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2014

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Maria Cristina e la “sua” Napoli

 

di Marina Carrese

 

Per tanti napoletani poco dopo la sua morte era già la “Reginella Santa”, e Maria Cristina di Savoia, moglie di Ferdinando II di Borbone, e Regina delle Due Sicilie, sugli altari è arrivata davvero.

Il 25 gennaio scorso è stata proclamata Beata nella Basilica di Santa Chiara, a Napoli. Presenti tre Cardinali, sei Vescovi, decine di Principi e Nobili di tutta Europa, e oltre duemila fedeli. Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ha letto la bolla papale di beatificazione. “La vita di Maria Cristina è un modello per la Chiesa”, ha affermato.

Nata a Cagliari nel 1812 da Vittorio Emanuele I di Savoia e Maria Teresa d’Asburgo Austria, costretti all’esilio in Sardegna in seguito all’occupazione di Torino da parte delle truppe rivoluzionarie francesi, rimase orfana del padre a 11 anni. La sua profonda religiosità fu influenzata dallo zio, Carlo Emanuele IV (1751-1819), marito di Maria Clotilde Saveria Borbone (1759-1802), sorella di Luigi XVI, che dopo la morte della moglie entrò nel noviziato dei Gesuiti. La Principessa Maria Clotilde è stata dichiarata Venerabile dalla Chiesa.

Maria Cristina pensava - riferiscono concordemente i suoi biografi - alla consacrazione religiosa, ma Carlo Alberto, salito al trono di Sardegna dopo che i liberali avevano costretto all’abdicazione Carlo Felice, progettava per lei un matrimonio di Stato che consentisse ai Savoia un’alleanza con i Borbone di Napoli.

Consigliata dal suo confessore, l’olivetano Padre Giovan Battista Terzi, accettò con obbedienza la scelta del proprio stato e le nozze con il ventiduenne Ferdinando II di Borbone. Il matrimonio fu celebrato il 21 novembre 1832 a Voltri (Genova), nel Santuario di Maria Santissima dell’Acquasanta.

Dieci giorni dopo la coppia reale giunse a Napoli in nave, accolta da una folla entusiasta. Maria Cristina, come primo atto riscattò dal Monte di Pietà tutti i pegni fino a sei ducati e li restituì ai proprietari, dette in dono al tesoro di San Gennaro un prezioso diadema ereditato dalla madre e regalò la dote a 240 spose povere del Regno. Il popolo napoletano l’adorava. Recenti ricerche hanno fatto scoprire immaginette della Regina di Napoli che i legittimisti borbonici portavano sui fucili dopo il 1861. Maria Cristina amava molto la sua nuova Patria e lo dimostrava in ogni modo possibile.

Col marito Ferdinando II, nonostante maldicenze e aneddoti denigratori messi in giro dalla propaganda liberale, che hanno trovato eco perfino in Benedetto Croce, il rapporto era splendido. “Non si riesce a trovare una virgola che faccia pensare a una costrizione o a una pietosa bugia”, ha scritto nel suo recente libro sulla Regina Maria Teresa Balbiano d’Aramengo, che ha consultato il suo folto epistolario.

Il 16 gennaio 1836 Maria Cristina di Savoia dette alla luce l’erede al trono di Napoli, il futuro Francesco II. Aveva chiesto insistentemente a Dio il dono della maternità. Mori di setticemia quindici giorni dopo il parto, il 31 gennaio 1836, a soli 23 anni. Il popolo già la invocava nelle sue preghiere, e nel 1852 il Cardinale Sisto Riario Sforza, Arcivescovo di Napoli, avviò il Processo sulla fama di santità, virtù e miracoli di Maria Cristina, conclusosi l’anno scorso.

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Carlo Emanuele IV

La fede della Beata Maria Cristina di Savoia fu molto influenzata dallo zio, Carlo Emanuele IV. Egli nacque a Torino il 24 maggio 1751, figlio maggiore di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonia, figlia di Filippo V di Spagna. Sposò Maria Clotilde di Borbone, sorella di Luigi XVI di Francia.

Devotissimo, nel 1794 egli divenne membro del terz’ordine di San Domenico, prendendo il nome di Carlo Emanuele di San Giacinto, ritirandosi spesso in convento per lunghi periodi di preghiera. Nel 1802 Maria Clotilde si ammalò di febbre tifoidea e morì in odore di santità. Distrutto dal dolore, Carlo Emanuele abdicò a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Nel 1815, Carlo Emanuele entrò nel noviziato gesuita a Roma, dove morì il 6 ottobre 1819. Fu sepolto presso l’altare maggiore della chiesa di Sant’Andrea al Quirinale.

Categoria: Giugno 2014

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