Il sublime segreto di una Dama cattolica
di Carlos Vitor Santos Valiense
“Ho cominciato a leggere queste pagine ignorando totalmente l’altissimo valore del contenuto. Ciò che inizialmente era una semplice curiosità è
maturato velocemente diventando una franca simpatia, che è andata man mano crescendo fino a sfociare in ammirazione e stupore. Più che la
biografia di una donna straordinaria, stavo leggendo la vita di una vera santa, nella pienezza del termine”.
Questo l’incipit del parere scritto dal celebre teologo spagnolo Antonio Royo Marín, O.P., su una biografia di Lucilia Corrêa de Oliveira.
“La virtù – scrisse mons. François Trochu – passa facilmente dal cuore delle madri al cuore dei figli”. Plinio Corrêa de Oliveira deve molto alla mamma: dalla Fede cattolica, apostolica e romana, alla formazione del suo carattere, fondamentalmente opposto alla modernità rivoluzionaria. Da lei Plinio ebbe l’impronta spirituale che segnò la sua vita: “Lei mi spinse sulle vie della Fede cattolica fin dove arrivarono le sue braccia”.
Lucilia Corrêa de Oliveira fu, soprattutto, una dama. Una dama che seppe mantenere il suo rango aristocratico con uno spirito che derivava dal suo intenso amore a Dio, secondo la famosa formula di S. Ignazio di Loyola: “Soyons distingués ad maiorem Dei gloriam”. In contrasto con lo spirito laico e ugualitario, Donna Lucilia rappresentò in modo esimio l’ideale di dama cattolica.
In un’epoca in cui non c’è quasi autenticità, molti potrebbero chiedersi: che importanza ha parlare di una persona che non ha avuto risalto storico, non è canonizzata, non è conosciuta ed è stata una semplice madre e casalinga?
La risposta diventa categorica se guardiamo alle madri vere, semplici, sconosciute e non canonizzate. Dal loro anonimato non dedurremmo, ad esempio, che abbiano formato un grande santo, come san Giovanni Bosco. Oppure se guardassimo l’elenco delle sante madri, non dedurremmo che necessariamente abbiano avuto dei figli grandi, come un Sant’Agostino o una Santa Teresa del Bambino Gesù.
Santa Monica e Mamma Margherita sono due esempi noti: chi sarebbe sant’Agostino se non fosse per la fede di sua madre e la fiducia nella sua conversione? Chi sarebbe San Giovanni Bosco se sua madre, con le virtù che la rendevano una donna forte e determinata, preparata a una vita difficile, non gli avesse dato la formazione che gli ha dato? Si realizza così la massima evangelica: «L’albero si riconosce dal suo frutto».
Carattere di donna Lucilia
Donna Lucilia Ribeiro dos Santos Corrêa de Oliveira, madre del dott. Plinio, fu la figura perfetta di figlia, madre, zia e nonna, cattolica fino in fondo, monarchica e tradizionalista, che mai acconsentì all’allentamento dei costumi né alle mode stravaganti del tempo. Da questo albero frondoso non poteva nascere altro frutto che un grande uomo cattolico. Il suo ruolo di madre è stato essenziale nella formazione di Plinio Corrêa de Oliveira: “Spesso mi chiedo se sarei stato l’uomo calmo che sono se l’affetto di mia madre non mi avesse accompagnato continuamente. Posso dire di lei che era dignità senza fortuna, dolcezza senza viltà, intransigenza senza rigidità, nobiltà senza arroganza”.
Crociato e polemista
Suo nipote Adolpho Lindenberg, presidente dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, ricordando la sua defunta zia, ha detto in un’intervista: “Non commento quasi mai il modo di essere di zia Lucilia. Tuttavia, quando si presenta una buona opportunità, sono felice di parlarne. Per chi non la conosceva personalmente, non è facile comprendere appieno la sua figura. Mi colpiva molto, oltre alla sua gentilezza e tranquillità, la forza del suo sguardo. Era lo sguardo di una persona schietta e onesta con una superiorità unica. Chi non era retto e onesto poteva addirittura sentirsi in imbarazzo in sua presenza. Era uno sguardo dolcissimo, molto gentile, ma a chi non aveva la coscienza in pace non piaceva affatto! Sarebbe l’incontro di sguardi tra una persona virtuosa e un’altra senza virtù. Sono rimasto molto colpito dal suo sguardo, che incoraggiava le persone ad affrontare le difficoltà della vita”.
Fu sotto lo sguardo di donna Lucilia che Plinio imparò fin da bambino a guardare l’unico ideale della sua vita: il Sacro Cuore di Gesù. Guardandola negli occhi alla luce di questo ideale, egli poté comprendere tutto ciò che era contrario a Lui e voleva portarlo alla rovina. Fu così che egli prese la decisione di lottare contro tutto ciò che avversava il Sacro Cuore di Gesù. Non gli fu difficile allargare poi questa militanza alla realtà, mille volte sacra, emersa dal suo costato aperto: la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana.
Plinio fece dei nemici della Chiesa i propri nemici, come dice il Salmo 139, 21,22: “Non odio, forse, Signore, quelli che ti odiano e non detesto i tuoi nemici? Li detesto con odio implacabile come se fossero miei nemici”. La necessità rese Plinio un grande polemista e fece della sua vita una vera crociata contro i mali del mondo moderno. Un critico letterario, leggendo le sue opere, noterà fin dall’inizio lo spirito combattivo delle sue parole e, allo stesso tempo, l’aria cavalleresca del suo discorso.
Alla scoperta di donna Lucilia
Donna Lucilia ebbe una vista discreta e ritirata, accompagnando il figlio solo in qualche occasione pubblica importante. Nel 1967 Plinio Corrêa de Oliveira si ammalò gravemente. La sua casa si riempì naturalmente di amici. Profondamente angosciata, e già alla veneranda età di 92 anni, donna Lucilia accoglieva tutti con gli usi dell’antica aristocrazia paulista, mostrando il suo affetto materno, la sua rassegnazione cristiana, la sua illimitata bontà di cuore e la sua dolcezza affascinante. Per tutti coloro che visitarono in quell’occasione la casa del dott. Plinio fu una gradita sorpresa e, comprensibilmente, anche una gioia per l’anima.
Il dottor Plinio non era ancora del tutto guarito quando Dio chiamò a sé sua madre. Da allora ad alcune persone è venuto in mente di chiedere la sua intercessione presso Dio, e si sono ritrovate esaudite. In ringraziamento, hanno cominciato a decorare il suo tumulo nel cimitero della Consolazione in segno di rispetto e gratitudine. Niente di più naturale. Come era naturale che raccontassero tutto ciò ai propri amici. E altrettanto naturale è stato il graduale aumento del numero di coloro che si recano a pregare sulla sua tomba. Si tratta di una tomba molto semplice, che contrasta con i fastosi monumenti presenti in quel camposanto. Era come se, di là della morte, donna Lucilia continuasse a essere ciò che era sempre stata: una madre cattolica, sempre attenta ai bisogni dei propri figli.
Interrogato su questi cenni di rispetto alla sua defunta madre, il dottor Plinio così rispose al Direttore di un importante quotidiano paulista: “Tocca a me, come figlio, oppormi a questo, che lungi dall’essere ridicolo o stravagante, è – per chi ha fede – profondamente rispettabile? Sarebbe utile se cercassi in qualche modo di privare di questo sostegno morale le persone tormentate dalle tribolazioni di una vita di lotta in mezzo ai tumulti del mondo contemporaneo? Di fronte a fatti ai quali ho assistito con discrezione, senza però incoraggiarli, toccava solo a me restare silenzioso, riverente, commosso e grato. Insisto: al posto mio, quale figlio non farebbe una cosa del genere? [...] Chiedere l’intercessione di una persona morta piamente non ha il significato intrinseco e necessario di proclamarla santo d’altare. La dottrina cattolica insegna che è legittimo che i fedeli ricorrano all’intercessione di coloro che li hanno preceduti in signum fidei, soprattutto quando, con la loro condotta o con le loro parole, li hanno incoraggiati alla virtù e li hanno così avvicinati a Dio. Su questo principio generico si basano, ad esempio, le note richieste alle anime del Purgatorio, quando i fedeli le sottopongono”.
Il sublime segreto di donna Lucilia
Lo spirito rivoluzionario non crede nell’armonia come condizione naturale dei rapporti umani. Crede solo nell’interesse o nella paura. Donna Lucilia insegnava, col discreto charme della sua presenza, che il convivio umano è fatto invece di affetto reciproco. Soleva ripetere: “Vivere è stare insieme, guardarsi e volersi bene”. E ciò è l’opposto dello spirito rivoluzionario. Volersi bene è volere il Bene e, quindi, la Verità. E la Verità si trova solo nella Santa Chiesa.
La Madre è la quintessenza della famiglia, la quintessenza dell’amore, la quintessenza dell’affetto, la quintessenza della bontà e della misericordia. Ecco il sublime segreto, se così si può dire, di donna Lucilia Corrêa de Oliveira.
