Gli occhi della Madonna
La Madonna di Guadalupe è un miracolo permanente. A cominciare dalla tilma, fatta di un materiale che avrebbe dovuto marcire secoli fa e che, invece, si conserva intatto. Vi è, poi, la questione dell’immagine stessa, fatta di pigmenti non contenenti alcun elemento conosciuto dall’uomo. Non ci sono tracce di pennellate. L’aspetto più impressionante, però, sono gli occhi, che si comportano come umani.
Nel 1929 il fotografo Alfonso Marcué scoprì nell’occhio destro della Madonna la figura di un uomo con barba (foto sopra). Si pensò subito a Juan Diego. Nel 1951, l’artista José Carlos Salinas Chávez scoprì la stessa immagine sull’occhio sinistro della Madonna, nella posizione corrispondente. Nel 1956, lo scienziato messicano Javier Torroella Bueno fece un primo Rapporto, mostrando come gli occhi della Madonna si comportavano come se fossero vivi, secondo le leggi di Purkinje-Samson: formavano cioè tre diversi fuochi.
Dal 1979 si cominciò ad analizzare gli occhi della Vergine con le nuove tecniche della digitalizzazione e micro-digitalizzazione aiutata dal computer. Il risultato fu sorprendente. Finora sono state rinvenute nella retina della Madonna ben 13 figure: un indigeno con barba (probabilmente Juan Diego), un anziano che rassomiglia all’arcivescovo Juan de Zumárraga, una donna nera (probabilmente una domestica), un giovane (probabilmente l’interprete Juan González), una signora con un bambino fra le braccia e altre. Tutte queste figure corrispondono a personaggi reali che si trovavano di fronte a Juan Diego quando questi aprì la tilma, che ha impressa l’immagine della Madonna.
Un po’ come per la Sacra Sindone, gli studi scientifici sulla tilma scoprono cose sempre più sorprendenti. Ci troviamo di fronte a un miracolo permanente.
