'intera vita privata dei cittadini ad essere messa sotto controllo...

    Dopo la rivoluzione repubblicana e quella comunista, dobbiamo prepararci a una rivoluzione ecologica? Siamo ancora in tempo per aprire gli occhi.

     

    Fonte: Avenir de la Culture, 19 Ottobre 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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  • Francia: nelle scuole e nelle prigioni cresce a dismisura la minaccia islamista

     

     

    di Attilio Faoro

    Sulle colonne di Le Figaro (23 settembre 2022), Barbara Lefebvre, insegnante e saggista, ha protestato contro i "30 anni di codardia" dei leader politici francesi nei confronti della crescente minaccia islamista, in particolare tra i giovani.

    A riprova della crescente influenza islamica nelle scuole, una recente nota del CIPDR (Comitato interministeriale per la prevenzione della delinquenza e della radicalizzazione) cita una mobilitazione della sfera islamista sui social network, che prende di mira il laicismo nelle scuole. Per Barbara Lefebvre si tratta di una logica conseguenza dell'inazione dello Stato nel combattere i sostenitori di questa ideologia.

    "Dagli anni '90 i politici, nonostante gli informatori, non hanno agito, pur avendo a disposizione leve potenti", si rammarica la Lefebvre, spiegando che questa famosa nota "si riferisce all'ennesima offensiva della Fratellanza e dei movimenti salafiti per destabilizzare le scuole pubbliche incoraggiando gli alunni, attraverso social network come TikTok e Twitter, a indossare abiti religiosi (hijab, burkini) o a imporre un certo numero di pratiche religiose nelle scuole (preghiere, digiuno collettivo)”.

    Ma, aggiunge giustamente indignata, "quando nel 2022 le nota arriva a 'rivelare' situazioni ormai conosciute e scontate, si ha il diritto di chiedersi se c'è davvero un pilota a capo del transatlantico Francia. A meno che non si tratti del Titanic”.

    Queste situazioni odierne, spiega l'autrice, sono il risultato di una strategia intelligente da parte degli islamisti, perché "dopo gli attentati del 2015, hanno chiaramente messo in sordina la dimensione violenta jihadista, preferendo un discorso incentrato sull'individuo e sulla sua libertà di praticare la propria religione in uno Stato di diritto. L'uso dell'hijab, elemento centrale del patriarcato islamico e pietra miliare dell'Islam politico contemporaneo, è diventato un segno di emancipazione femminile in Occidente. Tanto di cappello!”.

    "Rispondendo alla ricerca di identità di una parte della gioventù musulmana francese – così come gran parte della gioventù - che non si riconosce nella società liquida occidentale del XXI secolo, gli islamisti parlano loro di orgoglio, di un progetto collettivo, di radici comuni", sottolinea l'insegnante.

    "Gli islamisti fanno vibrare la corda sensibile dell'individualismo occidentale, eternamente alla ricerca di una micro-oppressione, di una micro-aggressione, e la girano come un calzino al fine di servire il loro obiettivo di islamizzazione di massa dei musulmani francesi sul modello della Fratellanza (islamica) e salafita”.

    “L'offensiva contro la laicità è multiforme, ma nelle scuole sono gli islamisti a dare le carte", dice preoccupata. “Perché non vogliono creare scuole fondamentaliste senza contratto (con lo Stato) o ghettizzarsi, vogliono cambiare la società francese, frammentarla, romperla dall'interno. Minare la scuola pubblica significa far saltare per aria la Francia".

    Le Prigioni, un altro vivaio di islamisti radicali

    Un altro fronte sul quale si concentra la pressione islamica in Francia è la radicalizzazione dei detenuti. Il settimanale Valeurs Actuelles vi ha dedicato un lungo articolo (2 settembre 2022).

    Sebbene la radicalizzazione sia sempre più diffusa, le autorità si trovano di fronte a una minaccia difficile da quantificare e individuare.

    Secondo un direttore di carcere, "i detenuti più pericolosi sono quelli di cui si parla meno", che praticano tecniche di occultamento per mesi, persino per anni. "Ce ne sono decine che sfuggono alla vigilanza, nonostante la loro pericolosità", avverte un dirigente dell'amministrazione.

    Tuttavia, le prescrizioni dell'Islam rigorista stanno diventando la regola quotidiana per un numero crescente di detenuti in alcune carceri, spiega la redazione del settimanale.

    Nel carcere di Bois-d'Arcy (Yvelines), ad esempio, sono iniziati i proselitismi e gli appelli alla preghiera. Queste regole si stanno diffondendo nelle carceri dove c'è una maggioranza di musulmani, "praticanti o culturali", dice un cappellano. Molti prigionieri che dicono di non avere un'affiliazione religiosa si convertono all'Islam "per conformismo o per un complesso di inferiorità".

    Un altro caso è il carcere delle Baumettes, una famosa prigione di Marsiglia, dove si stima che il 90% dei detenuti sia musulmano. Secondo un membro dello staff, Eric Diard, "l'Islam è onnipresente e regna". Tuttavia, i profili sono diversi: "Ci sono persone poco intellettualizzate, che pensano di essere meno di niente e a cui viene detto che, per Allah, loro contano", spiega.

    E poi ci sono i detenuti con profili psichiatrici. "Gli islamisti reclutano sempre più tra gli 'squilibrati', che sono in grado di agire molto più facilmente", osserva uno psicologo. I professionisti stimano al 30% il numero di detenuti con disturbi psichiatrici, giacché gli ospedali specializzati sono a corto di posti.

    Ma l'islamismo e la radicalizzazione minacciano ogni singolo detenuto. Secondo un rapporto parlamentare del gennaio 2022, l'81% dei detenuti che si convertono sono francesi, provenienti da ogni confessione.

    Le persone radicalizzate rappresentano ancora una piccola parte dei detenuti in Francia. Ma fino a quando? Per individuarli, vengono mobilitati informatori nei centri di detenzione o nelle carceri. Viene chiesto loro di segnalare cambiamenti nell'aspetto e nel comportamento: barba folta, commenti radicali, rifiuto di salutare le donne, preghiere regolari. Quando vengono individuati dei prigionieri radicalizzati, questi vengono inviati in dei reparti speciali.

    Nel frattempo, mentre centinaia di persone radicalizzate giungono alla fine della loro pena, a decine vengono rilasciate ogni mese. "Alcuni di loro sono più pericolosi quando escono di quando sono entrati", avverte Éric Diard. "Hanno un odio per il Paese", aggiunge Cyril Huet-Lambing, responsabile regionale del sindacato penitenziario SPS.

    Il compito è particolarmente complicato per i servizi di intelligence. "Ci vogliono 25 agenti per monitorare un obiettivo, quanti ne serviranno per monitorare i 500 radicalizzati che saranno rilasciati entro il 2024?”. Le preoccupazioni aumentano con l'avvicinarsi della fine della pena.

    "Ne bastano pochi per provocare una catastrofe nel Paese", si preoccupa un membro dello staff che sottolinea come, secondo i servizi di intelligence, "attualmente viene sventato un attacco al giorno". Allarmante.

     

    Fonti:L’islam à l’école : un véritable danger (3 Ottobre 2022) e La prison, vivier d’islamistes (14 Ottobre 2022). Articoli entrambi apparsi sul sito di Avenir de la Culture. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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  • Il castello-cigno

     

    Chateau de Chenonceaux France Cher RiverChenonceaux, uno dei "gioielli" della Valle della Loira, in Francia, fu costruito tra il 1515 e il 1522 sulle fondamenta di un antico mulino sul fiume Cher, affluente della Loira.

    L'impressione che il castello di Chenonceaux suscita, a prima vista, è di entusiasmo! Qual è la causa di questa sensazione? Supponiamo che si trattasse di un castello costruito sulla terra ferma e che, invece di scorrergli sotto un fiume, fosse attraversato da una banale strada polverosa per consentire il transito delle carrozze, delle automobili, ecc. Non è vero che il castello perderebbe perlomeno il cinquanta per cento del suo incanto? Tutto ciò spiega perché il suo costruttore ideò l’insieme architettonico in modo da suscitare una sensazione di inebriamento. Fu un opera basata sul principio seguente: tutte le cose che si riflettono nell'acqua guadagnano in bellezza. Infatti, si prova una sensazione paradisiaca nel vedere le acque del fiume fluire placidamente, accentuate dall'azzurro del cielo, e il castello che, riflettendosi in esse, riproduce la sua immagine. Come si può osservare, la maggior bellezza del castello consiste nell’aver concretizzato questa idea originalissima di costruirne una parte sopra un ponte. Ed è stato eseguito in modo tale che, per così dire, sembrasse un cigno sull'acqua. È propriamente un castello-cigno. Fluttua sull'acqua come se fosse una fantasia, una cosa irreale, un sogno!

    Da un altro canto, si può osservare, quanta armonia è stata posta in questa portentosa opera d’architettura, tipica dello spirito francese.

    Il castello è costituito da tre diversi elementi. Il primo è il ponte con i suoi archi, sul quale è stata costruita l'ala più leggera dell'edificio. Il secondo elemento è il corpo centrale del castello. E per ultimo, a sinistra, una torre - che deve essere ciò che è rimasto di una vecchia fortezza medioevale - solida, massiccia, grande, e che suscita una profonda sensazione di stabilità.

    Ciò che attira l'attenzione è il contrasto tra gli archi del ponte, così diafani e leggeri, e la base pesante della parte centrale. Questa mescolanza di fermezza, di stabilità e di delicatezza crea un contrasto armonico di qualità opposte, che accentua il fascino di questa parte dell'edificio. Sono questi tre elementi che rendono magico il castello e spiegano la sua bellezza. 

    1200px Chenonceau castle aerial viewSullo sfondo si nota un giardino splendido. Un quadrilatero che presenta disegni e vegetazioni bellissime, con quell'erba color smeraldo dell'Europa che qui in Brasile non conosciamo. Questo giardino è sistemato, "pettinato" in maniera tale da non poter rappresentare qualcosa di meglio… Per compensare, questa eccessiva sistemazione, c'è ai lati una boscaglia "spettinata", puramente silvestre, che completa pienamente il panorama. In altre parole, tutto ciò che sembra spontaneo è stato studiato con oculatezza straordinaria, per provocare nel complesso questo effetto. L’insieme è stato realizzato con una tale perfezione, da percepirsi il concetto di armonia senza che la maggior parte della gente riesca ad esplicitarla. La grandezza dell'armonia sta giustamente nel non riuscire a precisare, a prima vista, in che cosa consista; poiché, per definirla, viene richiesta molta attenzione…

     

    Fonte: “Catolicismo”, N° 602, Marzo 2001. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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  • Un “lacunoso” rapporto francese sugli abusi sessuali del clero viene usato per "abbattere" la Chiesa cattolica

     

     

    di Michael Haynes

    Un gruppo di accademici francesi sostiene che il rapporto che accusa la Chiesa cattolica in Francia di "sistemici" abusi sessuali clericali viene usato per lanciare un attacco alla Chiesa e alla sua dottrina. Gli studiosi contestano la credibilità e le conclusioni del rapporto e dicono che è pieno di "ostilità" verso la Chiesa.

    Nell'ottobre del 2021, la Commissione Indipendente sugli Abusi Sessuali nella Chiesa (CIASE) ha pubblicato il suo tanto atteso rapporto sugli abusi all'interno della Chiesa cattolica in Francia, sostenendo che ci sono stati 216.000 bambini abusati dal clero – facendo salire la “stima” a 330.000 bambini abusati dal clero e dai laici cattolici - tra il 1950 e il 2020.

    Con una cifra così incredibilmente alta di presunte vittime, i grandi media hanno immediatamente lanciato una campagna di forte condanna della Chiesa cattolica, alludendo oscuramente a una diffusa sottocultura di abusi sessuali all'interno di essa e ripetendo la cifra di 200.000 vittime per imporla senza alcun appello possibile.

    "È stata la Chiesa - non individui disonesti - ad essere responsabile", ha scritto la BBC. "Più di 200.000 bambini abusati sessualmente dal clero cattolico francese, un rapporto schiacciante", dichiara la CNN. "Il clero francese ha abusato sessualmente di più di 200.000 bambini negli ultimi 70 anni", ha detto Reuters. Jeanne Smits, una veterana giornalista cattolica francese, ha notato come anche "Libération- famosa per aver pubblicato storie favorevoli ad atti sessuali tra adulti e bambini negli anni '70 - ha scelto un titolo altisonante per la sua prima pagina: “Pedocriminalità: la Chiesa è imperdonabile".

    Con titoli, commenti e rapporti accusatori simili con un riferimento costante a centinaia di migliaia di bambini abusati, la Chiesa è stata immediatamente dipinta come piena di uomini malvagi, che sembravano avere nelle loro mire solo l'abuso di bambini piuttosto che qualsiasi cosa lontanamente collegabile alla fede o alla religione.

    Le vere cifre del rapporto sugli abusi

    Fin troppo disposto a diffamare la Chiesa, il rapporto della Commissione e i successivi articoli dei media hanno sorvolato su un aspetto che avrebbe altrimenti ostacolato il loro previsto attacco alla Chiesa, cioè la verità.

    Infatti, il rapporto del CIASE non ha effettivamente trovato 216.000 vittime di abusi, e nemmeno 330.000, ma nelle sue stesse parole ha elaborato "una stima...di 216.000", e un "numero stimato di...330.000", includendo i presunti abusatori clericali e laici.

    Il numero effettivo di vittime di abusi sessuali elencato dal rapporto era un presunto totale di 171 bambini.

    Questa rivelazione è arrivata solo nel febbraio 2022, quando la campagna mediatica aveva già fatto il suo lavoro. Il CIASE è stato costretto a rispondere a una critica di 15 pagine firmata da otto membri della prestigiosa Académie Catholique de France, che ha condannato il rapporto sugli abusi della Commissione per il metodo, il contenuto, i risultati e i suggerimenti che propone.

    Il CIASE aveva già fatto osservare di aver intervistato solo 174 presunte vittime durante la sua ricerca. I suoi risultati hanno rivelato 171 presunte vittime; 118 erano "vittime di chierici e religiosi". Durante i tre anni di indagine, gli autori del rapporto hanno intervistato solo undici ecclesiastici che avevano "perpetrato atti di violenza sessuale".

    Il rapporto ha poi usato questi numeri per estrapolare la sua "stima" nazionale. Gli otto firmatari della suddetta Accademia hanno condannato questo metodo, sostenendo che a causa della "bassa cifra di partenza e le inevitabili distorsioni dell'indagine, non è possibile fare alcuna estrapolazione dal totale della popolazione adulta francese".

    Hanno inoltre osservato che le cifre del rapporto CIASE, che sono state "presentate e gettate in pastio ai media e all'opinione pubblica, non reggerebbero a un'indagine più approfondita".

    Il CIASE ha persino ammesso che "non possiamo garantire che non ci siano significative unilateralità tali da influenzare queste stime".

    L'Accademia ha osservato che l'intero rapporto CIASE era il risultato di un "questionario online anonimo", che per sua natura si presta a false testimonianze. Denuncia poi il rapporto per la tanto sbandierata cifra di 330.000 presunte vittime e conclude infine che "il rigore scientifico non ha governato il suo operato".

    Messo in evidenza l'attacco anti-cattolico del rapporto

    Questa sfida da parte dell'Accademia è arrivata come una voce di dissenso contro la narrazione anti-cattolica dei grossi media e del carattere maligno del rapporto.

    Certamente, l'atroce crimine dell'abuso sessuale, specialmente se commesso dal clero, deve essere sradicato, notano i firmatari dell'Accademia. Qualsiasi critica al rapporto della Commissione non nega i veri casi di abuso, al margine dei 171 presunti casi registrati dal CIASE.

    Tuttavia, oltre ad affrontare la scienza "lacunosa" usata per annunciare un totale di 330.000 presunte vittime, l'Accademia ha evidenziato come il rapporto sia stato usato come un'arma per abbattere la Chiesa, non come un mezzo per risolvere la questione degli abusi sui minori.

    "La valutazione sproporzionata di questo flagello [gli abusi sessuali] nutre il discorso sul suo carattere 'sistemico' e favorisce le proposte per abbattere la Chiesa-istituzione", ha scritto l'Accademia.

    Infatti, Jeanne Smits ha suggerito che un'agenda anti-cattolica sia alla base dell'intero rapporto sugli abusi dall'inizio alla fine. "Lo scopo del rapporto sembra essere questo... considerare la Chiesa cattolica di Francia colpevole come istituzione, come entità", ha scritto.

    "E sulla base di questa colpa, richiedere (o costringere) la Chiesa a cambiare il suo modo di governo, la sua organizzazione gerarchica, e persino a rompere il sigillo della confessione quando un penitente si accusa di aver abusato sessualmente di un minore", ha aggiunto Smits.

    Proposte 'rovinose' che minerebbero la Chiesa

    Il rapporto è stato commissionato in risposta a casi di abuso. Tuttavia, il suo contenuto fa intravedere qualcosa di molto diverso. L'uso della scienza "lacunosa", le stime esagerate delle vittime, combinate con un'efficace campagna mediatica per prendere di mira la Chiesa, sembrano aver avuto come obiettivo voluto la sua distruzione anziché il rimedio agli abusi stessi.

    Infatti, alcune delle 45 "raccomandazioni" del rapporto CIASE si leggono come se fossero prese da un progetto modernista per sovvertire la dottrina cattolica. Una raccomandazione che colpisce particolarmente è l’attacco al sigillo inviolabile della confessione nei casi di abuso sessuale su minori, che la Commissione ha difeso come "compatibile con l'obbligo della legge naturale divina di proteggere la vita e la dignità della persona".

    Anche se la Commissione non è un organo teologico qualificato per insegnare alla Chiesa la Legge Divina, o quale deva essere la sua struttura oppure analoghe questioni, si permette di raccomandare di:

    - Mettere in discussione il celibato clericale e richiedere sacerdoti sposati - come delineato nel Sinodo sull'Amazzonia indetto da Papa Francesco.

    - Proporre un cambiamento nella teologia morale cattolica con una attenzione lontana da Dio.

    - Alterare il sesto comandamento e l'insegnamento della Chiesa su di esso.

    - Mettere in discussione la "costituzione gerarchica della Chiesa cattolica" e sostenere "una presenza molto maggiore dei laici in generale, e delle donne in particolare" nel governo della Chiesa.

    - Promuovere cambiamenti nel Diritto Canonico.

    - Curiosamente, anche di sostenere la "sinodalità" e opporsi al "clericalismo", entrambi concetti chiave nel vocabolario di Papa Francesco.

    Quindi, ciò che era iniziato come un mero rapporto sul male degli abusi sessuali si è trasformato rapidamente in un attacco alla credibilità, alle strutture e alla natura della Chiesa.

    Come fatto notare dagli otto membri dell'Accademia, "lo spirito che guida l'analisi delle cause e la formulazione delle raccomandazioni, sembra a priori ideologico". Gli otto accademici hanno persino descritto il tono della Commissione come "contaminato da ostilità" e hanno avvertito che le raccomandazioni sarebbero state "rovinose" per la Chiesa.

    Le raccomandazioni non sono solo appena il risultato accidentale di un rapporto pieno di "metodologia lacunosa e contraddittoria e gravi carenze in campo teologico, filosofico e giuridico", ma riflettono l’effetto voluto di promuovere una società completamente anti-cattolica. Come sposa di Cristo e custode della verità, la Chiesa è perfetta, anche se i suoi membri non lo sono. Quelli che si oppongono alla dottrina cattolica sembrano quindi provare piacere nel condannare l'intera Chiesa per i peccati di pochi e promuovere così una società rivoluzionaria che rifiuta Dio.

    Infatti, se l'obiettivo è stato quello di attaccare la Verità, la Chiesa e i suoi insegnamenti, le conclusioni del rapporto di parte non sono inattese.

     

    Fonte: Tfp.org, 1 Marzo 2022. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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  • Violazione del segreto confessionale: uno stimolo al crimine

     

     

    di José Antonio Ureta

    Un arcivescovo convocato dal ministro dell'Interno per spiegare le sue osservazioni. Era quello che succedeva un tempo nell'URSS? O ora succede in Cina? A Cuba? No, in Francia!

    Il ministro Gérald Darmanin ha convocato mons. de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims e presidente della Conferenza Episcopale francese, per venire da lui al ministero in Place Beauvau a giustificarsi.

    Cosa motiva dunque una tale convocazione? Il semplice fatto che Mons. de Moulins-Beaufort abbia ricordato che il segreto della Confessione "è stato imposto" ai preti e che è "più forte delle leggi della Repubblica".

    Dicendo questo, l'arcivescovo di Reims ha semplicemente ricordato l'insegnamento costante della Chiesa sul segreto della Confessione, che mai e poi mai può essere tradito. Infatti, come si legge in una nota della Penitenzieria Apostolica su questo argomento, datata 1 luglio 2019: "L'inviolabilità (...) deriva direttamente dal diritto divino rivelato ed è così profondamente radicata nella natura stessa del sacramento che non ammette eccezioni".

    Naturalmente, ciò non toglie che il sacerdote debba invitare il penitente a convertirsi. Dovrebbe persino rifiutargli l'assoluzione se dubita che il penitente abbia la ferma intenzione di fare ammenda. Deve anche invitarlo a riparare il male che ha fatto e avvertirlo che un peccato così grave come l'abuso di un minore lo rende meritevole dell'inferno.

    Solo una conversione radicale, una giusta riparazione delle sue colpe e l'adozione di misure concrete per evitare di commettere in futuro un crimine così mostruoso, può dare al peccatore la speranza del perdono di Dio.

    In altre parole, non basta andare al confessionale per essere perdonati. Se uno confessa i propri peccati, ma non ha la ferma risoluzione di non commetterli più, la confessione non è valida.

    Non si scherza con Dio impunemente. La Chiesa dice tutto questo e il confessore deve senza dubbio ricordarlo al penitente. Per tutto questo, il confessore non può dare con una mano il perdono di Dio e prendere il telefono con l'altra per chiamare il giudice istruttore! Dio non tende mai una trappola, e nemmeno il sacerdote che agisce in suo nome può farlo!

    Ciò che il ministro dell’Interno sembra ignorare è che il sacerdote non è una persona come le altre: quando amministra un sacramento, egli agisce in nome di Dio.

    Quando il sacerdote dice "Io ti assolvo", è dunque Nostro Signore che parla attraverso la sua bocca, e nessuna legge umana ha il potere di cambiare questo!

    Citiamo ancora il suddetto documento della Penintezieria Apostolica della Santa Sede sulla Confessione: "Qualsiasi azione politica o iniziativa legislativa volta a "forzare" l'inviolabilità del sigillo sacramentale costituirebbe un'offesa inaccettabile alla libertas Ecclesiae, che non riceve la propria legittimazione dagli Stati, ma da Dio".

    In concreto, cosa potrebbe succedere se il prete diventasse un informatore?

    Non saranno i crimini a diminuire, ma le confessioni! In altre parole, ci saranno ancora altrettanti criminali, ma molti meno pentiti! Infatti, chi andrà ancora in un confessionale sapendo che ciò che vi si dice sarà denunciato alla polizia?

    Pertanto i sacerdoti non avranno più l'opportunità di invitare i colpevoli alla conversione e non potranno più pregarli di riparare le loro colpe. E cosa succederà ai confessori se la legge ordina loro di denunciare i penitenti? Dovranno scegliere tra la prigione e la fedeltà al segreto della Confessione a cui sono legati. In altre parole, saranno perseguitati!

    Basta! Con il pretesto di lottare contro gli abusi sessuali, Gérald Darmanin sta portando il suo ministero sulla strada del totalitarismo.

     

    P.S.In questa intervista concessa ad AciStampa, il cardinale Piacenza, Penitenziere Maggiore di Santa Romana Chiesa, ha ribadito che il segreto della confessione è inviolabile.

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