Discorso di chiusura di S.A.I.R. Principe Bertrand d’Orleans e Braganza
Miei cari fratelli d’armi, siamo qui uniti. Alcuni di voi sono qui per la prima volta. Altri sono impegnati in questa lotta da dieci o vent’anni. Io combatto questa battaglia dagli anni Cinquanta.
È senza dubbio la battaglia più gloriosa nella storia della Chiesa. Mai la Chiesa è stata così minacciata. Mai la cristianità è stata così minacciata, non solo dai nemici esterni ma, peggio ancora, da quelli interni.
Nella sua opera fondamentale «Rivoluzione e Controrivoluzione», il dott. Plinio Corrêa de Oliveira mostra come alla fine del Medioevo iniziò un processo rivoluzionario. Allora esisteva una civiltà incentrata su Dio, che era la cristianità medievale. Fu certamente l’apice del cristianesimo.
Tuttavia, a causa dei peccati degli uomini, ci fu una rivoluzione interna che iniziò anche prima della rivoluzione protestante: l’umanesimo. L’uomo in questo momento cessò di avere Dio come punto di riferimento e dimenticò che siamo stati creati per conoscere, amare e servire Dio e quindi salvare le nostre anime. Invece, l’uomo mise se stesso al centro di tutto.
La decadenza dell’umanesimo continuò con la Rivoluzione protestante, poi con la Rivoluzione francese, la Rivoluzione comunista e la Rivoluzione culturale esplosa negli anni Sessanta. Questo processo rivoluzionario incide su tutti e porta alla completa distruzione dei buoni costumi, raggiungendo lo stadio più terribile della barbarie. All’orizzonte spunta già la rivoluzione satanica.
Purtroppo, anche all’interno dell’unica Santa Chiesa Cattolica Romana vediamo che, dopo il Concilio Vaticano II, tutto è permesso tranne i tradizionali costumi cattolici.
La Santissima Vergine ci chiama a un combattimento incruento nel campo delle idee, per servirla, un combattimento per la restaurazione della cristianità affinché ci sia un nuovo Medioevo in cui Nostro Signore Gesù Cristo sia veramente glorificato e la Beata Vergine Maria sia la nostra vera Regina.
Dobbiamo partecipare a questa lotta ideologica con più impegno ed entusiasmo di quanto faremmo se il nemico avesse invaso gli Stati Uniti. Ricordo una mia visita negli Stati Uniti poco dopo l’11 settembre. Ho visto un grande risveglio di entusiasmo. Invece di intimorirsi, gli americani hanno avuto uno scatto di coraggio. Bandiere americane sventolavano ovunque. È stato un risveglio psicologico. Ebbene, oggi serve uno scatto ancor più deciso per difendere la cristianità e la Santa Chiesa cattolica.
Questo incontro costituisce una chiamata al combattimento. La Madonna chiama ognuno di noi; ci invita a questa grande battaglia.
Abbiamo la certezza della vittoria. Questo non solo perché Nostro Signore Gesù Cristo, quando fondò la Santa Chiesa Cattolica, promise che le porte dell’inferno non avrebbero prevalso, ma anche perché la Beata Vergine ha promesso a Fatima che alla fine il suo Cuore Immacolato avrebbe trionfato.
Questa battaglia pone davanti a noi una scelta: possiamo essere eroi o codardi. Possiamo partecipare a questa battaglia per difendere la cristianità, oppure possiamo avere una vita comoda ma vergognosa, ignorando tutti gli insulti e gli attacchi che vengono scagliati contro Nostro Signore e la Madonna, e indifferenti a tutto ciò che viene fatto per distruggere la Santa Chiesa Cattolica.
Siete invitati a questa battaglia.
Ricordo un bellissimo fatto storico, accaduto in un posto che alcuni di voi avete visitato di recente: Covadonga, Spagna.
La Spagna era in decadenza ed era stata invasa dai mori. I musulmani dominavano completamente il paese. Vescovi e preti cattivi ripetevano ai cattolici che non dovevano combattere bensì abituarsi al dominio musulmano. Dicevano che combattere avrebbe implicato versare troppo sangue.
Rimase appena il principe Don Pelayo con alcuni uomini fedeli decisi a lottare a tutti i costi. A un certo punto, furono accerchiati sulle montagne. Le probabilità erano dieci a uno. Il principe andò a pregare la Beata Vergine nelle profondità di una grotta. Raccontano le cronache che la Madonna gli apparve, assicurandogli la vittoria.
Pelayo tornò trasfigurato e fece una proclamazione solenne: “Spagnoli eroici, figli di padri invincibili, vivrete nell’ozio in mezzo a questa tempesta. Non vedete che il Cielo ha dichiarato vendetta e la vuole per le vostre mani? Cosa aspettate? Scagliatevi come leoni su questi infedeli!”. E ci fu la battaglia di Covadonga, la prima vittoria della Reconquista.
Eccoci oggi in una nuova Covadonga. I membri della TFP siamo qui riuniti da tutto il mondo, certi che Nostro Signore desidera servirsi di noi per restaurare la cristianità. Dobbiamo scegliere: vogliamo essere eroi o codardi? Sappiamo come scegliere la parte migliore. Siamo eroi per difendere la civiltà cristiana e la Chiesa!
C’è una cosa che posso garantire. Ai miei 83 anni di età e quasi 70 di combattimento, niente è stato più interessante della difesa della cristianità. Non c’è niente di più interessante che combattere contro la Rivoluzione.
Già in questa vita, abbiamo una consolazione. Possiamo dire con San Paolo: ho combattuto la buona battaglia, ora, Signore, concedimi la ricompensa della tua gloria. Questa è la battaglia a cui tu, che sei qui per la prima volta, sei invitato.
Seguiamo l’esempio di San Michele, quando l’infernale Lucifero lanciò il suo grido “Non serviam”, ed egli rispose “Quis ut Deus!” Quella fu la prima battaglia della storia.
Ora, siamo in una battaglia simile. Dobbiamo dire “Praesto sum!”, sono pronto per la battaglia. Andiamo tutti a combattere per la Madonna!
