2013

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Sacralità

 

Siamo stati creati per “conoscere, amare e servire” Dio. Di queste tre operazioni, la più fondamentale è il conoscere. Non si può amare ciò che non si conosce.

Noi non siamo come gli angeli, puri spiriti. Abbiamo anche un corpo materiale. E ciò condiziona il nostro modo di conoscere: noi conosciamo attraverso i sensi. “Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu”, diceva san Tommaso d’Aquino, “Non vi è niente nel nostro intelletto che prima non sia stato nei nostri sensi”.

Ora, Dio stesso ci ha insegnato: “Tu non puoi vedere il mio volto, perché l’uomo non può vedermi e vivere” (Es. 33:20). Ed ecco un’apparente contraddizione: siamo stati creati per conoscere Dio, ma non Lo possiamo vedere…

L’uomo non può vedere Dio, ma può vedere ciò che i teologi chiamano le Sue vestigia, cioè le Sue tracce nella creazione. “Coeli enarrant gloriam Dei et opera manuum eius anuntiat firmamentum”, ovvero “I cieli proclamano la gloria di Dio e l’universo mostra l’opera delle Sue mani” (Ps. 18:2). Attraverso la contemplazione dell’universo, l’uomo può risalire fino alla conoscenza di Dio, fondamento dell’amore e, quindi, del servizio.

La contemplazione è, dunque, l’attività più importante che l’uomo possa realizzare sulla terra.

Lo ha capito Plinio Corrêa de Oliveira, che si definiva un contemplativo. Un contemplativo che ha dovuto lottare contro il processo rivoluzionario che si interponeva fra lui e la sua visione di Dio. Un contemplativo che ha dovuto escogitare argomenti al fine di confutare tale processo. Un contemplativo che ha fondato un’opera spirituale per opporsi alla Rivoluzione. Un contemplativo che, attraverso le mille vicissitudini della sua vita, è rimasto sempre tale.

Grande apostolo della bellezza, Plinio Corrêa de Oliveira incitava i suoi discepoli a realizzare frequenti “esercizi di trascendenza”, cioè a risalire dalla contemplazione delle cose terrene fino a quelle celesti. Un elemento centrale nel suo pensiero è, appunto, il concetto di sacralità, vale a dire la capacità delle cose materiali di riflettere valori spirituali e, in fondo, le divine perfezioni. Possiamo dire che la sacralità è la stessa luce divina che rifulge in ogni cosa.

Proprio alla sacralità Plinio Corrêa de Oliveira dedicò alcune delle sue migliori pagine. Ecco il tema del libro recentemente pubblicato dall’editrice Cantagalli di Siena: «Innocenza primordiale e contemplazione sacrale dell’universo».

L’opera raccoglie e integra numerosi testi del pensatore e leader cattolico brasiliano sul tema della contemplazione. Secondo Plinio Corrêa de Oliveira, l’uomo, anche il più distratto, contempla attivamente. Che cosa fa quando si ferma sul cammino per veder passare una sfilata militare o una processione religiosa, per guardare con attenzione un edificio o un panorama, per osservare una scena particolarmente importante o pittoresca della vita quotidiana, per assistere a uno spettacolo teatrale? Contempla. Questa contemplazione porta con sé, necessariamente, come conseguenza l’amore e la lode. E porta al servizio, perché l’uomo serve naturalmente quanto ama. Chiaramente questa contemplazione, nella misura in cui è fatta alla luce della fede, è un’operazione animata dalla grazia.

Nell’offrire ai nostri lettori una veduta d’insieme di questa importante opera di Plinio Corrêa de Oliveira, vi invitiamo ad acquistarla, a leggerla, a diffonderla. Forse mai come oggi, di fronte alle conseguenze anche psicologiche di una crisi che non accenna a finire, dobbiamo proclamare la verità della bellezza come strada maestra.

Categoria: Giugno 2013

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