L’Accordo di Pace sta all’origine della presente tragedia
La prima lezione da trarre è che l'accordo di pace firmato tra l’ex presidente Juan Manuel Santos e le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) si è rivelato il vero manuale d’uso per la distruzione della Colombia. Lì vengono stabiliti i principi di quella che il neo-marxismo culturale chiama "protesta pacifica", che è il falso paravento dietro il quale si nasconde questo colpo di stato promosso dall'estrema sinistra, con il sostegno delle FARC, dell'ELN (Esercito Nazionale di Liberazione) e di altri gruppi narco-trafficanti, il cui obiettivo è quello di rovesciare lo stato di diritto e tutte le istituzioni del Paese.
Nessuna delle proteste è stata pacifica, bensì tutte sono state violente, al punto di paralizzare quasi tutto il territorio nazionale. Noi colombiani siamo sequestrati nelle nostre case e nelle nostre città mentre l'intera filiera del settore produttivo è crollata, generando perdite economiche impossibili da quantificare. Inoltre, la disoccupazione e la povertà, che indubbiamente sono aumentate con la pandemia, e che sono le presunte ragioni della protesta, non fanno che moltiplicarsi con le enormi distruzioni compiute in loro nome. Ormai è ben chiaro che l'obiettivo di questo attacco terroristico è distruggere e impoverire la Colombia, rovesciare il governo e sostituirlo con una dittatura totalitaria di estrema sinistra.
In Colombia non c'è governo
La seconda grande verità che si è rivelata in questi giorni in cui la Colombia sprofonda è che non c'è governo. Il Paese è di taglia troppo grande per il presidente Iván Duque, i suoi ministri e i suoi funzionari, che hanno deciso di mettersi in ginocchio e cedere davanti all'impeto radicale di una minoranza sovversiva che sta eseguendo un piano perfettamente coordinato per prendere il potere. Questa minoranza ha bloccato le autostrade e i viali dentro le città; compie atti vandalici e terroristici; distrugge il Paese, mentre i sovversivi che la compongono si autoproclamano i nostri rappresentanti. E il governo accetta di dialogare con loro, quando è evidente che non vogliono altro che imporci le loro sinistre pretese.
Buenaventura, il principale porto marittimo della Colombia, sul Pacifico, attraverso il quale si svolge oltre il 60% del commercio estero, è da un mese completamente paralizzato. Milioni di litri di latte si riversano in fiumi e torrenti; i settori avicolo e suino sono senza cibo, causando la perdita di milioni di polli e di uova e producendo in conseguenza una catastrofe alimentare per le persone; la scarsità di cibo è enorme in tutto il paese; i sistemi di trasporto di massa delle grandi città sono stati smantellati; centinaia di locali commerciali nonché uffici pubblici e privati sono stati ridotti in cenere; l'arredo pubblico delle grandi città è andato distrutto.
Con concessioni al terrorismo non si ottiene la pace
Noi colombiani ci chiediamo con angoscia: dov'è il presidente? Per cosa l’abbiamo scelto? Non era forse proprio per difenderci da quelle minoranze totalitarie che vogliono distruggerci? Quando appare in pubblico lo fa solo per dirci che sta negoziando con i terroristi, offrendo loro più sussidi, più doni, più concessioni, come se così si potessero placare i distruttori della Colombia. Che ingenuità! Vero è proprio l'opposto! La sovversione gli ha misurato il polso e già sa che chi ci governa finora non ha fatto nulla per difendere il Paese. Non una di tutte le misure previste dalla Costituzione per tutelare lo Stato di diritto in un'emergenza, come quella attuale, è stata attuata. L'ordine del Presidente, dei sindaci e dei governatori, è che la Polizia e l'Esercito si mantengano al margine della distruzione, che non agiscano e, soprattutto, che in nessun caso possano usare le armi in dotazione, anche se attaccati.
Infine, rimane sempre più chiaro quale futuro attende la Colombia se un giorno la cosiddetta “Colombia umana”1 e i suoi fanatici leader politici prenderanno le redini del potere. Sarà la totale demolizione di un Paese costruito in tanti decenni di lavoro, la rovina delle aziende che generano quasi tutte le fonti di occupazione, l’annientamento sistematico di tutte le fonti di ricchezza. Così, in questa terrificante ipotesi, la Colombia precipiterà nella miseria tipica dei regimi comunisti, dove la povertà, la fame e la mancanza di tutti i beni di prima necessità saranno il pilastro della dittatura. Secondo la dottrina marxista, per assoggettare un Paese è necessario prima imporre la miseria, come è avvenuto a Cuba e in Venezuela.
Il Presidente deve fare il suo dovere
L'unica cosa che può salvarci è che il presidente Duque decida di adempiere ai doveri di capo di Stato e faccia rispettare i diritti costituzionali di tutti i colombiani, che vengono sistematicamente violati da una minoranza terroristica estremamente violenta. Se non lo fa con urgenza, si consumerà una catastrofe dalla quale non ci sarà ritorno, e la vergogna e il disonore copriranno il suo nome per sempre. Il futuro lo ricorderà come il presidente che ha visto bruciare il suo Paese, senza fare nulla per difenderlo. Non tanto diverso da quanto fece Nerone duemila anni fa, quando nel suo palazzo imperiale cantava e suonava la cetra mentre le fiamme divoravano Roma.
Presidente Duque: la Colombia la implora e le chiede di non far ripetere questi vergognosi eventi. Ci sono molti esempi nella storia in cui i capi di Stato hanno ceduto in modo vigliacco ai loro nemici e quelle debolezze sono costate le più grandi catastrofi, le peggiori tirannie e le più grandi tragedie che l'umanità possa ricordare. Dopo un mese in questo inferno di non-governo e mancanza di autorità, è tempo per lei di prendere le redini del potere con mano ferma, è ora che salvi il Paese e lo conduca sulla via della vera pace, che ritroveremo solo sulla strada opposta a quella della resa al crimine e al terrorismo.
In tutte le ore difficili della Patria, il Sacro Cuore di Gesù è stato il baluardo che protegge i buoni colombiani2. Ci rivolgiamo ora alla Sua augusta divinità perché la illumini nelle decisioni, la benedica e la aiuti nelle urgenti decisioni che lei deve prendere, se davvero tiene alla difesa della Patria e dei suoi 50 milioni di compatrioti.
*Presidente della Sociedad Tradición y Acción
Note
- Partito di sinistra ed ecologista fondato da Gustavo Petro, ex guerrigliero urbano del movimento M19.
- La Repubblica di Colombia si è ufficialmente consacrata al Sacro Cuore di Gesù il 22 giugno 1902 e ha rinnovato l’atto un secolo dopo, sempre in modo ufficiale.



















