La Germania ci ripensa sul nucleare

 

“Abbiamo fatto due errori. Il primo nel 2011 quando abbiamo deciso di uscire dal nucleare. Il secondo grosso errore, terribile per la nostra economia, è stata la decisione di chiudere gli ultimi tre reattori nell’aprile 2023. Non avremmo mai dovuto farlo, è stato folle e ha danneggiato la nostra industria”. Ecco quanto ha dichiarato Friedrich Merz, leader della CDU tedesca.


Il fatto è che, nonostante la martellante campagna propagandistica, poco più del 50% dei tedeschi crede che la decisione del Governo Merkel sia stato un grosso errore. Ormai si tratta di un’opinione bipartisan. Dall’altra sponda politica Robert Habek, rappresentante dei Verdi, afferma: “È stata una decisione meramente politica con conseguenze importanti per l’industria e per il Paese”.


A proposito, la Germania ha commesso due madornali errori strategici: affidarsi alle “fonti rinnovabili”, dalla tecnologia ancora sperimentale e dai risultati più che incerti; e mettersi nelle mani di una potenza straniera, nella fattispecie la Russia di Putin, per l’approvvigionamento di gas. Il tutto per adeguarsi a un’ideologia, quella “verde”, che gli ultimi sviluppi hanno messo irrimediabilmente in crisi. Adesso ne sta pagando le conseguenze. La Germania è tornata ad essere il grande “malato d’Europa”.


Partiti follemente per lottare contro il cambiamento climatico, i tedeschi si ritrovano adesso con un Paese a pezzi. I mille miliardi di sussidi per passare alla “green economy” cominciano a gravare non solo sul bilancio dello Stato ma, quel che è peggio, su quello famigliare.


Per sostituire il nucleare sparito, la Germania ha dovuto bruciare combustibili fossili, emettendo nel 2024 dieci volte più CO2 della Francia che, guarda caso, usa il nucleare. Ha dovuto anche importare energia, gravando ancor di più sulla bilancia commerciale. Il tanto decantato eolico si è dimostrato incapace di sostituire il nucleare. Non si può, infatti, comandare il vento, che soffia quando vuole. Né si può comandare il sole di brillare, nel caso del fotovoltaico.


Merz, che probabilmente sarà il prossimo Cancelliere tedesco, sostiene che la scelta della Merkel va rivalutata: “Cercheremo di capire se i reattori fermati possono essere riavviati, o se dovremo costruirne di nuovi”.


In ogni caso, l’ideologia green ne esce pesantemente sconfitta.


(Cfr. Giuseppe Zollino, “In Germania ormai tutti riconoscono l’errore sul nucleare”, Il Foglio, 23 gennaio 2025)