La sinistra, il centro e la destra hanno protestato contro il progetto di Riforma Fiscale presentato dal Governo al Congresso della Repubblica, il che ha fatto sì che poco dopo il Governo ritirasse questa inopportuna e stupida iniziativa, che misconosceva le vere cause della crisi economica del Paese, senza dubbio aggravata dalla pandemia. Queste cause sono le dimensioni gigantesche dello Stato, le sue spese eccessive e la travolgente corruzione. Ma parallelamente, e come al solito, dall'interno della protesta legittima emergono i terroristi, che paralizzano le principali città, distruggono i sistemi di trasporto collettivo, bloccano strade e città, danno fuoco a negozi ed edifici pubblici. Dopo i gravissimi disordini che non si sono ancora fermati, sono riusciti a far collassare la filiera produttiva del Paese, la quale non può fermarsi senza che, di conseguenza,inizi a mancare cibo, medicine, carburante e ogni genere di merce. Così, il Paese è entrato nel caos più assoluto.
In Colombia è in corso un colpo di stato
Questa è la grande domanda che dobbiamo porci: chi dirige, articola e finanzia questo colpo di stato? Il governo lo sa perfettamente ma non lo dice. E anche il Paese lo sa, ma non agisce di conseguenza. L'Accordo con le FARC, respinto nel Plebiscito del 2016, è il vero manuale operativo di questa demolizione in corso di esecuzione. Questo è stato il motivo per cui 10,5 milioni di persone hanno votato per eleggere il presidente Duque, che nella sua campagna presidenziale ha promesso di smantellare tale Accordo. Quei milioni di elettori del presidente Duque non sono stati ascoltati, ma i pochi terroristi incappucciati che distruggono la Colombia sono chiamati a esprimere le loro folli richieste.
Tutti i cambiamenti che trasformeranno la Colombia in uno Stato socialista sono già stabiliti nell'Accordo di Pace. In esso è sancita la più assoluta impunità per i crimini commessi dalla sovversione marxista nel passato, nel presente e nel futuro. Lì si stabilisce che le sarebbero concessi 10 seggi al Congresso della Repubblica e lì si progetta un sistema di governo diretto dai “comitati di dialogo”, pensato e organizzato dalle FARC, come quelli che il governo ha appena convocato in tutte le città del Paese. Vi si sancisce inoltre che il governo non può distruggere le enormi piantagioni di coca di proprietà delle FARC; che al governo è vietato affrontare atti terroristici con la forza legittima dello Stato. In esso si autorizza la protezione dei capi della sovversione da parte degli organi di sicurezza dello Stato e si stabilisce che i programmi del Governo devono essere consultati con un comitato nominato dalle FARC. Si determina la messa in atto di una riforma agraria socialista e confiscatoria su dieci milioni di ettari, già in procinto di avvio, che porterà alla rovina dell’agro colombiano. E, infine, tutto ciò costerà almeno 140 miliardi di pesos (40 miliardi di dollari), per i quali dovremo pagare più tasse.
Cosa sanno i terroristi incappucciati dello sviluppo della Colombia, che anzi si dedicano a distruggere? Assolutamente niente! Non sanno che un Paese è costruito dal settore imprenditoriale, in un processo decennale di lavoro e che così si genera quasi tutta l'occupazione. È così che si soddisfano i bisogni della popolazione e si crea ricchezza, che viene poi trasferita allo Stato attraverso tasse ragionevoli, generando un vero benessere per tutti.
Il settore imprenditoriale della Colombia ha sostenuto la catastrofe del processo di pace
Tuttavia, quella straordinaria capacità che il settore imprenditoriale ha avuto per generare ricchezza, occupazione e sviluppo, non è servita per farlo rendersi conto che il futuro della Colombia è stato negoziato con la sovversione marxista. Quando il processo di pace (del presidente) Santos iniziò nel 2012, la maggior parte degli imprenditori applaudì freneticamente, con il pretesto di volere la pace. Sebbene sia stato detto loro in ogni modo possibile che questo accordo sarebbe stato la rovina e la distruzione della Colombia, dicevano di sostenerlo incondizionatamente e che erano disposti a "ingoiare qualche rospo". E fu quello che fecero. Ma ora, aggrediti dalla realtà, è necessario che si sveglino dal loro letargo visto che la distruzione del Paese è già iniziata, che quello che si vuole è rovesciare il Governo e imporre una dittatura di stampo chavista, per distruggere tutte le libertà e guidarci verso la miseria socialista.
Tutto questo è stato previsto, proclamato e ampiamente denunciato dalla Società Tradición y Acción in questi anni. È stato denunciato in forum nazionali e internazionali dal 2012. Numerose analisi sono state pubblicate sui giornali del Paese e all'estero; sono state diffuse molte pubblicazioni che denunciavano al mondo il tradimento che si stava preparando tra Juan Manuel Santos e i guerriglieri delle FARC. Ma non c'è cieco peggiore di chi non vuole vedere o sordo peggiore di chi non vuole sentire. E ora stiamo assistendo alle gravissime conseguenze di quanto concordato. Nessuno può ormai dire di essere stato ingannato o di non aver immaginato che in questo processo fosse decretato lo sfascio della Colombia. Questi giorni di caos e barbarie ci hanno mostrato il futuro, annunciando cosa accadrà se consentiremo il trionfo del socialismo marxista nel nostro paese. Più chiaro di così non è possibile!
La guerra della disinformazione
In mezzo a questo piano meticoloso, si espande la guerra mediatica di disinformazione e bugie. La Forza Pubblica è accusata di reprimere selvaggiamente i manifestanti, inventando innumerevoli omicidi inesistenti. Si afferma che le "oligarchie" sparano dagli edifici contro gli indigeni e contro i manifestanti. Denunciano migliaia di scomparsi. Anche la ragazzina attivista per il cambiamento climatico, che non deve nemmeno sapere dove sia la Colombia, dalla Svezia accusa l'esercito di violazioni dei diritti umani. Tutto ciò mentre molte città della Colombia vengono distrutte e i loro abitanti tenuti in ostaggio.
Queste bugie vengono pubblicate negli Stati Uniti, dalle Nazioni Unite, dall'Organizzazione degli Stati Americani e in Europa. Sono poi ripetute dalle ONG favorevoli al terrorismo – e ce ne sono centinaia - finanziate con i soldi della sinistra internazionale e da magnati come George Soros. È il piano per demolire la civiltà cristiana e attuare il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, che altro non è che il governo del diavolo. Vogliono imporci un mondo distopico senza religione, senza famiglia, senza proprietà e senza valori morali. Ma dove l'aborto sarà gratuito, dove sarà vietato educare i bambini ai precetti cristiani, dove tutti saranno costretti ad appartenere a qualche gruppo LGBT, e chi resisterà o invocherà Dio o la Vergine sarà imprigionato.
Tuttavia, quando non tutto è perduto, nulla è perduto. La Colombia deve alzarsi in piedi e chiedere al Presidente e a tutti i nostri leader regionali l'uso legittimo e deciso dell'autorità per controllare la situazione. Il dialogo già iniziato con i terroristi incappucciati è l'inizio della capitolazione, e lo è ancora di più il fatto che siamo rappresentati da ministri e funzionari insignificanti che muoiono di terrore quando li affrontano. I nemici della Colombia vogliono il collasso dello Stato e non esitano a usare le armi per ottenerlo. In quest'ora angosciante, quelli di noi che chiedono di essere ascoltati sono quelli che hanno eletto il presidente Duque, per difenderci virilmente in tutte le emergenze sorte durante il suo mandato e non per consegnarci come vittime sull'altare della resa.
La Colombia confida nella protezione soprannaturale del Sacro Cuore di Gesù, a Cui fu ufficialmente consacrata nel 1902. E questo impegno solenne continua ancora oggi, poiché la maggioranza della popolazione vuole così, nonostante la Corte costituzionale e il Cartello dei togati dicano di no, perché non sono loro che rappresentano il popolo cattolico della Colombia. Inoltre, imploriamo la nostra Patrona, Nostra Signora di Chiquinquirá, di proteggerci, darci forza e concederci il discernimento per affrontare questa terribile crisi.
O difendiamo il nostro paese da questo assalto terroristico, o presto vedremo milioni di colombiani camminare lungo le strade del Sud America, con uno zaino contenente tutta la nostra eredità, implorando acqua e cibo, proprio come fanno i venezuelani. Che il futuro della Colombia non sia lo stesso di quello del Venezuela!
*Direttore della Sociedad Colombiana Tradición y Acción



















