2018

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Editoriale

Si hodie vocem eius audieritis

 

Il mondo moderno sta scricchiolando da tutte le parti.

Ne sono sintomi i vari terremoti politici, piccoli e grandi, che hanno segnato l’anno appena trascorso: l’exploit della Lega in Italia, l’elezione di Jair Bolsonaro in Brasile, la sorprendente tenuta di Donald Trump, il sorpasso del Rassemblement National di Marine Le Pen su Macron, e ancora altri.

Pur nelle loro peculiarità, questi terremoti hanno due componenti comuni:

- travolta da una reazione tanto vasta quanto profonda, la sinistra politica sta scomparendo ovunque e, concretamente, in Europa;

- questa reazione è oggi maggiormente capitalizzata da realtà non fondate sull’idea di restaurazione della Chiesa e della Civiltà cristiana, bensì su valori laici come identità e sovranità.

Ciò solleva un quesito primordiale: fino a che punto i soggetti che stanno pilotando la reazione – cioè i movimenti identitari, sovranisti, populisti, nazionalisti – traducono fedelmente lo spirito della reazione e vogliono portarla a compimento? Fino a che punto, invece, lo travisano, almeno in parte? Fino a che punto presentano un progetto veramente alternativo di conver- sione morale e di restaurazione della Civiltà cristiana, oppure offrono una mera variante della stessa modernità che dicono di contrastare?

La vera, l’unica soluzione può venire solo da Cristo.

Le tenebre coprivano la terra quando è nato il Salvatore. Fu nella più profonda oscurità di quelle tenebre che Gesù Cristo apparve come una luce. Quale è la missione della luce? Evidentemente, dissipare le tenebre. Difatti, a poco a poco, esse cedettero. E, nell’ordine delle realtà visibili, la vittoria della luce consistette nell’instaurazione di una civiltà cristiana che, al tempo del suo apice e malgrado le imperfezioni inerenti a ciò che è umano, fu un autentico regno di Cristo sulla terra.

Non c’è dimora più povera di una grotta. Non c’è culla più rudimentale di una mangiatoia. Eppure quel Bambino, in quella grotta, su quella mangiatoia, avrebbe modificato il corso della storia!

La nostra epoca è come una valle tenebrosa fra due sommità: la civiltà del passato, dalla quale siamo decaduti attraverso successive catastrofi, e la civiltà del futuro, verso cui avanziamo. E anche questa civiltà dovrà essere fondata sulla luce di Cristo, sulla Sua verità, sulla Sua Persona. Sarà il regno di Cristo, la nuova civiltà cristiana profetizzata da tanti santi, da San Luigi Grignon da Montfort a San Massimiliamo Kolbe e San Luigi Orione.

Anche questa volta, in occasione del Santo Natale, la voce di Cristo risuona nel cuore delle genti, chiamandole alla conversione. Una conversione che non può essere parziale, a rischio di ricascare nelle sciagure che ci hanno portato fin qui. Una conversione che non può non essere totale. A questo ci invita oggi il Bambino Gesù.

Hodie si vocem eius audieritis nolite obdurare corda vestra! Se oggi sentite la sua voce, non chiudere i vostri cuori!

Per aiutarci ad accogliere questa voce, c’è Maria Santissima, inginocchiata a fianco alla mangiatoia, pregando il suo Divin Figliolo per ognuno di noi.

Ecco perché i santi chiamano questa nuova civiltà cristiana Regno di Maria. Sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, promesso a Fatima.

Possa questo Santo Natale 2018 segnare per noi un momento di vera conversione. È l’augurio che rivolgiamo a tutti i nostri cari lettori. Insieme agli auspici per l’Anno Nuovo 2019 pieno delle benedizioni divine, per voi e per le vostre famiglie.

Categoria: Dicembre 2018

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