Doppio standard nelle università: si difende l’Islam ma si attacca la Cristianità

di Edwin Benson
Il mondo accademico moderno fa di tutto per proteggere i musulmani da qualsiasi offesa. Allo stesso tempo, elogia attivamente gli atti che offendono i cristiani.
La National Association of Scholars, di orientamento relativamente conservatore, narra la situazione della dottoressa Erika López Prater, professore aggiunto presso la Hamline University di St. Paul, Minnesota, fino al dicembre del 2022.
Il sito web della Hamline University riporta le lodi ricevute dai media nazionali.
U.S. News and World Report la definisce "la migliore università regionale del Minnesota". Washington Monthly descrive la Hamline come "La migliore università di Master in Minnesota". Il sito cita anche un laureato del 2022 che dichiara: "Fare ricerca estiva alla Hamline mi ha aiutato ad acquisire competenze che sono inestimabili in laboratorio o sul campo: come sapersi adattare, essere flessibili, risolvere i problemi e pensare in modo critico".
Tuttavia, sul tema dell'Islam, la Hamline University non è né adattabile né flessibile, bensì intransigente. L'esperienza della dottoressa López Prater conferma questa spiacevole conclusione. Uno dei suoi incarichi alla Hamline era quello di tenere un corso online sulla storia dell'arte globale.
Una premessa alla base di qualsiasi corso umanistico etichettato come "globale" è che gli studenti dovrebbero studiare tutte le culture allo stesso modo, compresa quella musulmana.
Il campo minato islamico
Tuttavia, la cultura musulmana è un campo minato dal punto di vista accademico, come ha dovuto scoprire con dispiacere la dottoressa López Prater. Nel programma del corso, la dottoressa aveva specificamente avvertito che avrebbe presentato e discusso immagini di figure religiose, compresa quella del fondatore dell'Islam, Maometto. Una delle superstizioni dell'Islam è che qualsiasi immagine di Maometto rappresenti una forma di idolatria. Nonostante ciò, nessuno studente ha obiettato. Quando in seguito ha esposto il dipinto raffigurante Maometto, ha avvertito gli studenti alcuni minuti prima di farlo. Anche in questo caso, nessuno ha obiettato.
Eppure, dopo aver mostrato l'immagine ai suoi studenti, uno di loro si è lamentato, non con lei, l'insegnante, ma con l'amministrazione. Altri studenti musulmani che non erano in classe si sono uniti al reclamo.
La citata National Association of Scholars descrive così l’accaduto: “La dottoressa López Prater ha fatto tutto il possibile per promuovere una discussione rispettosa su un'opera d'arte importante, eppure è bastato i, reclamo di un solo studente per farle perdere il lavoro". Hanno (quelli della Hamline University) poi aggiunto un tocco di deliberata ironia, giustificandosi così: “in un mondo in cui l'"eccellenza inclusiva" è considerata superiore all'eccellenza accademica, non dovremmo aspettarci altro".
La radio di una università “cattolica”
Questa situazione mi ha riportato alla memoria due storie con esiti molto diversi. Nel 2021, la stazione radio "cattolica" WSOU della Seton Hall University trasmise diversi brani della cosiddetta musica satanica che offesero molti cattolici, i quali protestarono e tuttora seguono a protestare. Descrivendo la protesta contro l'emittente, il membro della TFP Student Action Domenick Galatolo ha elencato e documentato le offese.
- “Oscurando quel maledetto sole” brano tratto dall’album “Sacrament” della banda nominata blasfemamente “Agnello di Dio”. La copertina dell’album presenta una parodia sacrilega della Santa Eucaristia.
- Il brano "No Light Shall Save Us" (Nessuna luce ci salverà) della banda Carnifex. Il suo testo è chiaramente satanico: "Beati i dannati... Questo inferno è casa nostra...". Il testo continua: "Abbiamo rubato le stelle dal cielo. Dalla mano di Dio alla morte divina. Abbiamo rubato la luce dai loro occhi. Condannando il mondo alla notte eterna".
- “Make America Hate Again” (Facciamo nuovamente odiare l’America”, parodia dello slogan politico ‘Make America great again’) della banda Thy Art is Murder (La loro arte è uccidere). Le parole del brano dicono: “Voglio sangue, voglio caos…più e più caos…”.
- "Necromania" del gruppo Electric Wizard (Lo stregone elettrico). Il titolo è già abbastanza brutto, ma il macabro brano descrive un omicidio rituale satanico.
Questa università invece non ha punito pubblicamente gli studenti responsabili della trasmissione. Forse un consigliere di facoltà ha detto agli studenti di astenersi, ma se ciò è avvenuto, nessuno lo ha mai detto in pubblico. Di certo, nessuno è stato licenziato o espulso. Gli oltraggi alla fede continuano.
Un altro professore in un'altra università del Minnesota
Tuttavia, un'altra storia si associa direttamente al caso della dr.ssa López Prater che non solo riguarda un altro professore del Minnesota, ma chiama in causa una profanazione religiosa. A differenza della cautela e della preoccupazione manifestata dalla dr.ssa López Prater per coloro che avrebbero potuto sentirsi offendersi, in questo caso si trattava di un qualcosa di apertamente sacrilego, pubblico e inteso a suscitare reazione.
Il 24 luglio 2007, il dottor Paul Z. Myers, professore di biologia all'Università del Minnesota, commise un'orribile blasfemia, profanando deliberatamente un'ostia consacrata e descrivendo in questi termini il sacrilegio: "L'ho trafitta [l'ostia] con un chiodo arrugginito (spero che l'antitetanica di Gesù sia aggiornata). E poi l'ho semplicemente gettata nella spazzatura". All'epoca, il direttore della TFP Student Action, John Ritchie, aveva osservato: "Non sembra che i funzionari dell'Università del Minnesota abbiano preso alcuna misura disciplinare in risposta al sacrilegio pubblico commesso dal Prof. Myers". Infatti, il professore è ancora in facoltà presso l'Università del Minnesota.
Questi sono solo due esempi che mi vengono in mente. Se ne potrebbero citare molti altri. Tuttavia, il campionamento solleva la questione del perché il mondo accademico punisca quando si tratta di Islam e lasci passare inosservate offese ben più gravi contro il Cristianesimo. Le ragioni sono almeno due.
L'attacco woke – la fragile difesa
In primo luogo, il mondo "woke" ritiene che il cristianesimo, in particolare la Chiesa cattolica, rappresenti un'oppressione. Il suo adempimento del comando di Nostro Signore, "Andate dunque, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt 28,19), impone la fede ai popoli pagani. I codici morali del cristianesimo sostengono, schiacciano lo spirito umano mentre l'anarchia e la dissoluzione lo "liberano".
La seconda ragione è che molti cristiani non sono disposti a difendere pubblicamente la fede. Anzi, alcuni rappresentanti della Chiesa sono troppo spesso disposti a unirsi all'attacco contro la religione. I lettori forse ricorderanno lo scandaloso "gala" al Metropolitan Museum of Art nel 2018. John Horvat, autore e vicepresidente della TFP, descrisse l'evento così: "L'elegante incontro di gala ha presentato una sfilata di moda in cui famose star femminili hanno indossato versioni provocanti e rivelatrici di paramenti e simboli sacri, compresi quelli di vescovi e papa". L'evento era già di suo abbastanza scioccante. Tuttavia, il vero scandalo fu che il cardinale arcivescovo di New York, Sua Eminenza Timothy Dolan, era presente per presenziare e approvare.
San Giovanni Bosco descriveva l'Islam come "una raccolta di massime tratte da varie religioni, che, se praticata, porta alla distruzione di ogni principio morale". In effetti i cristiani dovrebbero difendere la Vera Fede con più vigore delle credenze che hanno i musulmani.
Attribuzione imagine: © jpellgen (@1179_jp), CC BY-NC-ND 2.0.
Fonte: Return to Order, 1 Febbraio 2023. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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