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Un triste anniversario:
sessant’anni della pillola anticoncezionale

 

di Julio Loredo

La prima pillola anticoncezionale, chiamata Enovid, fu commercializzata negli Stati Uniti nel 1960. Un anno dopo, con il nome Anovlar (“senza ovulazione”) e con una composizione chimica leggermente diversa, la pillola fu lanciata in Europa. Introdotta in Italia nel 1965, Anovlar divenne legale e libera nel 1971 dopo l’abrogazione dell’articolo 553 del Codice penale che vietava ufficialmente la contraccezione orale (1).

Anovlar era frutto del lavoro di un ginecologo belga, il dottor Nand Peeters, che, sebbene proclamatosi cattolico e partecipando perfino a diverse realtà ecclesiastiche, rifiutava apertamente gli insegnamenti della Chiesa in tema di contraccezione. Una sua frase, indirizzata alle donne, fu ampiamente commentata all’epoca: “Siete voi e i vostri mariti a decidere il numero di figli che volete. Questi non sono affari del Papa”.

Basata sulla legge divina e naturale, la Chiesa cattolica ha sempre condannato l’uso di metodi contraccettivi artificiali.

Dal punto di vista della Legge naturale, la bontà di un atto è determinata dal suo esito naturale. Un buon pasto è ciò che soddisfa l’appetito; una buona vacanza è quella che rilassa; una buona musica è quella che delizia l’orecchio, e così via. Poiché un pasto ha lo scopo di soddisfare l’appetito, una vacanza è pensata per rilassarsi e la musica è composta per deliziare l’orecchio. Quando gli atti sono conformi alla loro finalità naturale, diciamo che sono “buoni” (2).

Si dice “naturale” quando qualcosa soddisfa le tendenze verso le quali un essere è incline per sua stessa natura. Così, per esempio, mangiare soddisfa il bisogno di nutrirsi per sopravvivere e crescere. Questo non è casuale. Dio è l’Autore della nostra natura e, quindi, di tutte le sue tendenze e delle leggi che le governano. Le leggi della natura riflettono la mente di Dio. Diciamo che esse partecipano alla Legge eterna.

Le tendenze naturali sono agevolate da istinti radicati nella natura. Nel caso del mangiare, l’istinto è la fame. Gli istinti sono stati creati da Dio per aiutare la nostra natura a tendere verso le sue finalità. Sono sempre orientati al bene della nostra natura e dovrebbero quindi seguire la nostra natura, sia razionale che materiale.

Applichiamo tutte queste nozioni all’atto coniugale.

Il risultato naturale (finalità) del rapporto sessuale è procreare, perpetuando così la specie. E qui sta la sua bontà: “Circa la finalità dell’atto sessuale e criterio principale della sua moralità: è il rispetto della sua finalità che garantisce l’onestà di questo atto” (3). Affinché gli esseri umani potessero perpetuare adeguatamente la specie, Dio ha incorporato un istinto naturale per facilitare questo atto: l’attrazione sentimentale tra i sessi.

Una finalità secondaria dell’atto coniugale è placare la concupiscenza. Sebbene legittima di per sé, questa finalità è subordinata a quella principale e non può essere esercitata in modo indipendente. Questo è chiamato l’elemento “unitivo” dell’atto coniugale, intrinsecamente legato a quello “procreativo” spiegato sopra.

Nel caso degli esseri umani, l’atto coniugale assume una dignità così elevata da toccare il soprannaturale, poiché non solo produce un nuovo corpo ma una nuova persona, dotata da Dio di un’anima spirituale. Leone XIII insegna: “Alla società coniugale fu prestabilito uno scopo più nobile e più alto che mai fosse stato in precedenza, in quanto si volle che essa mirasse non solo a propagare il genere umano, ma a generare figli alla Chiesa, ‘concittadini dei Santi e domestici di Dio’ (Ef 2, 19), cioè che fosse creato ed educato un popolo al culto e alla religione di Cristo, vero Dio e nostro Salvatore” (4).

Per questo Nostro Signore Gesù Cristo elevò il matrimonio, che include l’atto coniugale, alla categoria di Sacramento, dotandolo di grazie speciali.

La malizia intrinseca della pillola anticoncezionale - come di ogni metodo di contraccezione artificiale - è quella di separare le due finalità dell’atto coniugale, violando così gravemente la legge divina e naturale. Pio XI insegna: “Non vi può esser ragione alcuna, sia pur gravissima, che valga a rendere conforme a natura ed onesto ciò che è intrinsecamente contro natura. E poiché l’atto del coniugio è, di sua propria natura, diretto alla generazione della prole, coloro che nell’usarne lo rendono studiosamente incapace di questo effetto, operano contro natura, e compiono un’azione turpe e intrinsecamente disonesta” (5).

La separazione dei due elementi dell’atto coniugale ha permesso il cosiddetto “sesso occasionale” o “ricreativo”, cioè la possibilità di praticare l’attività sessuale senza assumersi la responsabilità del suo esito naturale. Ciò ha possentemente alimentato, se non effettivamente provocato, la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. La possibilità di dedicarsi al “sesso ricreativo” ha notevolmente aggravato la mentalità libertina già visibile in tanti settori della società.

“La pillola è diventata un comodo capro espiatorio per la rivoluzione sessuale - si legge nella rivista American Experience - Molti sostengono che la pillola sia responsabile per la rivoluzione sessuale. La svolta rivoluzionaria della pillola consiste nel fatto che ha permesso alle donne di separare il sesso dalla procreazione. (…) Potendo controllare la propria fertilità con la pillola, le donne single o sposate possono fare sesso in qualsiasi momento, ovunque e con chiunque senza il rischio di gravidanza” (6).

In un servizio su “Pillola e moralità” pubblicato nel 1966 sulla rivista US News and World Report Pearl Buck si chiedeva: “La pillola è considerata una licenza per la promiscuità? Può la sua disponibilità a tutte le donne in età fertile portare all’anarchia sessuale?” La stessa autrice si domandava in un articolo del 1968 nel Reader’s Digest: “Tutti sanno cos’è la pillola: un piccolo oggetto. Ma i suoi effetti sulla nostra società saranno ancora più devastanti della bomba nucleare” (7).


L’impatto “nucleare” della pillola fu rafforzato dall’introduzione dell’aborto, che ha offerto un’ulteriore via di fuga dalle responsabilità delle relazioni intime. Uno degli argomenti a favore della pillola era, appunto, che avrebbe evitato gli aborti. Ebbene, è stato proprio il contrario. Scrive Glenn Stanton: “La separazione delle due finalità del sesso ha avuto la conseguenza di accrescere notevolmente il numero degli aborti, che è aumentato drasticamente intorno al 1968-70, ben prima di Roe vs. Wade nel 1973. Ciò fu dovuto alla crescente sensazione di avere il ‘diritto di non essere incinta’ se una donna sessualmente attiva non voleva esserlo. Con la pillola, una donna può anche affrontare la pressione verso l’aborto del suo partner, se costui non vuole essere ostacolato da una gravidanza. La pillola avrebbe dovuto ridurre effettivamente l’aborto diminuendo le gravidanze indesiderate. Non ha funzionato in questo modo” (8).

Un’ultima parola sulla Chiesa.

Il Magistero della Chiesa sul controllo artificiale delle nascite non è cambiato. Nel 1981 Giovanni Paolo II lo riaffermò pienamente: “Quando i coniugi, mediante il ricorso alla contraccezione, scindono questi due significati [procreativo e unitivo] che Dio Creatore ha inscritti nell’essere dell’uomo e della donna e nel dinamismo della loro comunione sessuale, si comportano come «arbitri» del disegno divino e «manipolano» e avviliscono la sessualità umana” (9).

Tuttavia, un numero sempre crescente di vescovi, sacerdoti e teologi non accetta più questo Magistero. Quando nel 1968 Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae, interi episcopati si ribellarono apertamente contro di lui. Negli Stati Uniti, un gruppo di teologi dissidenti, guidato dal Rev. Charles Curran, dell’Università Cattolica di America, pubblicò una dichiarazione affermando: “I coniugi possono decidere responsabilmente, secondo la loro coscienza, se la contraccezione artificiale in alcune circostanze sia ammissibile, e anzi necessaria, per preservare e promuovere il valore e la sacralità del matrimonio” (10).

Così, nella vita concreta della Chiesa - potremmo dire “pastoralmente” -, questi insegnamenti sono ormai praticamente dimenticati. I sondaggi mostrano che l’uso dei metodi contraccettivi artificiali è diffuso tra i cattolici tanto quanto tra i non cattolici. Trattandosi di una grave questione morale, viene da chiedersi quanti “cattolici” possano ancora essere considerati tali.

Questa resa al relativismo morale moderno fa parte dell’aggiornamento che la Chiesa sta subendo dagli anni Sessanta, se non da prima. È interessante ricordare che il dottor Nand Peeters, il padre della pillola anticoncezionale europea, dovette affrontare una forte opposizione da parte dei cattolici fedeli agli insegnamenti della Chiesa. Egli cercò quindi il sostegno di vescovi e teologi favorevoli all’aggiornamento, trovandone di numerosi e autorevoli. Il 1° maggio 1963 gli fu concessa una breve udienza privata con Giovanni XXIII, dalla quale uscì con l’impressione “che il Papa fosse favorevole all’uso della pillola” (11). Il 23 ottobre 1985, Papa Giovanni Paolo II concesse a Peeters la medaglia Pro Ecclesia et Pontifice per i suoi servizi in ambito educativo.

Peeters non rinnegò mai la paternità della pillola anticoncezionale, anche se criticava i costumi sciolti della rivoluzione sessuale (in buona parte provocati dalla sua pillola ...). Nei suoi ultimi anni semplicemente tacque al riguardo. Morì nel 1998.

(Tratto da Nasz Dziennik)

 

1. È degno di nota che ciò fu il lavoro di un Parlamento a maggioranza DC, sotto la presidenza del democristiano Emilio Colombo.
2. Cfr. Luigi Taparelli d’Azeglio, Saggio teoretico di Diritto Naturale, Edizioni della Civiltà Cattolica, Roma 1928, Vol. I, p. 15.
3. Congregazione per la Dottrina della Fede, Persona Humana. Alcune questioni di etica sessuale, 29 dicembre 1975, n° 5.
4. Leone XIII, Enciclica Arcanum divinae, 10 febbraio 1880.
5. Pio XI, Enciclica Casti Connubii, 20 dicembre 1930.
6. https://www.pbs.org/wgbh/americanexperience/features/pill-and-sexual-revolution/
7. Ibid.
8. Glenn Stanton, “The Pill: did it cause the sexual Revolution?,” Focus on the Family, 6 luglio 2010.
9. Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica Familiaris Consortio, 22 novembre 1981, n° 32.
10. Richard McCormick, “Humanae Vitae 25 Years Later,” America, July 7, 1993.
11. https://en.wikipedia.org/wiki/Nand_Peeters

 

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