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2013

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Intervista a Varro Vooglaid

 

Estonia: il coraggio di un piccolo paese

 

Estonia, un piccolo paese baltico con 1,2 milioni di abitanti, dei quali solo 4.500 cattolici. Eppure, hanno reagito contro il “matrimonio” omosessuale Intervistiamo il prof. Varro Vooglaid, presidente della Fondazione estone per la Difesa della Tradizione e della Famiglia

 

TFP: Prof. Vooglaid, qual è la situazione in Estonia riguardo al cosiddetto “matrimonio” omosessuale?

Varro Vooglaid: Finora non esiste in Estonia una legge che permetta l’unione fra persone dello stesso sesso. Nel 2010, una Legge della Famiglia definiva il matrimonio come l’unione fra un uomo e una donna, ed esautorava le unioni fra persone dello stesso sesso come “nulle e vuote”. Questo, ovviamente, ha sollevato l’ira delle lobby LGBT (lesbica, gay, bisessuale, transessuale). Il 23 maggio 2011 il Cancelliere della Giustizia ha chiesto al Ministro della Giustizia di presentare una proposta di unioni civili, che consentirebbe il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, a pretesto che l’assenza di tali unioni lederebbe la Costituzione perché discriminerebbe alcuni cittadini. Da allora il dibattito è andato scaldandosi sempre di più.

In questa situazione, abbiamo deciso di intervenire con una vasta campagna pubblica di raccolta di firme. In concreto, abbiamo organizzato un “mailing”, che ha raggiunto 580 mila focolari, cioè la quasi totalità della popolazione. Si chiedeva ai cittadini di firmare una petizione alle autorità competenti affinché non fosse introdotta la legge di unioni civili ma, bensì, fosse mantenuta la clausola della Legge della Famiglia che definisce il matrimonio come l’unione fra un uomo e una donna.

 

TFP: Una campagna proporzionalmente enorme!

Varro Vooglaid: In effetti, la nostra petizione è la più grande della storia del nostro paese, un evento storico nella politica dell’Estonia. Le lobby LGBT erano abituate a essere l’unica voce in capitolo, ma adesso siamo riusciti a cambiare sostanzialmente le regole del gioco, abbiamo cambiato l’equilibro delle forze in campo. Per la prima volta gli omosessualisti hanno trovato chi gli si opponesse, e hanno reagito in modo anche violento. Per non parlare degli insulti e delle calunnie, ci hanno ripetutamente segnalato alla Polizia che, ovviamente, non ha trovato niente di scorretto.

Abbiamo raccolto poco più di 38 mila firme. Si tratta per lo più di una “maggioranza silenziosa”, cioè di persone che normalmente non si manifestano in politica, e alle quali abbiamo dato voce. A maggio, abbiamo consegnato le firme in Parlamento dove, con tanto di TV al seguito, siamo stati ricevuti dalla presidente del Parlamento Ene Ergma. Anche se non sembrava molto d’accordo con le nostre idee, lei ha dovuto riconoscere la validità della nostra campagna e ha promesso di trasmettere la petizione al Governo.

 

TFP: Cosa le avete spiegato?

Varro Vooglaid: Le abbiamo detto che la famiglia naturale è un’istituzione fondamentale della società ed è fondata sull’unione fra un uomo e una donna. Questa istituzione naturale non può essere smontata da correnti ideologiche radicali e minoritarie. Nessuno ha il diritto di ridefinire ciò che è naturale. La signora ha obiettato che, lungo la storia, la famiglia ha subito metamorfosi. Al ché ho risposto che è vero, ma nessuna metamorfosi ha toccato la sua essenza. Abbiamo aggiunto che i numeri della nostra campagna mostrano che la famiglia è ancora al cuore del popolo estone.

Abbiamo anche espresso la nostra preoccupazione per una proposta di legge contro l’“intolleranza”, che ben potrebbe servire come museruola per silenziare qualsiasi opinione contraria alle pretese di tali lobby. In effetti, se questa legge fosse approvata, qualsiasi critica al “matrimonio” omoses- suale e altre aberrazioni morali potrebbe diventare reato di “intolleranza”.

In altre parole, siamo preoccupati che si stiano creando le condizioni per una vera e propria dittatura, per una persecuzione ideologica e religiosa. La nostra democrazia, così giovane, è già in pericolo.

 

TFP: Più di una volta Lei si è riferito all’agenda omosessualista come “ideologia foranea”. Cosa intende dire?

Varro Vooglaid: Anzitutto che non fa parte della nostra tradizione nazionale e cristiana. Poi, bisogna dire che la campagna in favore dell’agenda LGBT è finanziata da potenti fondazioni occidentali. Il più influente dei gruppi che spingono per il riconoscimento del “matrimonio” omosessuale in Estonia è l’International Lesbian, Gay, Bisexual and Transexual Association, o ILGA, che è fortemente sostenuta sia dalle Nazioni Unite sia dall’Unione europea. Nel bilancio dell’ILGA, reso pubblico nel 2012, risultano finanziamenti di Euro 1.017.055 da parte dell’Unione europea, e di Euro 1.950.000 da parte dell’Open Society Institute di George Soros, con sede nei Paesi Bassi, e dal Sigrid Rausing Trust, un’organizzazione britannica. Di fronte a tali numeri, noi siamo evidentemente dei nani.

Ma abbiamo da nostra parte la verità, fondata sulla legge naturale e divina. E abbiamo anche l’entusiasmo per affrontare questo Moloch. Il successo della nostra campagna dimostra che abbiamo, pure, l’appoggio di molti estoni. E questo ci spinge a continuare.

 

Categoria: Ottobre 2013

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