2011

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Beato Francisco Palau i Quer, O.C.D.

 

I sentimenti di Plinio Corrêa de Oliveira nei confronti della Santa Chiesa trovano interessanti riscontri nella ecclesiologia di un beato del quale si celebra quest’anno il bicentenario: Francisco Palau i Quer, O.C.D., che il leader brasiliano inserì fra i patroni della TFP nelle preghiere ufficiali.

 

Con una solenne cerimonia nella cattedrale di Barcellona, presieduta dall’arcivescovo Cardinale Lluis Martínez Sistach, si è inaugurato ufficialmente l’Anno Giubilare Palautiano, per celebrare il secondo centenario della nascita del Beato Francisco Palau i Quer, O.C.D. (1811-1872).

Nato ad Aytona, Lérida, ai quattordici anni entra nel Seminario diocesano, che lascia per diventare novizio nel convento dei Carmelitani Scalzi. Dopo la professione solenne, nel 1834 si trasferisce nel convento di San José, a Barcellona, che viene preso d’assalto e distrutto dalle orde liberali il 25 luglio 1835. Francisco riesce a fuggire giusto in tempo.

Ordinato sacerdote nel 1836, egli si dedica alle missioni popolari e alla direzione spirituale di diverse Case religiose. Questo non gli impediva di fare anche una vita eremitica.

Simpatizzante del Partito Carlista, portabandiera del tradizionalismo spagnolo, deve abbandonare il Paese dopo la disfatta del 1840, esiliandosi in Francia. Ritorna in Spagna nel 1851 e fonda a Barcellona la Scuola della Virtù, un’impressa educativa assai innovativa che alla formazione spirituale e catechetica univa  l’analisi dei problemi del tempo. Accusata dalle autorità liberali catalane di essere un “covo di contro-rivoluzionari” sarà soppressa nel 1854.

Frà Francisco è bandito da Barcellona e confinato in Ibiza, dove fonda diverse comunità di eremiti. Risalgono a questo periodo alcuni dei suoi più bei scritti mistici e, in particolare, «I miei rapporti con la Chiesa», stilato nel corso di lunghi ritiri spirituali sull’isolotto di Es Vedrà.

Tornato a Barcellona, egli fonda la congregazione delle Carmelitane Terziarie, oggi Missionarie Teresiane, e dirige per alcuni anni il settimanale El Hermitaño, col quale porta avanti una lotta contro le tendenze liberali e socialiste dell’epoca.

Pratica anche l’esorcismo, poiché convinto che molti dei mali dell’epoca fossero frutto dell’azione del Maligno. In questo senso consegna personalmente un Messaggio a Pio IX e ai Padri riuniti a Roma nel Concilio Vaticano I, sollecitando l’ordinazione di esorcisti in ogni diocesi.

Muore a Tarragona il 20 marzo 1882. Sarà beatificato da Giovanni Paolo II nel 1988.

 

*    *    *    *


Ecco qualche brano scelto dai «I miei rapporti con la Chiesa»:

 

“Vedendo che le forze umane non bastano per porre freno ai gravissimi mali che affliggono la Chiesa, in certe occasioni mi ritiro su un isolotto, a strapiombo sul profondo blu del mare Mediterraneo, e vi resto per alcuni giorni per unirmi alla Chiesa in fede, speranza e amore, e per eseguire i suoi ordini. (...) La presenza della Chiesa in me, in fede e amore, in forma e figura, nella mia anima e nel mio corpo, in una parola nella mia persona, mi ha trasformato in Essa. Il mio essere, informe senza la fede e l’amore della Chiesa, ha acquisito la sua forma. Sono stato trasformato nella Chiesa”

 

“Mi sono spogliato di me, facendone dono alla Chiesa e dicendole: ‘Ricevi, o Chiesa santa, accetta, o Vergine bella, questo segno del mio amore per te, questo segno del mio dono a te in sacrificio sopra questo altare. E tu, altare, sii testimone che io non sono più mio, io non appartengo più a me stesso. Io sono proprietà ed eredità della mia Amata Chiesa’ (...) Mangiando la carne di Cristo suo Capo, mi sono fatto con Essa carne della sua carne, ossa delle sue ossa, mi sono unito con Essa ed Essa con me in un vero matrimonio spirituale, tale che la carne e il mondo non conoscono. Chi potrà capire questo mistero?”

 

“Che missione mi affidi, oh Chiesa, eccelsa Regina e Sovrana, nei confronti dei figli della perdizione che tengono il mondo intero sedotto e che tutto dominano? Come può la Figlia del Padre Eterno, militante sulla terra, vivere in pace con loro? Può forse patteggiare con questi traditori? Possiamo forse sperare che, nel corso degli avvenimenti, costoro si convertano? Che il campo si divida in due opposti schieramenti! Che ognuno prenda la sua bandiera! E combatteremo fino alla morte!” *

 

* B. Francisco Palau, «Mis relaciones con la Iglesia», in «Obras Selectas», Editorial Monte Carmelo, Burgos, 1988, p. 459, 356, 381-382, 560.

Categoria: Marzo 2011

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