Come la cattedrale di Notre Dame convertì Paul Claudel

 

 

di Edwin Benson

Il progetto di ristrutturazione degli interni della cattedrale medievale di Notre Dame a Parigi, in Francia, potrebbe trasformare il venerabile edificio in quello che molti definiscono come un aggiornamento progressista. Una tale deformazione di quel sublime santuario della Madonna deve essere contrastata e oggetto di protesta.

Le ragioni per farlo sono espresse al meglio da coloro che hanno ricevuto delle grazie dalla Madonna visitando la Cattedrale. La loro testimonianza senza tempo serve a dimostrare perché l'architettura e l’ambiente sono così importanti. Chi protesta oggi deve unire le proprie voci a quelle del passato per difendere questa sublime opera d'arte.

La voce di un poeta

È quindi opportuno presentare le parole dell'illustre poeta francese Paul Claudel (1868-1955), la cui vita cambiò durante la visita di Notre Dame. La maggior parte delle persone di oggi non conoscono chi fu Paul Claudel. Sono relativamente poche le sue poesie tradotte in inglese. L’Enciclopedia Britannica fornisce questa breve descrizione: "poeta, drammaturgo, saggista, una forza imponente della letteratura francese della prima metà del XX secolo, le cui opere traggono la loro ispirazione lirica, la loro unità e portata e il loro tono profetico dalla sua fede in Dio".

In gioventù, Claudel imboccò una strada che troppi genitori cattolici hanno visto percorrere ai loro figli quando abbandonano la fede e si avviano verso l'agnosticismo. Eppure, la sera del giorno di Natale, il diciottenne Paul entrò a Notre Dame durante i vespri, più per curiosità e noia che per altro.

«Allora accadde in me l’avvenimento straordinario e misterioso, che avrebbe dominato tutta la mia vita. A un tratto, mi sentii toccare il cuore e io credetti. Credetti con tal forza di adesione, con tale sollevamento di tutto il mio essere, con una così profonda convinzione, con una certezza così esente da ogni dubbio possibile, che in seguito tutti i libri, tutti i ragionamenti, tutte le peripezie di una vita agitatissima, non scossero né intaccarono mai la mia fede».

Nella sua poesia 25 dicembre 1886, descrive l'esperienza travolgente.

Dopo tutto, siete stata voi, mia Signora, a fare la prima mossa.

Perché io ero solo uno di quelli che "stavano in giro" nella folla imbronciata e disattenta,

Un individuo, "in piedi", perso al centro della folla calpestante.

Allora la Madonna si adoperò per riscattare Claudel dalla sua indifferenza, usando come strumento l'ambiente della Cattedrale.

E il santuario illuminato d'oro e di lino, e il grande tappeto con la disposizione dei celebranti, d'oro e di pizzo fino all'altare.

Il ruggito di Israele verso il suo Dio dall'inizio dei tempi fino alla fine! Nel fumo che sale e si diffonde,

La Madonna, la Donna-Chiesa, grande con Dio, che eleva il suo Magnificat!

E quel misero ragazzo che ero! - Sì, io stesso, lo ripeto! - Che cosa ho fatto per essere così trascinato?

I versi finali mostrano l'uomo maturo, anziano, che riflette sul giorno più importante della sua giovinezza e sull'avvicinarsi della morte.

Madonna mia, che tutto ciò che ho fatto e tutto ciò che ho scritto, siate disposta a considerarlo come nulla!

E che io possa venire davanti a voi, beatamente intatto e vuoto,

fondamentalmente spogliato di tutta la mia insipida letteratura!

Lasciatemi fare una pausa e raccogliere i miei pensieri nell'attesa di ciò che non mancherà di accadere in breve tempo,

Come un qualcuno a cui sta per accadere qualcosa di terribile - per esempio alzando gli occhi e vedendovi! e fingendo di non avere paura!

Trovare Dio e la Madonna negli spazi sacri

L'ingresso in una chiesa è uno dei temi preferiti da Paul Claudel, che lo utilizza in diverse opere. Si pensi all'inizio del suo “La Vergine a mezzogiorno”.

È mezzogiorno. Vedo la chiesa aperta. Bisogna entrare.
Madre di Gesù Cristo, non vengo a pregare.

Non ho niente da offrire e niente da domandare.
Io vengo soltanto, mia Signora, per guardarvi.

Per guardarvi, per piangere di felicità, per sapermi vostro figlio e che voi siete là.

Ora si cerca di evitare l'eccellenza

L'architettura gotica ha il compito di elevare i cuori a Dio. Costringe la persona a guardare verso il cielo. Con la possibile eccezione di Chartres, la Notre Dame di Parigi prima dell’incendio è il miglior esempio di architettura gotica al mondo. Molti visitatori hanno condiviso l'ispirazione di Paul Claudel. Pochi hanno usato parole così belle per descriverla.

Tali ispirazioni sono cadute in disuso durante il periodo in cui ha regnato lo "spirito del Vaticano II". Le forze dell’”aggiornamento" hanno escluso tutto ciò che desta stupore. I modernisti hanno demolito opere di generazioni prendendole a mazzate (in senso figurato e talvolta letterale). I nuovi "spazi di culto" sono stati ridisegnati per far sentire le persone a proprio agio. Tutto ruota intorno alla "comunità" e non al Signore, alla Sua S.ma Madre, ai santi. Gli altari maggiori sono stati ridotti a proporzioni umane. Dei dipinti murali sono stati cancellati con vernice colore beige. I banchi spostati in modo che i membri della congregazione si guardino l'un l'altro invece di rivolgersi a oriente verso Dio.

Il bello è diventato banale; il sorprendente è diventato semplicemente orribile. I modernizzatori farebbero bene a ricordare queste altre parole di Paul Claudel:

"Per le cose e per le poesie c'è un solo modo di essere nuovi, ed è quello di essere veri; c'è un solo modo di essere giovani, ed è quello di essere eterni".

Notre Dame di Parigi non ha bisogno di essere ammodernata perché la Cattedrale incarna il rapporto umano con il vero e l'eterno. Tutta la Chiesa deve protestare contro una restaurazione neo-modernista e chiedere che Notre Dame possa conservare la bellezza che Paul Claudel e tanti altri vi hanno trovato. La Cattedrale è la casa della Madonna e non deve esserle sottratta. Non deve essere trasformata in un covo di ladri culturali.

Attribuzione immagine:  By Jorge Láscar - Own work, Flickr, CC BY 2.0.

 

Fonte: Return to Order, Dicembre 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

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