2017

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Editoriale

 

Che cosa hanno fatto della Chiesa!

 

Maggio 1969. Plinio Corrêa de Oliveira stava tenendo la “riunione dei ritagli” di sabato sera per soci e cooperatori della TFP brasiliana, nella quale analizzava gli avvenimenti della settimana appena trascorsa. Il tema era la situazione della Chiesa. Una dopo l’altra, le notizie confermavano, con malvagio accanimento, la terribile crisi in cui versava la Sposa di Cristo, scossa fino alle fondamenta in quei conturbati anni del post-Concilio.

A un certo punto, sopraffatto dal panorama, la sua voce si ruppe. E il leader cattolico, l’uomo forte per cui la parola “timore” non aveva senso fuori dalla sua applicazione a Dio, pianse. E pianse in pubblico. Riuscì ancora a esclamare fra le lacrime: “Ah, mia Madre la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana! Che cosa ne hanno fatto!”. E dovette abbandonare il podio, impossibilitato a proseguire…

Unito alla Chiesa da vincoli spirituali che noi a malapena riusciamo a intravedere, e che forse non è fuori luogo qualificare come mistici, Plinio Corrêa de Oliveira provava un profondissimo dolore per quella “autodemolizione” denunciata da Paolo VI nel 1968.

La crisi, però, non lo aveva colto di sorpresa. Anzi. Leader delle Congregazioni Mariane e presidente dell’Azione Cattolica, dagli anni Trenta Plinio Corrêa de Oliveira studiava con attenzione il crescente disfacimento della struttura ecclesiastica. Numerosi suoi scritti dell’epoca mostrano come egli fosse molto attento a questo processo, allora nelle fasi iniziali. Leggiamo, per esempio, in una sua lettera del 1930:

“Mi si accentua ogni volta di più l’impressione che siamo alle soglie di un’epoca piena di sofferenze e di lotte. Da tutte le parti, la sofferenza della Chiesa si fa più intensa, e la battaglia si avvicina sempre di più. (…) Ecco il nostro compito principale: prepararci per il combattimento, e preparare la Chiesa, come il marinaio che allestisce la nave prima della tempesta”.

La tempesta scoppiò nel 1943 quando, di fronte alla crescente infiltrazione neo-modernista e liturgicista in ampi settori del clero e del laicato, Plinio Corrêa de Oliveira scrisse il libro «In difesa dell’Azione Cattolica», la prima denuncia complessiva di ciò che, più di vent’anni dopo, sarà chiamata “crisi post-conciliare”. L’opera spaccò l’epis- copato brasiliano. Mentre venti presuli difesero l’autore, altrettanti gli si schierarono invece contro, in favore del nascente progressismo. La Chiesa era, purtroppo, già largamente infiltrata.

Alla luce della denuncia lanciata da Plinio Corrêa de Oliveira nel 1943, il Concilio Vaticano II appare, semmai, come risultato e punto di rimbalzo della crisi, non certo come la sua origine, come invece viene spesso presentato.

Plinio Corrêa de Oliveira pianse, ma la sua fede rimase salda. Nella summenzionata lettera, egli continuava:

“A quel punto, allora, sorgeranno le forze del male che, simili ai vermi, appariranno nel momento in cui la putrefazione sarà al culmine. Tutta la feccia della società verrà a galla, e la Chiesa sarà perseguitata dappertutto. Però ‘et ego dico tibi quia tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus Eam!’”.

Chiarissimo nel denunciare la crisi, Plinio Corrêa de Oliveira era altrettanto chiaro nel proclamare il suo illimitato amore alla Sposa di Cristo e la sua totale fiducia nel trionfo finale.

“In mezzo a questo caos, solo qualcosa non cambierà. È, nel mio cuore e sulle mie labbra, come in quello di quanti vivono e pensano in sintonia con me, la preghiera: ‘Ad te levavi oculos meos qui habitas in coelis. Ecce sicut oculi servorum in manibus dominorum suorum. Sicut oculi ancillae in manibus dominae suae: ita oculi nostri ad Dominam matrem nostram, donec misereatur nostri’. È l’affermazione dell’immutabile fiducia dell’anima cattolica, in ginocchio, ma incrollabile, in mezzo alla convulsione generale. Incrollabile con tutta la forza di quanti, in mezzo alla burrasca, e con una forza d’animo maggiore di questa, continuano ad affermare dal più profondo del cuore: Credo in Unam, Sanctam, Catholicam et Apostolicam Ecclesiam, contro la quale, secondo la promessa fatta a Pietro, le porte dell’inferno non prevarranno”.

Categoria: Ottobre 2017

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