2018

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Un “soffio nella casa dell’islam”?

 

Secondo un articolo pubblicato nel blog francese «Jésus ou Mohamed», l’islam starebbe franando nei paesi musulmani. Il fenomeno non è molto visibile dai paesi non musulmani. Eppure, ovunque si sente un grande “soffio nella casa dell’islam”. Questo il titolo di un libro dedicato al fenomeno (1), che descrive l’immenso movimento di conversioni al cristianesimo nelle comunità musulmane di tutto il mondo. Questo è un fenomeno senza precedenti nella storia: da quando è nato l’islam, mai prima si erano visti così tanti musulmani convertirsi o tornare alla fede cristiana.

L’entità del fenomeno è difficile da valutare con precisione: la legge della Sharia prescrive la pena di morte per chi lascia l’islam, che alcuni paesi applicano. I convertiti rischiano persecuzioni più o meno gravi, dalla morte all’esclusione sociale. Per esempio, un musulmano convertito deve automaticamente lasciare la moglie musulmana e perde i diritti sui figli. Molte persone devono sopportare la tortura. Il convertito è fonte di disonore per la propria famiglia e non è raro che venga ucciso dai propri parenti. Questo è il motivo per cui così pochi convertiti si dichiarano pubblicamente cristiani. Dal punto di vista musulmano, la conversione a Cristo è molto peggiore dell’ateismo, è paragonabile al tradimento e, quindi, va repressa e, per quanto possibile, mantenuta segreta. Le autorità, d’altronde, tacciono sul fenomeno, per non provocare l’effetto contagio.

Le informazioni sulle conversioni nei paesi musulmani sono pertanto rare. Tuttavia, rimane la possibilità di farsene un’idea:

- dalle testimonianze dei convertiti stessi, o delle chiese che li accolgono;

- dai servizi di giornalisti stranieri o di osservatori nei paesi musulmani, meno sensibili alle pressioni;

- dal successo inaudito dei programmi televisivi cristiani che trattano questo argomento, o che si occupano di criticare l’islam, come quelle del sacerdote copto Zakaria Boutros;

- dalla proliferazione e dal successo delle emissioni su Internet critiche nei confronti dell’islam, realizzate da ex-musulmani;

- dalla reazione delle autorità nei paesi islamici, essenzialmente repressive e diffamatorie.

Purtroppo, commentiamo noi, molte di queste conversioni avvengono al protestantesimo. Il che solleva la questione: invece di proseguire testardamente con l’ecumenismo oltranzista, non farebbero meglio le autorità della Chiesa a favorire il rientro di queste anime nell’unico ovile di Cristo?

 

  1. David Garrison, «Un souffle dans la maison de l’islam», Éditions Première Partie, 2015.
Categoria: Dicembre 2018

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