2013

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La festa dell’amore di Dio

di Plinio Corrêa de Oliveira*

 

Tutti i Papi hanno raccomandato con insistenza di intensificare il culto che si presta al Sacro Cuore di Gesù affinché, rigenerato l’uomo dalla grazia di Dio e avendo egli compresso che Dio deve essere al centro dei suoi affetti, possa regnare di nuovo nel mondo quella tranquillità dell’ordine, dalla quale ci allontaniamo sempre di più nella misura che il mondo scivola verso l’anarchia.

Il nostro giornale non poteva trascurare la festa del Sacro Cuore di Gesù, non solo per un dovere di pietà cattolica, ma anche per un dovere che la tragedia contemporanea [la II Guerra mondiale, ndr] rende sempre più pressante.

Non vi è chi non sia allarmato dagli estremi di crudeltà ai quali può arrivare l’uomo di oggi. La crudeltà si attesta non solo sui campi di battaglia, ma anche negli eventi grandi e piccoli della vita di ogni giorno, nella straordinaria durezza e freddezza di cuore con cui tanti uomini trattano i propri simili.

Le madri in cui diminuisce l’intensità dell’amore per i propri figli; i mariti che gettano il focolare nella disgrazia pur di soddisfare le proprie passioni; i giovani che, indifferenti alla povertà o all’abbandono in cui lasciano i propri genitori, si volgono al godimento dei piaceri terreni; i professionisti che si arricchiscono a spese degli altri; tutti costoro mostrano spesso una crudeltà fredda e calcolata che provoca più orrore che non gli estremi di furore ai quali la guerra può trascinare i combattenti. Benché gli atti di crudeltà siano più lampanti nella guerra, chi li pratica può addurre, se non la giustificazione, almeno l’attenuante che vi è stato portato dalla violenza del combattimento. Ciò che si trama e si realizza nella tranquillità della vita quotidiana, invece, non può mai beneficiare di simili attenuanti. Ciò soprattutto quando si tratta non più di atti isolati bensì di abitudini inveterate che moltiplicano indefinitamente i peccati.

La guerra adesso in corso è certamente una manifestazione di crudeltà, ma è ben lungi dall’essere l’unica manifestazione di durezza morale nel mondo contemporaneo.

Chi dice crudeltà dice egoismo. L’uomo solo danneggia il suo prossimo per egoismo, perché desidera beneficiare di vantaggi cui non ha diritto. Così, l’unico modo per sradicare la violenza è bandire l’egoismo.

Ora, la teologia insegna che l’uomo è capace di abnegazione genuina solo quando il suo amore è fondato sull’amore di Dio. Al di fuori di Dio non vi è stabilità né pienezza negli affetti umani. O l’uomo ama Dio tanto da dimenticare se stesso, e in questo caso egli potrà davvero amare il prossimo, oppure egli ama se stesso al punto di dimenticare Dio, e allora l’egoismo tenderà a dominarlo completamente.

È solo aumentando negli uomini l’amore di Dio che essi potranno avere un’adeguata comprensione dei propri doveri nei confronti del prossimo. Per combattere l’egoismo dobbiamo assolutamente “dilatare gli spazi dell’amore di Dio”, secondo la bellissima espressione di S. Agostino.

Ora, la festa del Sacro Cuore di Gesù è per eccellenza la festa dell’amore di Dio. In essa, la Chiesa propone come soggetto delle nostre meditazioni e come indirizzo delle nostre preghiere l’amore tenerissimo e invariabile che Dio fattosi uomo ha dimostrato morendo per noi. Mostrandoci il Cuore di Gesù infiammato d’amore nonostante le spine in esso conficcate dai nostri peccati, la Chiesa ci apre la prospettiva di un perdono misericordioso e largo, di un amore perfetto e infinito, di una gioia completa e senza macchia, che dovrebbe essere il fascino perenne della vita spirituale di tutti i veri cattolici.

Amiamo il Sacro Cuore di Gesù. Lottiamo perché trionfi veramente questa devozione in ogni casa, in ogni ambiente e, in particolare, in tutti i cuori. Solo così saremo in grado di riformare l’uomo contemporaneo.

“Ad Jesum per Mariam”. Scrivendo nella festa del Sacro Cuore, non posso esimermi dal dire una parola intrisa di commozione sul Cuore Immacolato di Maria che, meglio di chiunque altro, ha compreso e amato il Divino Redentore. Che la Madonna ci ottenga una scintilla di quell’immenso incendio di devozione che Ella provava per il Sacro Cuore di Gesù. Ecco i nostri auguri nella festa del Sacro Cuore.

 
(* Plinio Corrêa de Oliveira, O Sagrado Coração de Jesus, in “O Legionário”, nº 458, 22 giugno 1941)

Categoria: Giugno 2013

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