2016

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Editoriale: La grande luce di Fatima

 

Siamo entrati nell’anno del Centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, che culminerà il 13 ottobre 2017, anniversario della sesta e ultima apparizione.

Di qua e di là si sentono voci che sembrano voler suggerire che Fatima riguardi esclusivamente avvenimenti accaduti nel secolo XX. Dicono che Fatima sarebbe già compiuta e, pertanto, farebbe ormai parte della storia. Non sarebbe più un tema di attualità né, tanto meno, una finestra verso il futuro.

Di diverso parere è mons. Rino Fisichella, già vescovo ausiliare di Roma. Nell’introduzione al documento del Vaticano «Il Messaggio di Fatima», il quale constata che “Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne”, egli afferma: “Questo tipo di profezie non possono essere considerate compiute. (...) Lo sguardo, quindi, si apre al futuro e lo illumina. (...) La profezia di Fatima rimane aperta”.

A Fatima la Madonna ha fatto un’accurata diagnosi dei mali che affliggono il mondo moderno, offrendo poi una soluzione: penitenza, preghiera e conversione. Ha avvertito su castighi incombenti nel caso l’umanità non si fosse convertita. Alla fine, ha promesso il trionfo del suo Cuore immacolato: un messaggio di tragedia, sì, ma soprattutto di grande e luminosa speranza.

Fatima offre la chiave di lettura più profonda del momento attuale. Offre anche la soluzione ai nostri mali. Perché, allora, la ricorrenza non sembra ricevere la dovuta attenzione? Da parte sua, il Santuario ha già stilato un fitto programma di celebrazioni, compresa una possibile visita di papa Francesco. In molti ambienti di Chiesa, però, non si riscontra lo stesso entusiasmo. Perché?

Senza giudicare singole intenzioni, ci sembra chiaro che esista una ragione di fondo che forse può spiegare tale freddezza: a Fatima la Madonna ha fatto una lettura decisamente negativa della modernità. Il mondo moderno è stato costruito sulla convinzione che, allargando sempre di più la libertà e l’uguaglianza, saremmo giunti alla felicità sulla terra. Si è sviluppata perfino una certa pastorale fondata sull’idea che la modernità sia essenzialmente positiva, e che si tratta semmai di correggere qualche “errorino”.

Dare ascolto alle parole della Madonna di Fatima significa, invece, rigettare la mentalità che è alla base degli aspetti rivoluzionari del mondo moderno; vuol dire intraprendere un cammino di conversione, nel senso proprio della parola, cioè un tornare indietro salvo poi riprendere la buona strada laddove si era lasciata. E la buona strada non è altra che quella della Civiltà cristiana, che si tratterebbe dunque di restaurare.

Vengono in mente le parole di san Remigio a Clodoveo, il giorno del suo battesimo: “Piega la tua testa, o fiero Sicambro, brucia ciò che hai adorato e adora ciò che hai bruciato!”

Questo, però, è un passo forse troppo forte, che il mondo moderno non vuole fare. E intanto le parole della Madonna restano inascoltate.

Categoria: Ottobre 2016

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