Sondaggio rivela che ci vuole fede per credere nel riscaldamento globale

By Casa Rosada (Argentina Presidency of the Nation), CC BY-SA 2.0, Wikimedia
di John Horvat
Molti si chiedono perché Papa Francesco si concentri così tanto sul cambiamento climatico. In effetti, due documenti papali si concentrano esclusivamente su questa questione. L'ultima esortazione apostolica, Laudate Deum, lamenta amaramente come il popolo di Dio non abbia ascoltato gli avvertimenti precedenti. Il viaggio del Papa alla conferenza ecologica COP28 di Dubai non fa che sottolineare questo terribile vangelo di imminente catastrofe climatica.
Parte del mistero che si cela dietro questa intensa attenzione si risolve osservando un sondaggio di ottobre sui credenti americani e sui loro atteggiamenti nei confronti del cambiamento climatico. Interessante, perché Papa Francesco ha preso di mira soprattutto i cattolici americani che non riescono a comprendere bene le cose.
L'indagine ha rilevato che la maggior parte degli americani religiosi, compresa la stragrande maggioranza dei cattolici, non vede il clima come una crisi. In alcune categorie, il numero di coloro che credono nell'allarmismo climatico sta addirittura diminuendo. Data l'importanza dell'America negli affari mondiali, questi numeri hanno un enorme impatto sugli altri popoli.
In effetti, sembra che la maggior parte degli americani di mentalità religiosa non abbia fiducia nelle proiezioni catastrofiche sul clima. Non sono convinti dai dati, dalle loro interpretazioni e dall'intenso fervore, quasi religioso, con cui vengono imposti alla popolazione. Quando i media attribuiscono al cambiamento climatico le cose più assurde, il risultato è che nessuno ci crede più. Per gli americani cattolici è molto più facile credere ai misteri della fede, come la Santissima Trinità, che al dogma dominante dell'allarmismo climatico.
Il sondaggio intitolato "Our Home One Future" è stato condotto dal Public Religion Research Institute (PRRI)e ha interrogato 5.192 adulti di 50 Stati all'inizio di giugno. I gruppi sono stati suddivisi per religione e etnia.
I funzionari del PRRI hanno espresso sorpresa e preoccupazione per i risultati. Secondo qualsiasi criterio, la tesi proposta di una crisi del cambiamento climatico è perdente. La maggior parte degli americani non ci crede e non ci crede con un ampio margine. Il credo del cambiamento climatico è una "fede" minoritaria, con solo il 27% degli americani che lo sostengono, con un aumento di soli tre punti rispetto al 2014.
Anche la maggior parte degli altri risultati del sondaggio mostra pochi cambiamenti nel corso degli anni. Gli ebrei americani sono i più propensi a professare l'accettazione del cambiamento climatico, con il 32% di credenti. Altri gruppi includono i cattolici bianchi con il 20%, i protestanti neri con il 19% e il 16% dei protestanti ispanici. I meno propensi a considerare il clima come una crisi sono gli evangelici bianchi, che si attestano all'8%.
L'unico gruppo che registra più di un terzo dei suoi membri fedeli alla suddetta tesi è quello dei non religiosi. Tuttavia, nemmeno la maggioranza semplice degli americani non aderenti a nessuna religione, noti come "nones", vede la Terra in crisi, con il 43% di credenti nella tesi, in aumento rispetto al 33% del 2014.
Con statistiche come queste, non c'è da stupirsi che i sostenitori del cambiamento climatico siano in crisi. La loro prima reazione è quella di negare che ci possa essere una negazione del cambiamento climatico. Come dichiara nella Laudate Deum Papa Francesco (senza fornire alcuna prova), "Per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti».
I segnali non sono così evidenti. Nonostante il travolgente bombardamento mediatico che impone al pubblico il paradigma del cambiamento climatico, la maggior parte delle persone non si è ancora arruolata sotto la sua bandiera.
Gli americani dalla mentalità pratica non sono particolarmente convinti e chiedono che venga ascoltata la controparte, sentendo un numero crescente di scienziati, compresi dei premi Nobel, che hanno valide domande sui dati e sulle conclusioni. Credere nel cambiamento climatico non dovrebbe essere un atto di fede cieca.
Negare semplicemente queste preoccupazioni sul clima non le farà scomparire, ma confermerà i risultati del sondaggio. Offendere chi osa dissentire non convincerà le persone scettiche della tesi. La lobby del cambiamento climatico ha un problema di narrativa per cui non fa breccia fra le persone comuni.
Tuttavia, se tutto il resto fallisce, gli attivisti possono sempre sostenere che la vera ragione del rifiuto del cambiamento climatico è... l’“evidente” cambiamento climatico.
Fonte: American Thinker, 25 Novembre 2023. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.
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