2013

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

Oltre la rivoluzione tendenziale, il ruolo delle nuove tecnologie

 

di Nelson Fragelli

 

“La Contro-Rivoluzione – scrive Plinio Corrêa de Oliveira – non è e non può essere un movimento che vive tra le nuvole, che combatte fantasmi. Deve essere la Contro-Rivoluzione del secolo XX (e del XXI, ndr), diretta contro la Rivoluzione così come oggi in concreto essa esiste”
Consoni a tale approccio, alcuni interventi all’Università estiva delle TFP hanno trattato i più recenti sviluppi tecnologici digitali e il modo in cui incidono sulla lotta fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione. Riportiamo, in merito, uno stralcio della relazione di Nelson Fragelli

 

Nella sezione “Ambienti, costumi, civiltà” Plinio Corrêa de Oliveira analizza il concetto di “rivoluzione tendenziale”: un concetto che costituisce l’aspetto, forse, più innovativo del suo pensiero.

Alla luce dei principi già enunciati nel libro «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» il pensatore cattolico analizza la realtà concreta e dimostra come la vita e gli oggetti quotidiani – comportamento, stili architettonici, mobili, abbigliamento e via dicendo – siano permeati da principi filosofici, morali e religiosi. Tali principi agiscono “tendenzialmente” sull’anima della persona che entra in contatto con gli oggetti.

 

L’azione tendenziale è fondata sulla conoscenza sensibile

Alcune analisi di Plinio Corrêa de Oliveira sono famose, come il paragone fra la freddezza schiacciante della sede dell’ONU a New York e le linee armoniose del palazzo del Comune di Middleburg, in Olanda. Oppure la disanima sull’influenza dei giocattoli mostruosi sulla psicologia dei bambini. O, ancora, il paragone fra due concezioni antitetiche della vita contadina, fondato sull’osservazione di due quadri famosi: l’“Angelus” di Millet e il “Maître des moissons” di Yves Alix.

Gli oggetti agiscono, in modo implicito ma profondo, sulla psicologia delle persone. Per esempio, una persona che abbia nel salotto di casa una lampada di cristallo tradizionale riceverà da essa, continuamente, un’influenza tendenziale che la aiuterà a ordinare il proprio temperamento e a elevare il pensiero. Chi, invece, possiede una lampada ultra-moderna, sarà continuamente bombardato dalla sua stravaganza volgare. La sensibilità umana è continuamente sollecitata da tali impressioni, che inclinano poi la mente verso la verità o l’errore, e la volontà verso il bene oppure il male.

Il fondamento di ciò che Plinio Corrêa de Oliveira definiva “azione tendenziale” si basa sulla percezione sensibile, cioè sul modo naturale in cui l’uomo conosce, appunto attraverso i sensi. “Omnis nostra cognitio incipit a sensu” diceva S. Tommaso, echeggiando la gnoseologia classica. Il processo conoscitivo, tuttavia, non si identifica con la sensazione, limitando la conoscenza alla sfera del particolare. La conoscenza non può essere confusa con la sensazione, ma, per san Tommaso, essa trova nell’esperienza sensibile il presupposto fondamentale di cui l’intelletto si serve per la genesi delle idee.

Questa nozione, però, va aggiornata alla luce di alcuni recenti sviluppi tecnologici.

I computer, per esempio, hanno introdotto un nuovo modo di percepire la realtà. Il palazzo di Middleburg o l’“Angelus” di Millet predispongono la persona a una azione morale buona. A contrario sensu, i giocattoli mostruosi e il quadro di Alix incutono atteggiamenti disordinati. Tuttavia, una persona soggetta a tale azione è libera di accettarla o di rifiutarla. La velocità fulminea imposta dai computer tende, invece, a togliere all’uomo la capacità di giudicare la realtà. L’uomo diventa un ricettore di fiumi di informazione, con scarsa possibilità di analizzarla razionalmente e, quindi, di assimilarla organicamente nel suo spirito. Inoltre, la stessa idea di realtà sta cambiando con l’introduzione della realtà virtuale.

La sfrenata ammirazione per la tecnologia ha portato al desiderio di incorporarla nel proprio essere, formando con essa una simbiosi. Il termine cyborg è stato creato per indicare tale simbiosi, cioè un computer impiantato nel corpo umano, un organismo cibernetico. Questo porterebbe alla simbiosi fra l’intelligenza umana e la tecnologia informatica, superando così i limiti dell’intelletto umano.

 

I “Google Glass”

Lo scorso maggio il quotidiano tedesco “Die Zeit”, di Amburgo, ha pubblicato una serie di articoli dal titolo “Digital man”. Il primo: “Il mondo raggiunge la perfezione: l’ultima creazione di Dio” si riferiva ai Google Glass, che sicuramente non hanno niente a che fare con la creazione divina... I Google Glass sono già stati testati e presentati al pubblico, dovendo uscire sul mercato agli inizi del 2014. Anche i media italiani se ne sono occupati dopo un test fatto a giugno nel centro di Milano. I loro creatori non nascondono l’intenzione di realizzare una simbiosi tra l’intelligenza umana e la macchina.

I Google Glass sembrano occhiali normali, ma hanno la capacità di collegare l’occhio umano con la rete on-line. Essi incorporano un piccolo monitor in forma di prisma. Se l’utente guarda avanti, vede normalmente. Se, invece, muove leggermente gli occhi in una certa direzione, vede ciò che lo schermo prismatico progetta sulla lente, cioè una realtà virtuale. Così la persona, contemporaneamente alla realtà che ha davanti, può visualizzare testi, dati, filmati, foto e via dicendo. Il tutto comandato con lo sguardo.

Per esempio, guardando una certa scena che vuole conservare in memoria, l’utente può dare il comando: “registrare la scena su video”. In questo modo, le persone circostanti saranno riprese dalla micro camera dei Google Glass senza che nemmeno se ne accorgano. Il video potrà essere quindi caricato sulla rete in tempo reale, per esempio su YouTube.

Non ci sono limiti alla fantasia: i politici potranno leggere discorsi che un assistente magari distante caricherà sui loro occhiali, i chirurghi potranno operare seguendo le istruzioni che compariranno sullo schermo, una persona in visita a uno zoo potrà sapere in tempo reale tutto sull’animale che ha davanti, e via dicendo. Basterà che queste informazioni siano state caricate previamente sulla rete.

Finora non era mai esistito un dispositivo di comunicazione collegato al corpo umano al punto da poter sovrapporre, in tempo reale, una realtà virtuale alla percezione sensoriale della realtà. Non appena lo sguardo si fissa su un oggetto, l’utente può ricevere ogni sorta di informazione su di esso. Per esempio, guardando una persona, l’utente potrà avere ipso facto acceso al suo profilo Facebook e venir così a sapere tutto su essa.

 

Bio-chip e Google-God

Eppure, ci sono scienziati che considerano i Google Glass roba preistorica. Costoro stanno sviluppando un “bio-chip” da impiantare nel cervello, collegando così l’utente direttamente alla rete. Questi scienziati non esitano a dire che vogliono superare la natura umana con la creazione di un mondo di superuomini, che non commetteranno gli errori propri alla debolezza umana poiché saranno continuamente collegati all’intelligenza superiore dei programmatori, ospitati in centri con super-computer, e che avranno a disposizione tutta l’informazione possibile. Non manca chi, in modo appena parzialmente scherzoso, sta cominciando a parlare di questi centri come il “Google-God”.

Queste tecnologie, se da una parte rendono la mente umana capace di operazioni finora impensabili, dall’altra la rendono più facilmente controllabile. L’ex presidente di Google, Eric Schmidt afferma: “Sappiamo dove sei, dove sei stato, e più o meno ciò che pensi”.

Queste tecnologie permetteranno forme incipienti di immortalità. I Google Glass consentiranno ai programmatori di conoscere quasi tutto sull’utente. I suoi gusti, preferenze, inclinazioni, tutto verrà registrato su un enorme disco fisso. Dopo la sua morte, parenti o amici potranno socializzare virtualmente con lui, interfacciando col super-computer. Il disco fisso saprà riprodurre le sue opinioni, reazioni psicologiche, gusti, preferenze. In altre parole, il disco fisso sarà una sorta di clone della sua personalità. Entro il 2045, questi scienziati hanno l’intenzione di trapiantare il cervello di un morente in un robot, dando origine a un umanoide. E così, colui al quale apparteneva il cervello in qualche modo rimarrà su questa terra dopo la morte.

Lasciamo da parte Google e parliamo di un altro colosso dell’informatica: la IBM. L’azienda pubblica un rapporto annuale sulle più recenti conquiste tecnologiche. Nel Rapporto 2011 vengono descritte le ricerche per collegare il cervello umano al computer in modo da rendere obsolete le tastiere. Alla base di questo progetto c’è l’idea di controllare le macchine col pensiero, attraverso l’impianto di micro-computer nel corpo. Applied Digital Solutions sta sviluppando un “veri-chip” da impiantare nel cervello, permettendo a un centro di programmatori di monitorare una persona in tutti suoi movimenti.

 

Cambiare la natura

Il tentativo di modificare la percezione della realtà, interferendo nel processo del pensiero, era stato previsto da Plinio Corrêa de Oliveira. In «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» il pensatore cattolico accennava a una “quarta rivoluzione”. La storia della Rivoluzione è quella di una ribellione contro Dio, portata avanti dal protestantesimo, dalla rivoluzione francese e dal comunismo. Ma la Rivoluzione non si accontenta di sovvertire l’ordine esterno. Essa vuole avvilire la stessa natura umana, in modo da cancellare ogni somiglianza col Creatore.

L’introduzione delle nuove tecnologie sopra descritte ci spinge a dover aggiornare il concetto di azione tendenziale. Il tipo di analisi fatta, per esempio, in “Ambienti, costumi, civiltà” si fondava sul modo in cui la realtà era stata finora conosciuta. Con le nuove tecnologie, però, la percezione sensibile assume un ruolo sempre più aleatorio nella formazione della propria idea di realtà. Le persone conosceranno sempre meno la realtà oggettiva e più quella virtuale, plasmata non tanto dalla propria intelligenza quanto da programmatori in rete.

Non appena la persona entrerà in contatto con gli oggetti – stili architettonici, mobili, abbigliamento, stili di vita e via dicendo – tali percezioni saranno integrate e spiegate con informazioni fornite dai vari Google-Glass e bio-chip. La realtà virtuale creata dal computer tenderà ad eliminare la libera formazione di un giudizio sulla realtà.

 

Auge della Rivoluzione?

Questo aspetto della Rivoluzione assume un carattere assai preoccupante. Si comincia ad agire sulla profondità dell’anima finora riservata all’azione divina. Riusceranno queste nuove tecnologie a sviluppare tutto il loro potenziale? Il tempo dirà.

Di fronte a ciò ci sentiamo piccoli e possiamo avere l’impressione che ci manchino i mezzi per combattere. Questa impressione è falsa. Ogni volta che il processo rivoluzionario raggiunge un apice, la Provvidenza interviene effondendo nuove grazie. Fu così che, quando la valanga protestante minacciava di seppellire l’Europa cattolica, la Controriforma portò alla Chiesa un nuovo vigore. Cosa resta oggi dell’Unione Sovietica? Eppure, neanche vent’anni fa, i governi occidentali temevano la minaccia comunista.

Allo stesso modo, con la grazia di Dio, coloro che combattono questo nuovo volto della Rivoluzione avranno a loro disposizione i mezzi per analizzarlo e per denunciarlo, svelandolo agli occhi dell’opinione pubblica. È ciò che dobbiamo chiedere alla Provvidenza.

Categoria: Ottobre 2013

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter