Rivoluzione e Contro Rivoluzione

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Prefazio alla prima edizione francese di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, 1959

 

S.A.I.R. il Principe Don Pedro Henrique di Orléans e Bragança

 

Préface

 

La caduta della monarchia brasiliana nel 1889 obbligò il mio bisnonno, l’imperatore don Pedro II a prendere la via dell’esilio con tutta la famiglia. Dopo un breve soggiorno in Portogallo, dove ebbe il dolore di perdere la moglie, l’imperatrice donna Thereza Christina [Maria Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie], don Pedro si stabilì a Parigi insieme alla figlia, la principessa Isabel, erede della corona, al genero, il conte d’Eu, e ai loro tre figli. Gaston d’Orléans, conte d’Eu, figlio maggiore del duca di Nemours, principe francese di nascita e di cuore, sposo dell’erede al trono del Brasile [Isabel di Bragança, si era affezionato profondamente alla patria d’adozione, che servì con tutto il cuore e con coraggio. Il suo ruolo nalla guerra fra il Brasile e il Paraguay fu preponderante. La vittoria finale riportata dall’eroico esercito imperiale, del quale era il generale in capo, fu, in larga misura, frutto della sua chiaroveggenza, della sua bravura e delle sue qualità di perfetto militare.

Mio padre, il principe Luíz, nato a Petropolis nel 1878, aveva dodici anni quando, con i genitori, lasciò il Brasile. Fece gli studi a Parigi, in via des Postes, e passò quasi tutta la sua esistenza in Francia, dal momento che la legge d’esilio non gli permetteva di risiedere nel paese natale, che tanto amava.

Trovò in Francia, terra di san Luigi, dal quale discendeva in linea maschile, la propria seconda patria, a cui si legò profondamente pur conservando la nazionalità brasiliana. Qui vi ritrovò tutte le tradizioni della sua famiglia. Durante la Prima Guerra Mondiale, quando il Brasile e la Francia lottarono fianco a fianco contro la Germania, non potendo servire né nell’eccellente esercito brasiliano né nel glorioso esercito francese, indossò l’uniforme inglese e, prendendo parte attiva alle operazioni, si distinse per il coraggio e gl’innumerevoli servigi resi come ufficiale di collegamento all’esercito francese e a quello inglese. Morì poco dopo il ristabilimento della pace, per le conseguenze di una malattia contratta nelle trincee dell’Yser, avendo così compiuto il proprio dovere verso la sua patria lontana e pagato il tributo del proprio amore ardente per il paese dei fiori di giglio.

Mio padre mi ha lasciato in eredità l’amore per la Francia, dove ho vissuto lunghi anni, avendola lasciata solo dopo la revoca della legge d’esilio che pesava sulla famiglia imperiale. Devo dire che, nel 1922, calpestavo per la prima volta, con un sentimento d’indicibile emozione, il suolo della mia patria meravigliosa, dove dovevo più tardi stabilirmi per meglio servirla, nel suo continuo progresso, sforzandomi di mantenervi l’influsso così necessario dei valori cristiani, di ordine morale e storico, che rappresento nella mia qualità di depositario delle tradizioni dell’Impero brasiliano.

E dalla mia patria oggi penso alla Francia, a tutto quanto le devo, a tutto quanto mi ha così generosamente dato. Da qui oggi soffro con lei quando soffre e gioisco quando un avvenimento gioioso la fa gioire. Penso al suo glorioso passato, alla sua gloriosa tradizione di figlia primogenita della Chiesa, a tutto quanto rappresenta per il mondo cristiano, a tutto quanto il mondo cristiano attende ancora da lei.

La traduzione del saggio sulla Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione, che oggi offro alla Francia, sia testimonianza del mio affetto e della mia riconoscenza verso di lei.

L’autore di questo saggio, il professor Plinio Corrêa de Oliveira, è uno dei più eminenti pensatori cattolici del tempo presente. Titolare della cattedra di Storia Moderna e Contemporanea nella Pontificia Università di San Paolo, già deputato federale eletto nella Lega Elettorale Cattolica, appartiene a una delle più illustri famiglie dell’aristocrazia rurale brasiliana, che, nel corso della nostra storia, si è sempre distinta per il valore e il patriottismo degli uomini che ha dato al paese. Fra questi si può citare il consigliere João Alfredo Corrêa de Oliveira [1835-1915], presidente del Consiglio dei Ministri, autore della legge di abolizione della schiavitù in Brasile, che mia nonna, la principessa Isabel, firmò quando, in assenza del padre, era reggente dell’Impero.

Plinio Corrêa de Oliveira, con una perfetta conoscenza dei documenti pontifici, nel 1943 pubblicò un libro intitolato Em Defesa da Ação Católica. Quest’opera ha valso all’autore i più grandi elogi di Papa Pio XII. Questi gli furono espressi in una lettera a lui indirizzata dall’attuale cardinale Montini, allora Sostituto alla Segreteria di Stato.

Sembra che la situazione estremamente grave nella quale si trova la civiltà cristiana, in Francia come indubbiamente in tutto l’Occidente, sia dovuta al fatto che quanti lottano contro la Rivoluzione non hanno sempre una visione profonda, organica e strutturata della sua natura. Ne deriva una dispersione di sforzi incontestabilmente molto meritori in campi d’azione secondari, senza collegamenti fra loro, il che genera malintesi e urti.

Profondo conoscitore di autori quali Joseph de Maistre, de Bonald, Louis Veuillot et Donoso Cortés, il professor Plinio Corrêa de Oliveira ci presenta la Rivo­luzione nel suo aspetto essenzialmente anti-cristiano, nella sua unità attraverso la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione Francese e, infine, il comunismo. Egli stu­dia il carattere di fenomeno universale che rappre­senta con la sua estensione geografica e con la sua in­fluenza profonda in tutti i campi dell’attività umana, e insiste sul suo aspetto fondamentalmente anti-cristiano e amorale. Dopo questa esposizione, traccia uno schema estrememente chiaro ed efficace della Contro-Rivoluzione, con il quale distrugge completamente un’affer­mazione tanto cara ai «cripto-rivoluzionari» attuali, secondo i quali non si può lottare per la Contro-Rivoluzione senza provocare scosse e traumi violenti e dolorosi quanto quelli prodotti dalla Rivoluzione stessa.

Questo saggio ha il merito di arricchire con nuove prospettive dottrinali molto importanti l’argomento già trattato in passato da altri autori. Inoltre, attualizza lo studio della Rivoluzione e della Contro-Rivo­luzione analizzando diversi problemi nati nel corso di quest’ultimo quarto di secolo, cioè fra il declino del primo dopo guerra e gli avvenimenti più recenti dei nostri giorni. Quindi a ragione mons. Antonio de Castro Mayer, vescovo di Campos, uno dei migliori teologi del Brasile, ha detto che il presente studio dev’essere considerato come un avvenimento nel campo della cultura cattolica contemporanea.

Rivoluzione e Contro-Rivoluzione non è soltanto l’espressione di un pensiero individuale. Essa è, con la lettera pastorale Problemi dell’Apostolato Moderno di mons. Antonio de Castro Mayer, l’espressione del pensiero di Catolicismo, rivista cul­turale pubblicata a Campos, nello Stato di Rio de Janeiro, attorno alla quale si raccoglie un cenacolo di scrittori, di pen­satori e di uomini d’azione, il cui ideale, da fedeli ser­vitori quali sono della nostra santa Madre Chiesa, è la lotta contro la Rivoluzione sul terreno dei princìpi e dell’arte. L’influenza crescente di questo cenacolo è uno dei fatti più caratterizzanti dell’attualità brasiliana.

 

(Don Pedro Henrique di Orléans e Bragança, Préface a Plinio Corrêa de Oliveira, Révolution et Contre-Révolution, trad. francese, Éditions Catolicismo, Campos (Rio de Janeiro), 11 février 1960, pp. 11-15. Don Pedro Henrique de Orléans e Bragança et Bourbon, nato a Boulogne-Billancourt, in Francia, il 13 settembre  1909, e deceduto a Vassouras, in Brasile, il 5 giugno 1981, principe di Orléans e Bragança dal 1909 al 1921, principe del Grão-Pará dal 1909 al 1920, Principe Imperiale del Brasile dal 1920 al 1921, dopo la morte del padre capo della Casa Imperiale del Brasile dal 1921 in avanti, dopo la morte del nonno, all’età di 12 anni, con il sostegno dei monarchici e dello zio, don Pedro de Alcântara de Orléans e Bragança (1875-1940). Primogenito di don Luís di Orléans e Bragança (1878-1920), Principe Imperiale del Brasile, e di donna Maria Pia della Grazia Chiara Anna, principessa di Borbone delle Due Sicilie (1878-1973), principessa reale delle Due Sicilie, aveva sposato il 19 agosto del 1937 la principessa Maria Isabel di Baviera).

 

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Prologo alla pubblicazione di Rivoluzione e Contro-Rivoluzione sulla rivista Cristiandad, Spagna, 1959

 

 

Fernando Serrano Misas

 

Prologo

 

Cristiandad, che mantiene rapporti tanto cordiali e s’identifica con gli ideali della rivista Catolicismo di Campos, in Brasile, se compiace di collaborare alla diffusione di ideali sostenuti dalla stessa attraverso la pubblicazione spagnola del testo che, con il títolo Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, è comparso sul n. 100 di questa rivista.

Valgano come brevi parole di commento i seguenti paragrafi della lettera inviata loro immediatamente dopo la lettura.

«Credo fermamente che possa fare molto bene. Oso augurarle grandi successi e, insieme, prevedo che solleverà forti difficoltà, da un lato forse necessarie e convenienti, dal momento che si può lavorare affinché così magnifiche e ben coordinate verità siano prima conosciute e poi meditate tanto attraverso la loro accettazione che per opposizione.

«La forza del sillogismo presentato nel suo lavoro che inevitabilemente obbliga a pensare, ad auto-analizzarsi e infine a schierarsi nell’una o nell’altra delle posizioni che di fronte alla Rivoluzione — Rivoluzione con la maiuscula, come diceva padre Orlandis, dal momento che è una e unica — in esso vengono definite.

«Per i buoni è incoraggiante perché aiuta a vedere dove vanno e da che cosa si devono guardare.

«Per i deboli e i temporeggiatori sarà indubbiamento molto più sgradevole, perché con la chiarezza delle definizioni, smaschera questi e spinge quelli a uscire dalla comoda rilassatezza».

 

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Foreword alla 1a edizione statunitense, 1972

 

John Steinbacher

 

Foreword 

 

Questo libro è un catechismo contro-rivoluzionario.

La storia ha registrato catechismi rivoluzionari nel passato: Mein Kampf di Adolph Hitler, Das Kapital di Karl Marx e il Catechismo Rivoluzionario di Necaev. Ma non vi era mai stato un libro come quello che il lettore sta per leggere — dal momento che nessuno fra i combattenti per la libertà, Dio e la civiltà cristiana occidentale ha mai pensato prima lungo tali filoni.

Ma ora il tempo è giunto, nel quale le forze che si oppongono alla disintegrazione della società occidentale devono iniziare a pensare nei termini espressi così lucidamente nelle pagine che seguono.

Quando questo libro fu pubblicato per la prima volta in America Latina, divenne un immediato evento letterario e furono vendute moltissime copie. Moltissimi giovani sono scesi per le strade a sostegno della causa che esso rappresenta. Non è eccessivo credere che la stessa cosa accadrà negli Stati Uniti.

I non cattolici possono inizialmente rimanere un po’ offesi di fronte all’insistenza del professor Oliveira sul fatto che le forze rivoluzionarie furono scatenate al tempo della rivolta protestante contro la Chiesa Cattolica, rivolta che non poté essere contenuta nei limiti della religione. Infatti, la sua opinione in questo libro è che il protestantesimo è la spesso involontaria spada per le forze che distruggeranno realmente, a meno che non vengano controllate, sia il protestantesimo che il cattolicesimo.

I protestanti — e le persone di qualsiasi altra fede non cattolica — ignorano questo libro a loro rischio e pericolo. Non è sufficiente derubricare il messaggio del professor Oliveira come, semplicemente, le conclusioni di uno scrittore favorevole al cattolicesimo. Piuttosto, i protestanti considereranno, se saranno onesti, quanto egli ha da dire alla luce delle prove storiche che presenta.

In aggiunta, i protestanti che assimileranno i contenuti di questo libro saranno meglio attrezzati per discutere con i cattolici progressisti che sono dannatamente disposti a distruggere qualsiasi cosa la Chiesa Cattolica ha creduto per 2.000 anni, e saranno armati contro quei neo-cattolici che stanno usando la Chiesa per lanciare la loro parte di Rivoluzione contro l’ordine sociale. Ci riferiamo, qui, a uomini come un don Groppi, un César Chavez o un don William DuBay, insieme a quei progressisti che hanno ideato l’anticristiano — come pure anticattolico — Catechismo Olandese.

La prima parte di questo importante documento definisce il ruolo del rivoluzionario contro Dio nella nostra società, in termini che la persona media può intendere. Attingendo da fonti storiche, il professor Oliveira prova conclusivamente che il mondo occidentale è oggi assalito da una grande crisi rivoluzionaria che sta attaccando le fondamenta stesse della Cristianità Occidentale. Dovesse alla fine tale Rivoluzione avere successo, la morte dell’Occidente sarà istantanea e completa.

Ma la sezione più importante di questo libro riguarda la Contro-Rivoluzione, con una chiamata a combattere in tutti i campi rivolta a quanti vogliono combattere spalla a spalla contro le forze del male ai nostri giorni e lottare fino alla morte per Cristo e per l’ordine cristiano.

In Brasile e in altri paesi dell’America Latina, moltissimi giovani sanno che cosa significa essere un contro-rivoluzionario. Non solo i militanti delle TFP fanno propaganda per le strade a favore della causa della libertà di Dio, ma essi sono pronti, desiderosi e capaci di affrontare il nemico in confronti di auto-difesa, faccia a faccia e fisicamente, confronti che accadono, regolarmente, quando la gentaglia comunista cerca d’interrompere uno degl’incontri dell’organizzazione conosciuta come Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP), che è capeggiata del professor Oliveira.

Quanti hanno letto il mio libro The Conspirators: Men against God, comprendono il signi­fi­ca­ti­vo ruolo giocato dalla TFP in nazioni come il Cile, il Perù e il Brasile — e conoscono il bisogno urgente del medesimo tipo di spirito contro-rivoluzionario negli Stati Uniti.

I conservatori americani si lamentano continuamente per il fatto di voler fare qualcosa di concreto in merito alle forze rivoluzionarie che sono state scatenate negli Stati Uniti. Si sentono frustrati perché le organizzazioni dicono semplicemente loro di continuare ad acquistare libri, a leggere e a passare pubblicazioni ad altri.

Senza minimizzare l’importanza dell’istruzione, il professor Oliveira chiarisce che l’istruzione delle masse è solo una piccola parte del programma contro-rivoluzionario.

Chi è, allora, un contro-rivoluzionario? Chi «— conosce la Rivoluzione, l’Ordine e la Contro-Rivoluzione nel loro spirito, nelle loro dottrine, nei loro rispettivi metodi.

«— Ama la Contro-Rivoluzione e l’Ordine cristiano, odia la Rivoluzione e l’«anti-ordine».

«— Fa di questo amore e di quest’odio l’asse intorno al quale gravitano tutti i suoi ideali, le sue preferenze e le sue attività».

In ultima analisi, non vi sono persone neutrali nella battaglia fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione. Vi saranno non combattenti, le cui fedeltà andranno, a un livello più o meno alto, a questo o a quello schieramento — e sono questi semi-rivoluzionari o semi-contro-rivoluzionari che possono essere utili se totalmente guadagnati a una schiera o all’altra.

Oliveira chiarisce che conquistare le masse di persone non è l’obiettivo iniziale del contro-rivoluzionario, e che quest’ultimo non dovrebbe scoraggiarsi quando sembra che la maggior parte delle persone sono contro di lui. Con le parole del professor Oliveira, «[...] uno studio attento della storia ci mostra che a fare la Rivoluzione non sono state le masse. Esse si sono mosse in senso rivoluzionario perché avevano davanti a sé élite rivoluzionarie. Se avessero avuto davanti a sé élite di orientamento opposto, probabilmente si sarebbero mosse in senso contrario. Il fattore «massa» [...] è secondario; il fattore principale è la formazione delle élite». Non vi è dubbio che l’ultima metà di questo libro sia in sé il più importante documento mai scritto, a parte la Bibbia, poiché dice a chiare lettere e in modo inequivocabile esattamente come la civiltà cristiana può essere salvata da questa generazione. E lo dice passo passo, spietatamente e implacabilmente.

Il professor Oliveira getta il guanto di sfida a coloro che, appartenenti alla sinagoga di Satana, profanano tutto ciò che vi è di più santo con la loro semplice presenza e che si fanno beffe del sacrificio di Cristo sulla croce, spesso nel nome della «religione». E di fronte a questo odio metafisico nei confronti di Dio, della virtù e della Verità il contro-rivoluzionario deve stare in piedi, con la schiena contro la porta, la sua spada della verità in mano, combattendo la buona battaglia con la piena consapevolezza di combattere la battaglia di Dio contro le forze dell’Abisso.

E il contro-rivoluzionario, sentendosi spesso da solo nella sua lotta titanica — sia fisica che spirituale — può trovare conforto nelle parole del Vangelo: «Omnia possum in eo qui me confortat», «Tutto posso in colui che mi dà forza».

In tale spirito, la Contro-Rivoluzione avrà successo. Questo è il tuo catechismo. Usalo bene e con saggezza in questo combattimento mortale.

 

(Foreword a Plinio Correa de Oliveira, Revolution and Counter-Revolution, trad. inglese, Educator Pubblications, Fullerton (California) 1972, pp. 7-10, trad. it. di Ignazio Cantoni. John Stenibacher. Eminente giornalista televisivo e radiofonico, scrittore e saggista.)

 

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Prologo all'edizione romena, 1990

 

Eugenia Adams-Mureşanu

 

Prologo

 

Nonostante siano passati tre decenni dalla pubblicazione del libro Rivoluzione e Contro-Rivoluzione — un best-seller per molti anni —, esso continua a essere più attuale che mai. Dopo essere stato tradotto in spagnolo, francese, inglese e italiano, giungendo a più edizioni, ora si sta facendo strada anche nell’Est Europeo. Il cambiamento brusco deciso dalla Provvidenza ha aperto nuovi orizzonti nella storia delle nazioni fino a ieri prive di libertà.

In seguito al prodigioso successo ottenuto con la pubblicazione di questo studio, l’autore, il professor Plinio Corrêa de Oliveira, leader mariano eminente del Brasile, ha fondato nel 1960 la TFP, Società per la Difesa della Tradizione Famiglia e Proprietà. L’attività di questa Società, messa a servizio della Civiltà Cristiana, ha ispirato la gioventù nel mondo in modo così diffuso che si sono formate Società simili, autonome, in undici paesi d’Europa, dell’America del Nord e del Sud.

Su Rivoluzione e Contro-Rivoluzione si è detto che è «[...] del calibro di un’enciclica» e più ancora, che «[...] l’ultima metà di questo libro [...] [è] il più importante documento mai scritto, a parte la Bibbia». Senza dubbio, ciò che conferisce al libro l’alto prestigio di cui gode consta nel fatto che l’autore, uomo di azione e uno dei più profondi spiriti illuminati dalla grazia divina nel nostro tempo, si è consacrato come un apostolo alla lotta controrivoluzionaria per la difesa della Civiltà Cristiana. E ha fatto questo avendo la piena certezza della vittoria promessa dalla Santa Vergine a Fatima, quando ha annunciato che ci sarebbe stata un’imminente esplosione del comunismo in tutto il mondo, ma che «Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà».

Per il suo senso profetico, per l’argomentazione e le tesi fondate in tutto sulla dottrina della Chiesa Cattolica, così come è stata formulata nella teologia e nella filosofia tomista, il libro è veramente del «calibro» di un’enciclica per l’intera umanità cristiana che vive nella promessa della salvezza per mezzo di Nostro Signore Gesù Cristo.

Analizzando le tre Rivoluzioni della storia dell’Occidente, la Pseudo-Riforma, la Rivoluzione Francese e il comunismo, nel panorama presentato l’autore non omette la trasformazione interna della terza Rivoluzione che essa genera. E su questo processo, che stiamo vivendo oggi, i marxisti hanno fatto la seguente profezia: «Essa dovrà essere il crollo della dittatura del proletariato in conseguenza di una nuova crisi, per cui lo Stato ipertrofizzato sarà vittima della sua stessa ipertrofia».

Il pensiero vivo e profondo dell’autore rimane sempre al livello della dialettica cristiana, mostrando la causa fondamentale di questo processo plurisecolare che, attraverso una catena di sistemi ideologici, ha prodotto tutti i mali possibili nel cuore degli uomini, nella loro attività, nella loro vita di famiglia, nell’economia, nella loro cultura e civiltà.

L’utopia a cui la Rivoluzione sta portando l’umanità attraverso la negazione o la sottostima della legge morale, della nozione di peccato, della Salvezza, della Grazia e della Preghiera, è descritta con parole memorabili da Pio XII, dipingendo il terribile quadro di un nemico sottile e misterioso: «Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell’unità nell’organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità; talvolta l’autorità senza la libertà. È un “nemico” divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un’economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio».

Se la Rivoluzione è il rovesciamento dell’Ordine morale e la negazione di Dio, perché è l’uomo che confida in essa e crede di trasformare la terra in un paradiso attraverso la scienza e la tecnica, che cos’è la ControRivoluzione?

Nella seconda parte di questo studio, l’autore ci dà la risposta: «[...] Contro-Rivoluzione è [...] una «re-azione», cioè un’azione diretta contro un’altra azione» e «[...] se proprio la Rivoluzione ci sta uccidendo, niente è più indispensabile di una reazione che miri a schiacciarla». Quindi la Contro-Rivoluzione è proprio l’opposto della Rivoluzione, è la restaurazione dell’Ordine morale, e per Ordine s’intende «[...] la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Ossia, la civiltà cristiana, austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale».

La civiltà cristiana restaurata che l’autore ha in mente è «[...] la Cristianità nuova, tutta splendente di fede, di umile spirito gerarchico e d’illibata purezza, chiaramente questo si farà soprattutto attraverso un’azione profonda nei cuori. Ora, quest’a­zione è opera specifica della Chiesa, che insegna la dottrina cattolica e la fa amare e praticare. La Chiesa è, dunque, l’anima stessa della Contro-Rivoluzione» conclude l’autore.

La nostra epoca presenta tutti i segni evidenti delle rovine con cui la Rivoluzione ha ricoperto la terra ed «è tutto un mondo, che occorre rifare dalle fondamenta», ha dichiarato con tono profetico Pio XII. E se le forze propulsive della Rivoluzione sono i più ingegnosi agenti e cospiratori, la forza propulsiva più efficiente della Contro-Rivoluzione sta «[...] nella forza spirituale derivante all’uomo dal fatto che in lui Dio governa la ragione, la ragione domina la volontà e questa domina la sensibilità.

«Una tale forza spirituale non può essere concepita senza prendere in considerazione la vita soprannaturale». E riferendosi all’epoca presente, l’autore, devotissimo difensore della Civiltà Cristiana, il leader mariano che ha dedicato questo libro alla Vergine Immacolata. — «Il serpente, il cui capo fu schiacciato dalla Vergine Immacolata, è il primo, il grande, il perenne rivoluzionario». —, giunge alla seguente conclusione: «[...] per il suo radicalismo, per la sua universalità, per il suo impeto, la Rivoluzione è stata così profonda e si sta spingendo così lontano da costituire qualcosa che non ha paragone nella storia e fa sorgere in molti spiriti pensosi la domanda se in realtà non siamo giunti ai tempi dell’Anticristo».

In tutto il corso della sua storia, il popolo romeno ha reagito con una fede incrollabile a tutte le Rivoluzioni che l’hanno invaso e continua anche oggi a farlo, per ricostruire fin dalle fondamenta una nuova cristianità basata sulla Signoria di Nostro Signore Gesù Cristo. Per questo, molte menti acute troveranno in questo libro profonde ispirazioni ed esortazioni da seguire nelle battaglie della Contro-Rivoluzione. Poiché, come dice Plinio Corrêa de Oliveira con tono profetico, «ci troviamo alle estreme mosse di una lotta fra la Chiesa e la Rivoluzione, che si potrebbe chiamare lotta mortale, se uno dei contendenti non fosse immortale».

 

(Eugenia Adams-Mureşanu (1913-?), scrittrice e poetessa romena, è stata rinchiusa nelle carceri comuniste. È vissuta negli Stati Uniti d’America dov’è deceduta in data ignota.)

 



 
Categoria: Rivoluzione e Contro-Rivoluzione

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