6 aprile 2023
L’altare horror

di Julio Loredo
Siamo in Settimana Santa, quando la Chiesa ci invita a meditare sulla dolorosa passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo, salvo poi gioire per la sua gloriosa risurrezione. La contemplazione amorevole dei tremendi tormenti inflitti al nostro Divino Salvatore, fino a inchiodarlo sulla Croce, deve spronarci a una conversione seria, profonda, durevole. Dobbiamo anche meditare su quella che, in senso stretto, possiamo chiamare passione della Chiesa, corpo mistico di Cristo. Anche Santa Madre Chiesa attraversa un Venerdì Santo.
Sulla Croce, Nostro Signore soffrì per tutti i peccati che l’umanità avrebbe commesso lungo i secoli. Soffrì, in modo particolare, per i peccati delle persone a Lui consacrate, i suoi ministri che, cessando di essere il sale della terra e la luce del mondo, si lasciano sedurre da esso, seguendone le mode.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito alla progressiva ma inesorabile perdita del senso della bellezza fra tanti uomini di Chiesa, evidente, per esempio, nelle chiese sedicenti “moderne”. Non si tratta semplicemente di cattivo gusto, ma di una vera e propria apostasia spirituale. Lo smarrimento del senso estetico mostra una perdita del senso del divino, poiché Dio è Bellezza, oltre che Verità e Bene.
Se la contemplazione della bellezza eleva le nostre anime fino a Dio, dove ci porta la considerazione della bruttezza?
Come nella fisica, anche nella metafisica non esiste il vuoto. La scomparsa del bello non lascia un vuoto, ma porta verso il culto dell’orrendo. Laddove Dio sparisce, qualcun altro ne prende il posto.
Vedete le due fotografie che accompagnano questo articolo: un ammasso di teste mozzate. Sembra quasi una scena del film di Mel Gibson Apocalypto, con le teste dei prigionieri sacrificati, ammucchiate dopo il massacro. Oppure i postumi di un’orgia di qualche tribù cannibale.

Si tratta del nuovo altare della Basilica di Gallarate, in provincia di Varese. In basso, schiacciata dalle altre, la testa di una giovane donna che rappresenta la Madonna.
