Testo

La libertà della Chiesa nello Stato comunista

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Oltre alle numerose lettere di Cardinali, Patriarchi, Arcivescovi e Vescovi ricevute dall'Autore, la prima edizione del presente saggio è stata pubblicata integralmente nei giornali e nelle riviste seguenti: — nel Brasile: "Diario de São Paulo", "Diario do Cormércio", "Diario do Comércio & Industria", "Gazeta Mercantil", "Gazeta Esportiva", di São Paulo; "O Estado de Minas", "Diario de Minas", "Correio de Minas", "Folha de Minas"', di Belo Horizonte; "Jornal do Dia", di Porto Alegre; "Semana Catolica" di Salvador; "Correio do Ceará" di Fortaleza; "A Comarca" di Araçatuba; "A Voz do Povo" di Olimpia; "A Semana Religiosa" di Pouso Alegre; — nell'Estero: "O Apostolado" di Luanda, Angola; "Cristiandad" di Barcelona, Spagna; "Cruzada" di Buenos Aires, Argentina; "Fiducia" di Santiago, Cile; "Mundo Mejor" di Città del Messico, Messico; "Nouvelles de Chrétienté" di Parigi, Francia; "Il Tempo" di Roma, Italia; "Unidad" di Miami, Florida, USA; "A Voz" di Lisbona, Portogallo; "The Wanderer" di Saint Paul, Minnesota, USA.
* * *
Chi è persuaso che il comunismo mette il mondo dei nostri giorni in un bivio tra i più cruciali della Storia, facilmente riuscirà a vedere l’importanza e l’attualità del tema esposto.
Tra i comunisti di osservanza moscovita non di rado si ammette come possibile — sotto determinate circostanze — il trionfo pacifico della loro causa in parecchie nazioni, e forse in tutto il mondo.
Tra le diverse circostanze necessarie a questo scopo, vi è una la cui importanza non deve essere sottovalutata: ossia, che i cattolici si astengano di opporre una resistenza veramente energica all'impianto del comunismo.
Difatti, se in ogni nazione in cui i cattolici rappresentano una cifra considerevole, essi combattessero ad oltranza il comunismo, affrontando addirittura anche il martirio, allora la vittoria pacifica del marxismo risulterebbe un mito. Ed i suoi complici sarebbero costretti a ricorrere a mezzi violenti. Però, questa violenza — con la quale sognano i comunisti di osservanza cinese — solleverebbe contro loro, non solo la resistenza dei 500 milioni di cattolici sparsi in tutto il mondo, come pure, per una naturale ripercussione, quella di numerosi seguaci di altre religioni. Se invece, sedotti dal sorriso di Mosca o terrorizzati dal cipiglio di Pechino, i cattolici del 1964 non offriranno al marxismo la resistenza che gli opposero alcuni decenni fa i loro fratelli messicani e spagnoli, allora si potrà dire, che uno dei maggiori, o persino il maggior ostacolo all'espansione rossa sarà stato abbattuto.
Ecco perché alle guide comuniste di qualsiasi tipo, tanto "russo" quanto "cinese", sia di capitale importanza conoscere l'atteggiamento dei cattolici nell'eventuale impianto del comunismo, qua o là, in scala nazionale, oppure dappertutto, in scala mondiate.
Per motivi analoghi, il tema presenta un interesse fondamentale a tutti coloro che combattono il comunismo nel mondo intero. Basta che ne pensino soltanto un poco e si accorgeranno che un'accettazione rassegnata del giogo comunista da parte dei cattolici, significherà una depauperazione profonda e irreparabile delle schiere anticomuniste.
Insomma, tutti coloro di ambedue i lati che ammettono come questione capitale dei nostri giorni la lotta tra il marxismo e la civiltà cristiana, sanno che la soluzione che verrà data al problema impostato nel presente saggio, può determinare tutto il corso della Storia.
Ora, questo grande problema si riduce in essenza a sapere se in uno Stato Comunista la Chiesa potrà godere una vera libertà, per l'adempimento integrale della sua divina missione, nella quale è compresa la predicazione intera della Legge di Dio. È appunto questo il tema svolto nel saggio del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira.
L'Autore dimostra in questo studio, attraverso argomenti dottrinali, che ammettere da parte della Chiesa una attenuazione di principi o di attuazione riguardo la famiglia e la proprietà privata, per potere esistere e godere l'indispensabile libertà nello Stato Comunista, è un atteggiamento contrario ai principi fondamentali della dottrina cattolica stessa.Prefazione

 

Prefazione — 1964

 

Il presente saggio, «La libertà detta Chiesa nello Stato comunista», scritto dal prof. Plinio Corrêa de Oliveira, ordinario di Storia Moderna e Contemporanea nella Pontificia Università Cattolica di São Paulo, fu pubblicato in prima mano nel mensile di cultura "Catolicismo", n.° 152, agosto 1963, edito nella diocesi di Campos, Brasile. Durante la 2a sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II è stato distribuito a tutti i Padri Conciliari come iniziativa della Sociedade Brasileira de Defesa da Tradição, Família e Propriedade, sezione Rio de Janeiro.


Per suggerimento degli Ecc.mi e Rev.mi Mons. Geraldo de Proença Sigaud S. V. D., arcivescovo di Diamantina e Mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos, come di altre personalità che avevano letto il saggio e se n'erano assai interessati, l'Autore ha sviluppato più ampiamente alcuni argomenti che figuravano nella prima edizione del suo studio. L'articolo così ampliato, fu di nuovo pubblicato in "Catolicismo", n.° 161, maggio 1964.


Dato che tali argomenti, di centrale importanza nello studio della questione, rappresentavano un contributo originale, è parso che l'ampliazione suggerita corrispondeva al desiderio di un gran numero di lettori. Così, la Sociedade Brasileira de Defesa da Tradição, Família e Propriedade, sezione Rio de Janeiro, ha promosso la presente riedizione.

 

Oltre alle numerose lettere di cardinali, patriarchi, arcivescovi e vescovi ricevute dall'Autore, la prima edizione del presente saggio è stata pubblicata integralmente nei giornali e nelle riviste seguenti: — nel Brasile: "Diario de São Paulo", "Diario do Cormércio", "Diario do Comércio & Industria", "Gazeta Mercantil", "Gazeta Esportiva", di São Paulo; "O Estado de Minas", "Diario de Minas", "Correio de Minas", "Folha de Minas"', di Belo Horizonte; "Jornal do Dia", di Porto Alegre; "Semana Catolica" di Salvador; "Correio do Ceará" di Fortaleza; "A Comarca" di Araçatuba; "A Voz do Povo" di Olimpia; "A Semana Religiosa" di Pouso Alegre; — nell'Estero: "O Apostolado" di Luanda, Angola; "Cristiandad" di Barcelona, Spagna; "Cruzada" di Buenos Aires, Argentina; "Fiducia" di Santiago, Cile; "Mundo Mejor" di Città del Messico, Messico; "Nouvelles de Chrétienté" di Parigi, Francia; "Il Tempo" di Roma, Italia; "Unidad" di Miami, Florida, USA; "A Voz" di Lisbona, Portogallo; "The Wanderer" di Saint Paul, Minnesota, USA.


* * *

 


Chi è persuaso che il comunismo mette il mondo dei nostri giorni in un bivio tra i più cruciali della storia, facilmente riuscirà a vedere l’importanza e l’attualità del tema esposto.


Tra i comunisti di osservanza moscovita non di rado si ammette come possibile — sotto determinate circostanze — il trionfo pacifico della loro causa in parecchie nazioni, e forse in tutto il mondo.


Tra le diverse circostanze necessarie a questo scopo, vi è una la cui importanza non deve essere sottovalutata: ossia, che i cattolici si astengano di opporre una resistenza veramente energica all'impianto del comunismo.


Difatti, se in ogni nazione in cui i cattolici rappresentano una cifra considerevole, essi combattessero ad oltranza il comunismo, affrontando addirittura anche il martirio, allora la vittoria pacifica del marxismo risulterebbe un mito. Ed i suoi complici sarebbero costretti a ricorrere a mezzi violenti. Però, questa violenza — con la quale sognano i comunisti di osservanza cinese — solleverebbe contro loro, non solo la resistenza dei 500 milioni di cattolici sparsi in tutto il mondo, come pure, per una naturale ripercussione, quella di numerosi seguaci di altre religioni. Se invece, sedotti dal sorriso di Mosca o terrorizzati dal cipiglio di Pechino, i cattolici del 1964 non offriranno al marxismo la resistenza che gli opposero alcuni decenni fa i loro fratelli messicani e spagnoli, allora si potrà dire, che uno dei maggiori, o persino il maggior ostacolo all'espansione rossa sarà stato abbattuto.


Ecco perché alle guide comuniste di qualsiasi tipo, tanto "russo" quanto "cinese", sia di capitale importanza conoscere l'atteggiamento dei cattolici nell'eventuale impianto del comunismo, qua o là, in scala nazionale, oppure dappertutto, in scala mondiate.


Per motivi analoghi, il tema presenta un interesse fondamentale a tutti coloro che combattono il comunismo nel mondo intero. Basta che ne pensino soltanto un poco e si accorgeranno che un'accettazione rassegnata del giogo comunista da parte dei cattolici, significherà una depauperazione profonda e irreparabile delle schiere anticomuniste.


Insomma, tutti coloro di ambedue i lati che ammettono come questione capitale dei nostri giorni la lotta tra il marxismo e la civiltà cristiana, sanno che la soluzione che verrà data al problema impostato nel presente saggio, può determinare tutto il corso della Storia.


Ora, questo grande problema si riduce in essenza a sapere se in uno Stato Comunista la Chiesa potrà godere una vera libertà, per l'adempimento integrale della sua divina missione, nella quale è compresa la predicazione intera della Legge di Dio. È appunto questo il tema svolto nel saggio del prof. Plinio Corrêa de Oliveira.


L'Autore dimostra in questo studio, attraverso argomenti dottrinali, che ammettere da parte della Chiesa una attenuazione di principi o di attuazione riguardo la famiglia e la proprietà privata, per potere esistere e godere l'indispensabile libertà nello Stato comunista, è un atteggiamento contrario ai principi fondamentali della dottrina cattolica stessa.

Categoria: La libertà della Chiesa nello Stato comunista

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter