2011

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La Madonna pellegrina di Fatima


Nel luglio 1972, in una parrocchia di New Orleans, Stati Uniti, una statua della Madonna di Fatima pianse davanti a numerosi testimoni, tra cui alcuni sacerdoti. Si trattava della statua pellegrina internazionale, benedetta da Pio XII nel 1947. Il fatto richiamò l’attenzione del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, che si adoperò per realizzare un pellegrinaggio della Madonna di Fatima in Brasile, nel maggio 1973.

Quasi quarant’anni dopo, la stessa Madonna pellegrina, in giro per l’America Latina, ha sostato presso il tumulo del leader cattolico, nel cimitero della Consolação, a San Paolo. Accolta in festa da centinaia di suoi discepoli, la Madonna di Fatima è stata al centro delle celebrazioni che hanno ricordato l’esimia devozione mariana di Plinio Corrêa de Oliveira e, nel contempo, riproposto le  parole di ammonizione e di conforto pronunciate nel 1917 in Portogallo: Infine il mio Cuore Immacolato trionferà!

 

Campeggi estivi per ragazzi

 

Si sono conclusi con successo i tradizionali campeggi estivi per ragazzi organizzati dalle TFP americana e irlandese, tenuti rispettivamente in Louisiana e Roscrea. Titolo emblematico per entrambi: “A Call to Chivalry”.

Al campeggio in Louisiana, durato dieci giorni, hanno partecipato oltre cinquanta giovani.  Motivo di particolare stimolo e riflessione è stato l’incontro “I veri modelli e la vera avventura”. Il campeggio irlandese ha richiamato, nella mistica cornice dell’abbazia cistercense di Mount St. Joseph, a Roscrea, Co. Tipperary, una trentina di ragazzi: tra essi, non solo irlandesi, ma anche inglesi e scozzesi, nonché due giovani italiani provenienti da Verona.


 

L’impegno per la vita


Nell’auditorio del Monastero di S. Benedetto, a San Paolo del Brasile, gremito all’inverosimile per l’occasione, si è tenuta la conferenza “La cultura della vita contro la cultura della morte”, organizzata dall’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira. Ha presieduto l’assise il dott. Adolpho Lindenberg, presidente dell’Istituto. Insieme a lui, al tavolo dei relatori, S.E. Mons. Luiz Gonzaga Bergonsini, vescovo di Guarulhos (SP), Dom Mathias Tolentino, O.S.B., abate del Monastero, e S.A.I.R. Dom Bertrand d’Orleans e Braganza.

“Dobbiamo assolutamente mobilitarci in difesa della vita innocente e della famiglia — ha esordito Adolpho Lindenberg — Per vincere il male, la verità dev’essere presentata con decisione e con chiarezza. La lotta contro la cultura della morte esige da noi molta dedizione e sacrificio. Ed è proprio questo l’esempio che ci ha lasciato Plinio Corrêa de Oliveira, a cui oggi noi tutti rendiamo omaggio. Noi cattolici dobbiamo assumere la leadership della battaglia contro l’aborto e contro le leggi che promuovono il cosiddetto ‘matrimonio’ omosessuale”.

La relazione principale è stata affidata  a mons. Bergonsini. Al centro di accese polemiche a causa della sua coraggiosa difesa della vita umana — che lo ha messo in rotta con l’attuale governo del Partito dei Lavoratori (PT), di tendenza marxista — il prelato ha ribadito che tali polemiche non lo colpiscono come persona bensì come vescovo di Santa Romana Chiesa: “Si tende a nascondere il fatto che queste non sono dottrine mie ma di Nostro Signore Gesù Cristo. Ciò che è in gioco non è l’opinione di questo o di quel vescovo, ma la dottrina che Nostro Signore Gesù Cristo ci ha insegnato. E questa, noi non la possiamo mai tradire”.

“La pace di Cristo non è assenza di guerra, di conflitti, di contraddizioni — ha continuato il presule — La pace di Cristo è la pace interiore di colui che è in ordine con la sua coscienza e con i suoi fratelli, perché è in ordine con Dio. Non si può avere pace quando si calpesta la legge di Dio. Nessun governo, nessun partito politico si può sostituire alla legge di Dio”.

Dio ha sempre condannato l’attentato contro la vita innocente. Purtroppo, oggi questo crimine viene perpetrato a livello di società e di Stato, con numerose leggi che calpestano il diritto alla vita, in primis quelle che permettono l’aborto e l’eutanasia. Una tale società non potrà mai godere della vera pace. “Davanti a situazioni che ledono gravemente il bene comune — ha affermato con forza mons. Bergonsini — non è che la Chiesa abbia il diritto di fare politica, essa ha il dovere, un grave dovere morale, di intervenire in campo politico per far cessare queste situazioni di peccato collettivo”.

Deplorando l’assenza di tanti vescovi brasiliani nella lotta per la vita, il vescovo di Guarulhos ha concluso con un appello affinché tutti i cattolici brasiliani si uniscano nell’opposizione alle leggi inique.


 

Campagna contro la cristianofobia


Il 20 dicembre 2010, in un discorso alla Curia Romana, Benedetto XVI utilizzava per la prima volta il termine “cristianofobia”, a segnalare la gravità di un fenomeno su cui troppe volte si è preferito chiudere gli occhi: la feroce persecuzione contro i cristiani nel mondo di oggi, specie nei Paesi a maggioranza musulmana.

Meno di un mese dopo, il 10 gennaio, in occasione dell’udienza al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il Pontefice lanciava un severo appello alla comunità internazionale affinché mettesse maggior impegno nella difesa delle minoranze religiose minacciate, a cominciare da quelle cristiane. È stato un discorso ampio e articolato, pronunciato sulla scia della strage dei cristiani in Egitto durante il Natale. Per la seconda volta il Papa ha dovuto parlare di “cristianofobia”.

Il 2 marzo, il cattolico Shabaz Bhatti, Ministro pakistano per le minoranze religiose, viene trucidato da un comando islamista a Islamabad. Immediata la mobilitazione mondiale per la sua beatificazione, alla quale l’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà ha aderito.

Inoltre, la Fédération pro Europa Christiana ha presentato, insieme alla TFP italiana, una petizione al Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, perché il 2 marzo sia proclamato “Giornata mondiale contro la cristianofobia”.

L’iniziativa è decollata a giugno con una campagna pubblica di volontari delle TFP davanti alla sede del Parlamento Europeo, a Bruxelles. I volontari hanno distribuito migliaia e migliaia di volantini chiedendo l’istituzione di questa ricorrenza. Alla campagna pubblica, che è stata replicata in altre città europee, ha fatto seguito una campagna di raccolta di firme via internet.

Categoria: Ottobre 2011

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