Quello che David French sbaglia sulla guerra culturale

Secondo David French, opinionista del New York Times, quando cristiani e drag queen accettano di coesistere pacificamente, entrambi "difendono il Primo Emendamento dalla guerra culturale". Cioè, Dio e il diavolo possono pacificamente danzare il valzer insieme. Ma Dio e Satana sono invece nemici eterni e impari. L'uno governa la sua creazione, compresi il cielo, la terra, l'umanità e l'universo. L'altro, l'eterno perdente, regna su un impero del nulla e di caos.

 

 

di John Horvat

Esiste un tipo di liberalismo insensato che celebra il trionfo dei processi come tali. Questi liberali celebrano il diritto di parola a prescindere da ciò che viene detto. Si rallegrano del diritto di scelta, a prescindere da ciò che viene scelto. Affermano il diritto all'atto di culto, non chi o cosa è oggetto di adorazione.

In una tale prospettiva, le contraddizioni più assurde possono coesistere, purché tutti si impegnino a mantenere la pace e a non farsi male a vicenda. Il peccato più grande consiste nella insistenza passionale sulla verità dei propri contenuti escludendo gli altri.

Questa mentalità tende a svuotare tutti i contenuti dei suoi significati e finalità. La società diventa un mero luogo in cui si incontrano desideri umani diversi, dove gli individui cercano solo di raggiungere la propria gratificazione. Le persone possono fare ciò che vogliono, giacché tutti i desideri devono essere uguali davanti alla legge.

La scuola di David French

Questo festival dell'assurdo è stato recentemente ben espresso in un editoriale del New York Times firmato da David French. Il pezzo si intitola "Come i cristiani e le drag queen difendono il Primo Emendamento”1.

Come avvocato, il signor French si è a lungo battuto per far sì che i programmi cristiani trovassero posto al tavolo della laicità, sostenendo il diritto dei cristiani a organizzare circoli nel doposcuola, utilizzando allo scopo le strutture delle scuole pubbliche. Si è manifestato anche favorevole agli stessi diritti per i club satanici o per le ormai famigerate Drag Queen Story Hours2. In effetti, chiunque abbia accesso a luoghi pubblici deve essere autorizzato a parlare, indipendentemente dal messaggio e anche se osteggiato da una vasta maggioranza "democratica" dei cittadini coinvolti.

Qualche tempo fa, il signor French ha avuto un acceso dibattito con il giornalista conservatore Sohrab Ahmari, che lo ha reso l'involontario fondatore di una filosofia soprannominata "david-frenchismo". Il concetto si potrebbe definire come l’opzione preferenziale di scegliere rispetto a ciò che si sceglie. Si tratta del dogma che sostiene lo svuotamento delle credenze fino al punto in cui tutti possano coesistere pacificamente.

Caos e relativismo

Pertanto, i cristiani che promuovono la legge di Dio devono essere posti sullo stesso piano legale delle drag queen che vi si oppongono. I club di doposcuola che onorano Dio devono essere trattati allo stesso modo di quelli che onorano Satana. Si tratta appena di una questione di scelta e, implicitamente, di una negazione dell'esistenza della scelta corretta.

In una società in cui si difende la trasmissione del messaggio piuttosto che il suo contenuto, non c'è bene o male, giusto o sbagliato. Esiste solo l'atto della consegna del massaggio, in cui chi lo fa gode di tutti i diritti mentre chi vi si oppone viene cancellato. I genitori non possono proteggere i loro figli dalle influenze "malvagie", perché tutte le influenze sono state esentate da qualsiasi giudizio morale.

I liberal di sinistra che si oppongono a Dio e alla Sua Legge hanno tutto da guadagnare giocando con questo sistema che prende di mira i bambini e che è stato a lungo vietato. I cristiani invece hanno tutto da perdere in un'atmosfera suicida di relativismo e confusione che invita Satana a entrare e a minare la Fede.

Come proteggere la società dalla guerra culturale

Non c’è da sorprendersi se i liberal sostengono questa distorta visione di credenze svuotate, poiché è un processo che tende sempre verso sinistra. Tuttavia, la posizione di David French lascia perplessi. È uno dei conservatori di riferimento del New York Times. Ci si aspetterebbe che si schierasse a favore di coloro che difendono la verità di Dio nella lotta per la cultura.

Al contrario, egli incolpa la guerra culturale di aver rotto la pace liberale. Secondo lui, quando una persona "sostiene con passione una comunità o una causa", la naturale inclinazione umana è quella di voler proteggere o difendere questa posizione. Qualcosa che per lui è sbagliata.

Perciò egli vorrebbe che tutti i punti di vista abbiano un posto a tavola. La guerra culturale avviene perché coloro che credono appassionatamente in qualcosa si oppongono con forza al contrario. Questo rovina il gioco dello svuotamento. In conseguenza, la guerra culturale finirebbe se tutti potessero credere appassionatamente in nulla lasciando che la società liberale continui il suo precipitare verso un'ulteriore decadenza e infine il nichilismo.

Per il signor French sia i cristiani che le drag queen "difendono il Primo Emendamento dalla guerra culturale" quando accettano di coesistere pacificamente. Sembrerebbe che Dio e il diavolo possano danzare pacificamente insieme, senza affermare nulla e contraddicendo tutto, in un tentativo blasfemo di salvare lo status quo.

L’uomo da niente

Il dramma di una cultura che crede appassionatamente nel nulla è che produce individui simili al nulla. Man mano che la società decade emergono "persone da niente" che si sottraggono ad ogni responsabilità, evitano il lavoro e non riescono a sviluppare nessun carattere. Un "uomo da niente" concede cittadinanza a quei mali che gli impediscono di raggiungere il suo vero scopo (anche se da lui rifiutato).

È in questa distorta metafisica che David French sbaglia. Le cose dovrebbero funzionare secondo la loro natura e il loro scopo, non secondo i soli processi. La parola è importante, ma di scarsa utilità se non è diretta a dire la verità e non semplicemente blaterare. Rendere atti di culto è cruciale quando il loro fine è quello di conoscere, amare e servire l'unico vero Dio. La possibilità di scelta è eccellente solo se rivolta alla libertà dalle passioni disordinate, non alla loro schiavitù.

Dio esiste

La crisi all'interno del liberalismo ruota attorno a quale sistema di credenze (qualcosa o niente) prevarrà. I conservatori, reagendo al vuoto del liberalismo, ora vedono la risposta nel credere ferventemente nei pochi principi cristiani ancora in vita. I liberali postmoderni invece sostengono che solo una maggiore credenza nel nulla potrà superare l'ostinazione di coloro che ancora credono in qualcosa.

È una battaglia di certezze che tocca Dio. Il liberalismo è costruito su uno spirito di dubbio che, anziché ammettere l'esistenza di Dio, ne fa una questione di opinione personale. Questa finzione funziona sempre meno in un mondo in cui le soluzioni umane falliscono sempre più.

La guerra culturale è in atto perché alcune persone rifiutano le premesse liberali fondamentali e si rivolgono a "Qualcosa" di definitivo, che è Dio. Essi abbracciano la certezza che Dio esiste, indipendentemente dal fatto che i liberali ci credano o meno. Questa realtà cambia tutto. Dio e Satana non sono poteri uguali, ma nemici eterni e ineguali. L'uno governa sulla sua creazione, compresi il cielo, la terra, l'umanità e l'universo. L'altro, l'eterno perdente, regna su un impero di nulla e di caos.

Attribuzione immagine: By Gage Skidmore, CC BY-SA 3.0, Wikimedia.

 

Note

1.   How Christians and Drag Queens Are Defending the First AmendmentNew York Times, 30 giugno 2023. L’articolo si riferisce al Primo Emendamento della Costituzione americana.

2. Le Drag Queen sono personaggi travestiti, a volte transessuali, che indossano abbigliamento e trucco altamente stravaganti. Recentemente si è imposta la moda, non solo in America, di assumere “drag queen” per raccontare storielle ai bambini nelle scuole, le famigerate “Drag Queen Story hours”.

 

Fonte: Imaginative Conservative, 19 Luglio 2023. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

© La riproduzione è autorizzata a condizione che venga citata la fonte.

 

Notizie Attualità