2015

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Gesta Dei per Italicos

 

Il referendum irlandese dello scorso maggio è stato uno shock per tutto il mondo. Per la prima volta un Paese ha approvato, per via elettorale, le unioni omosessuali. Il fatto che ciò sia accaduto in un tradizionale baluardo del cattolicesimo aggiunge al danno la beffa.

Inutile rilevare che il Sì rappresenta solo il 38% della popolazione. Inutile ricordare la concomitanza di fattori eccezionali, tra i quali gli scandali sessuali nella Chiesa e le fortissime pressioni europee. Per i cattolici, il risultato è stato un disastro, le cui ripercussioni deleterie si avvertono ovunque. Mentre gli omosessualisti esultano, molti cattolici sembrano invece sprofondare nello scoraggiamento: se perfino l’Irlanda crolla, non c’è più niente da fare.

Non pochi personaggi ecclesiastici – perfino altolocati – hanno dichiarato di volersi adeguare all’esito elettorale, cioè di volersi piegare alla volontà popolare. Come se la Morale fosse una questione di maggioranze!

E qui tocchiamo un punto nevralgico. Sembra quasi che taluni personaggi abbiano tirato un respiro di sollievo: adesso hanno il pretesto perfetto per gettare la spugna. Tanto, il popolo si è già espresso. Bisogna “prenderne atto”…

No e poi no! La Morale mai sarà un problema di numeri. Il Magistero mai sarà in balìa delle mutevoli inclinazioni dell’opinione pubblica. Qui si tratta di verità insegnate direttamente da Nostro Signore Gesù Cristo, e sulle quali dovremo alla fine renderGli conto.

Il referendum irlandese lascia l’Italia in una situazione allo stesso tempo terribile e sublime. Terribile perché resta l’ultimo paese dell’Europa occidentale a non aver ancora accettato l’aberrazione dei “matrimoni” omosessuali. Sublime perché sulle sue spalle si è posata una responsabilità storica: quella di resistere fino all’ultimo per la maggior gloria di Dio.

A volte Dio lascia la Sua gloria nelle mani di una sola persona. Fu il caso di Giobbe. A volte la lascia nelle mani di una nazione. È il caso attuale dell’Italia.

Se l’Italia saprà essere fedele alla Roma dei Papi, un giorno si potrà dire: Gesta Dei per Italicos. Le grazie pioveranno abbondanti sulla nostra Penisola, mettendo nelle nostre mani le condizioni soprannaturali per la vittoria. Se, invece, anche noi voltiamo le spalle alla Provvidenza…

Sembra che Plinio Corrêa de Oliveira abbia previsto profeticamente proprio questo momento, in un commento sulla situazione italiana poco prima di morire, nel 1995:

“L’opinione pubblica italiana mi sembra divisa in tre blocchi, molto più separati in profondità che non in superficie. Un primo blocco composto dagli indolenti che seguiranno la politica del ‘cedere per non perdere’, e finiranno per cedere a tutti i tradimenti. Poi vi è un blocco intermedio, inerte e senza princìpi, che sarà corroso dai due blocchi agli estremi. Infine, vi è un blocco, piccolo quasi come la palma della mano, formato da quelli che vogliono reagire. Da questo drappello si potrà originare una Riconquista imbattibile!

“Ora, io vedo che la Madonna vuole soccorrere l’Italia. Il fatto che essa resista in alcuni punti essenziali mi sembra già un inizio di soccorso. O noi ci impegniamo a fondo per radunare, formare e lanciare nella battaglia questa minoranza, mettendo le nostre vite al servizio della Madonna che ce lo supplica, o un giorno potremo gemere: finis Italiae!”.

Siamo di fronte a una sfida storica. Affidiamoci alla Madonna Ausilio dei cristiani, come fece S. Pio V all’epoca della battaglia di Lepanto, sicuri che, col Suo aiuto potremo riportare una vittoria ancor più schiacciante di quella del 1571.

Categoria: Giugno 2015

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