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LA VERA RAGIONE DEL PERCHÉ ABORRISCO IL SOCIALISMO

 

di John Horvat

Ci sono molte ragioni per detestare il socialismo. La maggior parte delle persone lo odia per ragioni economiche. I socialisti credono nella proprietà e amministrazione collettiva, o governativa, dei mezzi di produzione e distribuzione dei beni. Così, aliena innumerevoli persone con il suo attacco alla proprietà privata.

La gente odia il socialismo anche per il suo carattere coercitivo. Il socialismo non genera immediatamente la tirannia violenta del regime comunista a cui inevitabilmente conduce. Tuttavia, fornisce quella tirannia più morbida e soffocante dell'azione prepotente del governo, della tassazione, della confisca e della regolamentazione che rende la vita difficilissima a quei proprietari che producono beni e servizi.

La mentalità socialista

Queste sono tutte ragioni valide per aborrire il socialismo. Tuttavia, per me, la ragione più convincente è la mentalità materialista che il socialismo genera.

Come tutte le visioni materialiste del mondo, i socialisti credono che esista solo la materia. Di conseguenza, tutta la società è organizzata attorno all’attaccamento alla materia e a un rifiuto di tutto ciò che è spirituale. Se qualcosa non aiuta a rimanere in vita, non è importante.

In questo modo, il socialismo genera una mentalità dagli orizzonti ristretti. La vita diventa segnata dal vuoto fastidioso che causa la mancanza di uno scopo e di un significato più ampio. Tutto viene giudicato dalla metrica economica. Il governo si assume il compito di garantire la sicurezza materiale sradicando ogni sofferenza attraverso i suoi programmi, controlli e regolamenti. Inevitabilmente fallisce.

Un'avversione al rischio e al dolore

Nella sua opera fondamentale, Rivoluzione e Controrivoluzione, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira descrive bene questa mentalità socialista come "interamente caratterizzata dall'avversione al rischio e al dolore e dall'adorazione della sicurezza e dal massimo attaccamento alla vita terrena".

Questa descrizione della mentalità socialista spiega perché detesto il socialismo. Oggi vedo gli effetti di questa mentalità meschina ovunque, e mi riempie di terrore e disgusto. Mi sento soffocare dalla mancanza di uno scopo superiore. Le sue pastoie materialiste privano l'anima umana (del resto, negata dal socialismo) dei suoi frutti migliori e più nobili.

Ovunque prevalga questa mentalità, essa soffoca l'iniziativa umana e promuove il vizio dell'accidia, alimentando l'invidia, la disarmonia sociale e il risentimento.

L'avversione alla sofferenza

Questa mentalità si basa su tre errori che appaiono ovunque man mano che il socialismo prende piede.

Come menzionato dal prof. Corrêa de Oliveira, il primo errore del socialismo è l'aborrimento del dolore. Una visione materialista del mondo ritiene che tutto il dolore sia un'ingiustizia causata dalle disuguaglianze materiali che ci circondano. Così, c'è uno sforzo costante per sradicare il dolore eliminando le disuguaglianze materiali. Le soluzioni socialiste riducono tutto a dare più beni materiali a chi ne ha meno. I socialisti credono che fornire alle persone abbastanza soldi gratis farà scomparire il problema.

La mentalità socialista si manifesta nella vita quotidiana prendendo di mira ogni distinzione, riconoscimento o onore che derivi dalle qualità e dai talenti che sorgono naturalmente nella società. Sopprime le gerarchie naturali e le strutture sociali (compresa la famiglia). Tutte queste cose devono essere livellate e vilipese perché "causano" sofferenza. Al loro posto mettono la morbida tirannia delle regole egualitarie, delle leggi e delle burocrazie che cercano di imporre l'uguaglianza in tutte le cose e in tutti i processi.

Il governo assume il ruolo di Grande Fratello, colui che sa cosa è meglio per tutti. Sotto il pretesto di scansare la sofferenza si nascondono i vizi della svogliatezza, dell'invidia e dell'orgoglio.

Possiamo vedere questo odio estremo per il minimo dolore negli ambienti socialisti dove la minima parola scatena e offende una sensibilità delicata. La dittatura del politicamente corretto lavora per assicurarsi che nessuno venga offeso, che nessun sentimento venga ferito o che nessuna debolezza venga esposta. Anche il dolore storico deve essere rivisto e la storia stessa riscritta, in modo che rifletta la presunta ingiustizia della sofferenza.

L'inumanità di un tale mondo

In un mondo così mediocre, nessuno può sostenere qualcosa di enfatico per paura di ferire gli altri con un'affermazione truculenta di verità o di saggezza. Chiunque infligga un qualsiasi dolore ad un altro va punito, anche il bambino non ancora nato nel grembo materno.

Questa mentalità si basa sull'assurda bugia che tutta la sofferenza deriva dalla disuguaglianza e che sia un'ingiustizia.

La verità è che la sofferenza fa parte della realtà dell'esistenza umana terrena. Non può essere evitata. Tutte le persone devono soffrire e morire. Le disuguaglianze delle nostre qualità e dei nostri talenti sono ugualmente parte della nostra natura e dovrebbero essere incoraggiate, non soppresse.

Gli individui costruiscono il proprio carattere e vivono una vita piena di significato e scopo superando le difficoltà e la sofferenza. Inoltre, le nostre più grandi sofferenze sono spirituali, non materiali. Nascono dalla nostra ricerca di significato, unità e perfezione.

Infatti, la mania di evitare la sofferenza spesso porta alla più grande delle sofferenze.

L'evitare il rischio

Un secondo errore della mentalità socialista è la sua avversione al rischio. Si tratta di una logica conseguenza dell'evitare ad ogni costo la sofferenza.

La mentalità socialista si identifica con l'eliminazione di tutti i rischi. Anche se il rischio non causa necessariamente dolore, esso apre la porta alla possibilità di soffrire. Persino questa remota possibilità deve essere eliminata nel mondo socialista. Allo stesso modo, il rischio della disuguaglianza deve essere soppresso poiché coloro che corrono rischi sono ricompensati diversamente per i loro sforzi.

Così, il governo assume il ruolo di imporre regolamenti per evitare tutti i pericoli che potrebbero causare dolore, penalizzando eventuali incidenti che potrebbero verificarsi con multe e cause legali. Tutto è equiparato dalla blanda esistenza di vite regolamentate dalla mediocrità.

La mentalità socialista porta all'adorazione della sicurezza in una società controllata da sorveglianza e restrizioni. La sicurezza, sebbene necessaria, diventa ossessiva, mentre il governo diventa sempre più invadente in nome della sicurezza pubblica.

Infatti, se la vita biologica è l'unica cosa che esiste, allora questo odio per il rischio, pur ripugnante, è coerente. Ogni atto di eroismo va scoraggiato e ogni audacia soppressa. Non ci devono essere cause trascendenti che valgano più della vita biologica stessa. Questa visione lugubre di una società interamente sicura spoglia la vita dai nobili propositi e dai sacrifici disinteressati.

Attaccamento alla vita terrena

L'ultimo errore segnala l'incompatibilità della mentalità socialista con il cristianesimo, poiché costituisce un attaccamento egocentrico alla vita terrena. La mentalità socialista genera sia la pesantezza che il vuoto di un'esistenza che nega l'anima e la sua santificazione.

Se non c'è nulla oltre la nostra vita terrena, allora il nostro unico scopo dovrà essere quello di prolungarla il più possibile. Se non ci sono valori più grandi della vita stessa, allora vivere senza sofferenza è il suo fine stesso. Di seguito, diventiamo liberi di abbandonare la nostra presa sulla vita quando lo riterremo opportuno. Possiamo allora abbandonarci per entrare in quel grande vuoto immaginato da coloro che non credono in Dio.

Infatti, la mentalità socialista contraddice la visione cristiana del mondo e forgia una società ad essa contraria. Non può esistere un Dio onnipotente che ha creato disuguaglianze proporzionali nella sua creazione. Non può esistere una natura decaduta con la quale l'umanità ha portato su di sé sofferenza, dolore, rischio e morte. Non c'è bisogno di redenzione al di fuori della rivoluzione socialista che abbatte tutte le disuguaglianze. Tutti i concetti cristiani sono rifiutati e soppressi nel secolarismo sterile della società socialista.

Questa mentalità è ciò che rende il socialismo così cattivo. Il socialismo che sta distruggendo la nostra nazione, gli Stati Uniti.

Io sottoscrivo invece un'altra mentalità che considera il corpo e l'anima. Credo nelle verità trascendenti e in una morale oggettiva che dovrebbe orientare tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Celebro il Natale, rallegrandomi del suo ruolo sublime e trascendente nella redenzione dell'umanità. Sono disposto a sopportare il dolore e la sofferenza che mi porteranno più vicino alla mia santificazione. Amo il rischio di mettermi al servizio del bene. Credo nell'esistenza di valori più grandi della vita stessa e per i quali si dovrebbe essere disposti a morire. Adoro Dio e desidero servire Lui, che ha offerto la sua vita per me.

E aborrisco il socialismo. Tra noi c'è un'incompatibilità fondamentale di visione del mondo che non può essere superata.

 

Fonte: Return to Order, Dicembre 2021. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia

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