Dichiarazione dell'Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana riguardante la Dichiarazione "Fiducia supplicans", pubblicata dal Dicastero della Dottrina della Fede e approvata da Papa Francesco il 18 dicembre 2023

 

                                                                                                        

                                                                                          Di Kolanin - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia                   Di Monegasque2 - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Wikimedia

 

Lo scopo manifesto della Dichiarazione della Santa Sede, Fiducia supplicans, è quello di consentire "la possibilità di benedizioni di coppie in situazioni irregolari e di coppie dello stesso sesso". Allo stesso tempo, il documento insiste sul fatto che tali benedizioni vengono effettuate "senza convalidare ufficialmente il loro status o modificare in alcun modo l’insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio".

Il fatto che il documento non autorizzi il "matrimonio" di coppie dello stesso sesso non deve rendere ciechi pastori e fedeli di fronte al grande inganno e al male che risiede proprio nell'autorizzazione a benedire coppie in situazioni irregolari e coppie dello stesso sesso. Tale benedizione contraddice direttamente e gravemente la Rivelazione divina e la dottrina e la pratica bimillenaria e ininterrotta della Chiesa cattolica. Benedire coppie in situazione irregolare e coppie dello stesso sesso è un grave abuso del Santissimo Nome di Dio, poiché questo nome viene invocato su un'unione oggettivamente peccaminosa di adulterio o dell'atto omosessuale.

Pertanto, nessuna, nemmeno la più bella, delle affermazioni contenute in questa Dichiarazione della Santa Sede, può minimizzare la portata e le conseguenze distruttive derivanti da questo sforzo di legittimare tali benedizioni. Con tali benedizioni, la Chiesa cattolica diventa, se non in teoria, certamente in pratica, un propagandista della globalista ed empia "ideologia del gender".

Come successori degli Apostoli, e fedeli al giuramento solenne fatto in occasione della nostra consacrazione episcopale di "conservare il deposito della fede nella purezza e nell’integrità, secondo la tradizione sempre e ovunque osservata nella Chiesa fin dai tempi degli Apostoli", esortiamo e proibiamo ai sacerdoti e ai fedeli dell'Arcidiocesi di Santa Maria in Astana di accettare o eseguire qualsiasi forma di benedizione di coppie in situazione irregolare e di coppie dello stesso sesso. Va da sé che ogni peccatore sinceramente pentito e con la ferma intenzione di non peccare più e di porre fine alla sua situazione di peccato pubblico (come, ad esempio, la convivenza al di fuori di un matrimonio canonicamente valido, l'unione tra persone dello stesso sesso) può ricevere una benedizione.

Con sincero amore fraterno e con il dovuto rispetto, ci rivolgiamo a Papa Francesco che - permettendo la benedizione di coppie in situazione irregolare e di coppie dello stesso sesso - "non cammina rettamente secondo la verità del Vangelo" (Gal 2,14), per riprendere le parole con cui San Paolo Apostolo ammonì pubblicamente il primo Papa ad Antiochia. Pertanto, nello spirito della collegialità episcopale, chiediamo a Papa Francesco di revocare il permesso di benedire le coppie in situazione irregolare e le coppie dello stesso sesso, affinché la Chiesa cattolica possa risplendere chiaramente come "colonna e fondamento della verità" (1Tim 3, 15) per tutti coloro che cercano sinceramente di conoscere la volontà di Dio e, adempiendola, di raggiungere la vita eterna.

 

Astana, 19 dicembre 2023

+ Tomash Peta, Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana

+ Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana