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Editoriale

Un “nuovo ciclo cristiano”?

Stiamo entrando in un “nuovo ciclo cristiano”? Ecco la domanda che si pone mons. Héctor Aguer, vescovo emerito di La Plata, Argentina. Secondo il prelato, bisogna sfrattare il falso mito che la Tradizione rappresenta una catena di abitudini che attira soltanto i vecchi mentre i giovani sarebbero invece attratti dalle novità.

Si tratta di una mitologia che ha regnato incontrastata nella Chiesa durante i decenni post-conciliari e che i neo-modernisti hanno interpretato come voce dello Spirito Santo, ma che oggi, con i loro seminari e noviziati vuoti, viene smentita alla base, minando così tutta la loro costruzione ideologica.

Mentre i loro seminari si svuotano, un crescente numero di giovani si orienta, invece, verso la Tradizione.

Secondo Mons. Aguer, oggi assistiamo a una gradita sorpresa: “In quelle regioni dove ha regnato incontrastata la sindrome post-conciliare, folle di giovani stanno scoprendo con gioia la Tradizione di un tempo e l’abbracciano come realtà autentica di una Chiesa che fiorisce, per portare frutto nella società contemporanea. Inizia così un nuovo ciclo cristiano”.

Questo fenomeno mina tutta la costruzione ideologica neo-modernista, fondata sul mito dell’aggiornamento: bisogna adattarsi al mondo moderno per essere sempre giovani e dinamici. Se questo mito crolla, cade a terra tutto l’edificio ideologico.

In questo numero della rivista diamo alcuni esempi di questa rinascita cattolica.

Certo, una rondine non fa primavera. Ma noi dobbiamo essere sempre in attesa di ravvisare qualche segno speranzoso della grazia divina, per sostenerlo, favorirlo, irrobustirlo e portarlo alle sue ultime conseguenze, proprio per amore e fedeltà alla Santa Chiesa Cattolica. Questi piccoli segni sono come i cinque pani e due pesci che, moltiplicati dalla grazia divina, possono portarci verso la restaurazione della Chiesa e della Civiltà cristiana.

Scrive mons. Aguer: “Sono i giovani che rendono visibile oggi la Tradizione della Chiesa come testimoni di essa. Come si spiega questo fenomeno se non nel Mistero della Provvidenza e della presenza permanente e compiuta del Signore: ‘Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo’? È su questa parola che si fonda la nostra serena Speranza”.

Proprio la stessa frase citata da Plinio Corrêa de Oliveira quando spiega l’invincibilità della Contro-Rivoluzione: “Ci si può chiedere che valore abbia questo dinamismo [della Contro-Rivoluzione]. Rispondiamo che in tesi è incalcolabile e certamente superiore a quello della Rivoluzione. Omnia possum in eo qui me confortat (Fil. 4,13).  Quando gli uomini decidono di collaborare con la grazia di Dio allora nella storia si producono meraviglie”.

Una verità che va ricordata ancora una volta di fronte alla terribile situazione che affrontiamo, nella quale più di uno rischia di perdersi d’animo.