Conferenze Varie

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In onorem Plinio Corrêa de Oliveira

 

Intervento del Sig. Giovanni Cantoni, Reggente Nazionale di “Alleanza Cattolica”, Hotel Renaissance, San Paolo, 14 dicembre 2008, in occasione del centenario della nascita di Plinio Corrêa de Oliveira

 

Non si spaventino, cari signori, se arrivo con un pacco di fogli ma l’intenzione non è quella di appesantire la situazione ma, anzi, quella di alleggerirla. Perché si ho davanti da me qualcosa riesco ad essere più sintetico. Ora, ringrazio evidentemente di tutto, i suoi saluti e, diciamo, vi dico qual è la mia intenzione molto rapida compatibilmente, com’è stato notato, con i tempi che abbiamo a disposizione.

Ora, si tratta di ricordare il prof. Plinio Correa de Oliveira. Si tratta, lo ricordiamo, penso che tutti, non soltanto quando c’è qualche ricorrenza ma anche per altre ragioni molto più radicate, diciamo, non soltanto nel calendario.

Ebbene, il modo che ho scelto per ricordarlo è così costruito: bisognerebbe, come si faceva un tempo, di fronte a qualsiasi situazione, e a qualsiasi situazione storica, cominciare con raccontare la creazione… Se la prendo da lontano, non dovete spaventare… Qualunque testo storico medievale cominciava con la creazione e faceva benissimo. Io salto la creazione e passo evidentemente ad un altro aspetto molto importante che fa parte, diciamo, dei “consigli” contenuti in “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”. Ovvero lo sforzo che ogni aspirante – poi chi lo è sul serio, lo deciderà il Padre Eterno – ogni aspirante controrivoluzionario deve fare per confermare, diffondere, documentare non solo con le proprie debolezze ma in generale l’esistenza del peccato originale. Ecco, se parliamo di storia, si comincia con il peccato originale. Quella è la storia e noi prendiamo normalmente in considerazione.

Ebbene, trascuro le citazioni nel senso che non dico “documento tale”. Il magistero pontificio dice recentissimamente, recentissimamente, lo seguente: “L’uomo creato per la libertà porta in sé il peccato originale, continuamente lo attira nel somare e lo rende legnoso di ……. Questa dottrina non solo è parte integrante della Rivelazione cristiana, ma ha anche un grande valore ermeneutico in quanto aiuta a comprendere la realtà umana. L’uomo tende verso il bene ma pure è anche capace del male, può trascendere il suo interesse immediato ecc. Ovvero qui abbiamo un bellissimo riassunto di “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”: il soggetto umano è un soggetto esposto, come ciascuno di noi sa per sé più o meno perfettamente come dice Sant’Agostino: il Padre Eterno è più interno a noi che noi stessi. Quindi, avere informazione superiore soprattutto a delle misure perfette.

Ora, si comincia così. Ovvero noi, gli uomini siamo feriti e gli uomini sono feriti nella storia – una storia lunghissima -, noi la facciamo, diciamo “noi”, cattolici, abbiamo questo prologo in celo, costituito dal peccato originale, da tutto ciò che gli è arrivato da tutte le sue conseguenze e di fronte a questa situazione, diciamo, passo immediatamente – loro signori si tranquillizzino – ad un secondo passaggio che mi sembra assolutamente, diciamo, significativo. Significativo perché? Significativo non in assoluto, ma significativo perché serve per intendere il prof. Plinio Correa de Oliveira a Sao Paulo, scusatemi.

Perché? In assoluto? No. Il prof. Plinio Correa de Oliveira non è nato ovunque, è nato qui, ah? Il mio pensiero lo traduco immediatamente… il nascimento è un avvenimento che tocca tutto il mondo ma siccome devo parlare e dirvi qualcosa in relazione al prof. Plinio Correa de Oliveira, evidentemente mi curo di dirvi: guardate, non è successo soltanto con Adamo ed Eva ma è successo che anche i signori che sono qui sono arrivati dai genitori, dei noni, ecc. affetti da questo morbo di rinascimento che sta semplicemente ad indicare l’esordio di un itinerario.

Ebbene, diciamo questa escursione medievale, dire a voi mi vergogno un po’, però mi sembra giusto per logica. Cioè, nel 1492, in gennaio, succede in Spagna qualcosa, poi nei libri di storia c’è una pagina bianca e poi si dice: e poi comincia l’era moderna. Ma in ottobre, fissiamo l’età moderna; ma sono gli stessi uomini che hanno finito la Riconquista in Spagna e che vanno a trovare o vanno a cercare in giro per il mondo se c’era qualcosa, se c’era qualcosa, se era raggiungibile il mondo in un modo piuttosto …………. Qui è stato trovato un mondo, è stato trovato un mondo che, però, aveva la sua tara. Ma attenzione! Non soltanto qui, ovunque aveva la sua tara.

Ebbene, a questo punto aggiungo un elemento molto semplice, un verso, due versi, anzi, di un autore irlandese a cavallo fra il settecento e l’ottocento. Due versi molto belli: “Puoi – dice questo poeta irlandese – puoi distruggere il vaso, se vuoi,  - non è obbligatorio, è demente, ma… però fa parte tragicamente della nostra condizione umana – ma il profumo delle rose continuerà a restare nell’aria.”

Guardate, io, questi due versi trovo descritto il lavoro fatto dal prof. Plinio Correa de Oliveira. Ovvero, questo uomo - non so a dirvi le qualità ecc. – che immerso in un mondo nel quale rimaneva soprattutto il profumo della rosa… il profumo… non è vero, poi parlando con qualcun di voi, lor signori, in questi giorni, cosa ho scoperto? L’acqua calda… ovvero il barocco iberoamericano, che è iberoamericano in tese ovvero. Ma questo – come si dice in un certo linguaggio – è un poco scambio di doni, ah? I termini, però, sono molto precisi. Cioè, il prof. Plinio ha incontrato qui il profumo di una rosa. E’ un modo magnifico, metaforico per esprimere un uomo e a rivelare un straordinario talento. Lo straordinario talento è costituito in questo: nel risalire a traverso il profumo della rosa al seme della rosa. Perché questa è la sua lezione. La lezione, direi, fondamentale. Ha cominciato dicendo, fiutando… ci sono termini… passo io ad una metafora. Come un  “sommelier” che dice: è buono o cattivo questo vino? E da questo profumo a che cosa risalgo? a quale fiore? Cosa c’era di buono? Da dove viene?

Guardate, è un’operazione – non scandalizzatevi perché la formula è di Sant’Alfonso Maria di Liguori – è un’operazione che Sant’Alfonso definisce di “alchimia celeste”. Ovvero questo passaggio dal profumo al seme. Capite, non è un piccolo lavoro. E il vaso di quest’operazione l’avete rappresentato davanti. Cioè molto… (applausi)

Molto semplicemente le parole si scrive sulle tombe: nato il giorno tale. Si fa presto a dirlo… ma la madre ha delle opinioni diverse nel senso che una parola è stata nove mesi di gravidanza, forse non facile… In soma, le parole sono corte, le vite sono lunghe confrontate con le parole.

Ebbene, il prof. Plinio ha fiutato… scusatemi. Non trovo altre espressioni e trovo felicissima quest’espressioni: il vaso si è roto. Si è roto in America Latina come si è roto in Europa, come si è roto dappertutto. Il peccato originale non ha frontiere. Però (il prof. Plinio) ha sentito un odore, l’odore di un modo e ha ricostruito un itinerario – sono, direi, un cultore della seconda parte principalmente di “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione” – un itinerario che dice da qui in avanti si può provare a comportarsi di un modo piuttosto che in un altro.

Signore, è stato fatto un ceno da parte dell’ingegnere Lindenberg, e su questo punto bisogna cominciare da dentro. Non sempre… rilegetevi… faccio proprio corto: Parte I, cap. I di “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”. Si comincia da li. Ovvero, si dice: quello che succede fuori è risultato di quello che succede dentro. Ecco! Se vogliamo cambiare fuori dobbiamo cambiare dentro. Breve, di nuovo; piccolo, di nuovo. Però, poi, per farlo ci vuole una vita e con l’aiuto della grazia. Mica soltanto con l’aiuto del tempo.

Allora molto semplicemente, signori, mi scuso e vengo all’immediata conclusione. E l’immediata conclusione la cerco in un autore di nuovo… qui, diciamo, lavoro a torno ad un testo e a torno a questo testo evidentemente che cosa faccio? Mi lascio… per essere breve leggo non per farla lunga… di chi mi servo? Mi servo di un autore, un grande svizzero nato grosso modo ventotto anni prima del dott. Plinio: Gonzague de Renauld. Un autore, di cui ho parlato al suo tempo con il dott. Plinio e che dott. Plinio teneva in grande considerazione, fece pubblicare i suoi articoli anche su “Catolicismo”. Gonzague de Renauld, storico, storico della letteratura, poeta… meriterebbe… ma per il momento, di nuovo, mi fermo. Poeta e perché lo ricordo come poeta? Perché usa una metafora straordinariamente felice. Dice: non si deve mai disperare della storia. E tutto quanto ha esistito può rinascere: basta che un seme con po’ di terra rimanga in un vaso spezzato perché si produca una nuova fioritura.

E dott. Plinio ci ha dato indicazioni sul seme. Quanto al vaso spezzato, siamo circondati da vasi spezzati. Ciascuno di noi ci metta la sua terra… e vi auguro, con l’aiuto della Madonna, che tutti ci riusciamo. Grazie.

(lunghi applausi)

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