1995

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Spagna

Bocciata la tele spazzatura

Madrid. Un successo senza precedenti. Così l’organo della TFP spagnola ha definito l’esito dell’ultima campagna di SOS Familia, la sua branca che combatte l’immoralità nella televisione, in questo caso il programma “Esta noche sexo” condotto da Isabel Gemio su Antena 3.

All’appello lanciato dalla TFP hanno risposto più di 9.000 persone con lettere alla direzione di Antena 3, per informare che avrebbero boicottato per protesta gli sponsor del programma-spazzatura. Questi, a loro volta, sono stati travolti da una valanga di oltre 100.000 lettere di telespettatori indignati per i livelli di degradazione morale raggiunti dalla televisione.

Il risultato è stato istantaneo. Non solo l’audience, secondo i sondaggi, è calata di ben due milioni di spettatori, ma la Gemio ha perso anche la sponsorizzazione delle aziende, che non intendevano associare il loro logo a un programma respinto dal pubblico cattolico. Diverse aziende hanno scritto alla TFP spagnola dicendo di non voler più sovvenzionare questo tipo di programma.

In Italia La Stampa e il Messaggero ne hanno dato notizia.

 

Svizzera

Convegno a Ginevra

Ginevra. Si è svolto a Ginevra, nei saloni del Palais de l’Athenée, per iniziativa della Societé Française pour la Défense de la Tradition, de la Famille et de la Propriété (TFP) e del Centro Culturale Lepanto, un incontro sul  tema “Famiglie ed élites: il loro ruolo nell’Europa di domani”

Scopo dell’incontro la presentazione dell’opera del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira «Nobiltà ed élites tradizionali analoghe» nella sua edizione francese. Tra gli oratori intervenuti, presentati da Mario Navarro, direttore dell’Ufficio TFP di Washington: il M.se Luigi Coda Nunziante, presidente dell’Associazione Famiglia Domani, M. Daniel Raffard de Brienne, vice-presidente dell’associazione Renaissance Catholique, M. Benoit Bemelmans, direttore della TFP francese e il prof. Roberto de Mattei, presidente del Centro Culturale Lepanto di Roma.

Tra il numeroso pubblico la contessa de Stoutz, i conti de la Rochefoucauld, il barone Michel de Preux, la duchessa Flaminia del Balzo di Presenzano e la principessa Renata Radziwill.

 

Polonia

«Nobiltà ed élites tradizionali» si fa strada in Polonia

Cracovia. L’Ufficio Tradizione Famigli a Proprietà di Cracovia, in collaborazione col Circolo Monarchico locale, ha patrocinato un ciclo di convegni sul libro «Nobiltà ed élites tradizionali analoghe», del prof. Plinio Corrêa de Oliveira. I principali incontri si sono svolti a Varsavia, Poznam e Cracovia.

L’autore non è affatto sconosciuto al pubblico della Polonia, dove i suoi scritti circolano sin dall’inizio degli anni ‘60. Col tempo, Plinio Corrêa de Oliveira è diventato un punto di riferimento per ampi settori in disaccordo con la politica compiacente perseguita da molti cattolici nei confronti dei governi comunisti. È rimasta famosa la polemica pubblica nel ‘64 tra l’autore e Tadeusz

Mazowiecki , allora rappresentante di spicco della sinistra cattolica, e poi primo ministro sotto il presidente Lech Walesa.

Il libro dell’insigne pensatore brasiliano è stato presentato da Julius Ubbelohde della TFP tedesca; a corredo delle relazioni una serie di diapositive, che mostravano il grande concorso di pubblico alle cerimonie funebri dell’imperatrice Zita, del re Baldovino e del principe Luigi Ferdinando, l’ultimo nipote del Kaiser Guglielmo II.

Il relatore della TFP ha citato anche un recente sondaggio dell’Allensbach Institut für Demoskopie, secondo il quale sarebbero almeno 6 milioni i tedeschi in favore di una restaurazione monarchica.

 

Romania

Pubblicato saggio di Plinio Corrêa de Oliveira

Bucarest. «Rivoluzione e Contro-Rivoluzione» è stato pubblicato in romeno dalla casa editrice Traditie di Bucarest, sotto la direzione della scrittrice Vera Maria Neagu.

Il celebre saggio del prof. Plinio Corrêa de Oliveira è stato presentato al pubblico romeno in un convegno presso la sede del Partito Ruralista Cristiano Democratico, che si batte in difesa della iniziativa privata. L’opera è stata tradotta dalla giornalista Eugenia Muresanu, una ex-prigioniera politica. Tra le personalità, il presidente del PNTCD, senatore Corneliu Coposu, che nella sua relazione ha descritto l’autore come un “leader cattolico consacratosi da giovane all’apostolato in difesa della civiltà cristiana” .

In una serie di articoli sul giornale Cotidiano, il prof. Pascal Virgil ha recensito il libro nei suoi molteplici  aspetti,  giudicandolo  uno dei più importanti mai scritti.

 

Colombia

NO in 50.000 all’educazione sessuale

Bogota. “Dobbiamo assumere il controllo dell’anima dei bambini”, diceva senza mezzi termini Rodolfo Llopis, leader socialista spagnolo. Ben sapeva il teorico rivoluzionario che con la corruzione dei bambini, i cambiamenti rivoluzionari in altri campi vengono da sé, anche se più tardi. Questo è uno degli assiomi su cui si basa la rivoluzione culturale, propugnata dai movimenti e partiti radical­progressisti.

La degradazione morale dei piccoli è favorita, ad esempio, dall’educazione sessuale laica sin dalla prima elementare. Priva di qualsiasi riferimento morale, impartita precocemente da persone diverse dai genitori o dal clero, questa “educazione” finisce per istillare un amoralismo che poi avrà delle conseguenze rovinose.

In diversi paesi, le TFP sono state alla testa delle reazioni contro progetti di questo genere. È il caso della Colombia.

Nel quadro di una strategia di vasto respiro contro il Plan Nacional de Educación Sexual proposto dal governo sinistrorso del presidente Ernesto Samper, la TFP colombiana ha raccolto in 19 giorni 50.000 firme di protesta in 6 città. L’iniziativa è seguita ad una precedente campagna della stessa TFP, che aveva venduto in due mesi 10.000 copie di uno studio critico sull’argomento.

 

Padova

Presentazione di «Nobiltà»

Il salone del Circolo del Casino Pedrocchi si è rivelato troppo piccolo per accogliere il pubblico accorso al convegno:  “La nobiltà: ha ancora un ruolo nell’Europa di domani?”. Organizzato dall’Ufficio Tradizione Famiglia Proprietà e dal Centro Culturale Sebastiano Venier di Padova, l’incontro era sopra tutto rivolto ai giovani nobili del Triveneto.

Dopo l’introduzione di Pierluigi Bianchi-Cagliesi ha preso la parola il direttore del Centro Sebastiano Venier, Arch. Carlo Maria Tropea. L’architetto ha presentato al pubblico il Sebastiano Venier, recentemente costituito per la salvaguarda e la diffusione delle tradizioni e della storia venete. In un mondo che si viene sgretolando sotto i colpi di molteplici crisi, ha detto, è più che mai necessaria un’energica azione culturale in difesa delle nostre tradizioni, dei nostri principi morali e sociali. Insomma, una difesa della civiltà cristiana.

La relazione principale è stata svolta dall’ing. Nelson Fragelli, dell’Ufficio TFP di Parigi. Perché i giovani sono oggi così disorientati? Se è domandato l’oratore, che nella risposta ha sottolineato come tra le motivazioni soggiacenti figuri la mancanza di punti di riferimento. Mancano uomini capaci di incarnare, per così dire, un ideale, un a causa, un’istituzione, una nazione. In atre parole: mancano élite organiche.

Il ravvedimento della cosiddetta “generazione perduta”, ha concluso il relatore, dipende in larga misura dalla rinascita di queste élite.

 

Stati Uniti

Personalità americane e cubane in esilio mettono in guardia Clinton

Più di cento personalità del mondo politico americano e cubano-americano, tra cui tre membri del congresso, hanno sottoscritto un energico documento di condanna della nuova politica del presidente Clinton riguardo ai rifugiati cubani. In base alla sorprendente decisione del governo USA, la Guardia Costiera ha l’ordine tassativo di rimandare indietro quegli infelici abitanti dell’isola- prigione che tentassero di fuggire negli Stati Uniti via mare.

Il documento porta il titolo: “Dio non chiuderà gli occhi davanti al tragico abbandono dei cubani che fuggono dal comunismo castrista”.

L’iniziativa è stata lanciata da Cubanos Desterrados, la dinamica associazione di esuli cubani vicina alla TFP, che ha sede a Miami. Nel documento, i firmatari stigmatizzano il fatto che le autorità marittime americane si sarebbero virtualmente trasformate in una specie di longa manus della polizia politica cubana. Inoltre avvertono che, dopo la caduta della cortina di ferro e della cortina di bambù, Clinton si ostina a mantenere questa vera cortina d’acqua tra Cuba e gli Stati Uniti.

Le suddette personalità hanno inserito nel manifesto una recente dichiarazione del prof. Plinio Corrêa de Oliveira, al quale riconoscono il ruolo di paladino e avvocato della causa della libertà di Cuba sin dall’inizio della rivoluzione comunista.

Per il prof. Plinio Corrêa de Oliveira: “il voltafaccia degli Stati Uniti riguardo Cuba non può che causare stupore e preoccupazione nei paesi che, nel recente passato, hanno subito l’aggressione castro­comunista”. Continua l’insigne leader anti­comunista: “Non si comprende perché il governo di una nazione con il prestigio internazionale come gli Stati Uniti abbia compiuto all’improvviso un voltafaccia così radicale nella sua politica di immigrazione riguardante gli esuli cubani. Non si comprende quale vantaggio possa derivare alla causa della libertà da questa inversione di rotta. Non si comprendono le ragioni di questo mutamento e nemmeno per quale motivo una questione così delicata venga trattata in segreto tra il governo americano e Fidel Castro, come se fossero due buoni amici, che si isolano dal mondo intero per parlare di comuni interessi. Comuni interessi, sia detto per inciso, di cui tutti ignoravano l’esistenza ...”

“Nei paesi che finora lodavano la fermezza degli Stati Uniti nei confronti del dittatore cubano—conclude il prof. Plinio Corrêa de Oliveira – questo cambio di politica solleva un profondo interrogativo che si traduce in un atteggia mento di franca diffidenza nei confronti dell’amministrazione Clinton”.

Il messaggio degli esuli cubani è stato pubblicato su diversi giornali statunitensi.

 

Colombia

Un appello alla Nazione sull’orlo dell’abisso

Più di 2.500 rapimenti l’anno; 30.000 persone uccise negli ultimi dieci mesi; intere province abbandonate al controllo della guerriglia castro­comunista; un’economia basata al 70 % su denaro sporco; un sistema giudiziario permanentemente ricattato; uno Stato paralizzato dalle  narco- mafie; indici  di criminalità tra i più alti del mondo; un governo che dialoga ecumenicamente con i terroristi mentre intralcia il compito delle forze armate e della polizia...

Mentre la maggior parte del continente sudamericano sembra riprendere la via dello sviluppo, la Colombia si comporta da brutto anatroccolo, sprofondando in una situazione di caos che all’orizzonte lascia in travedere una tragedia di tipo cambogiano all’epoca dei khmer rossi.

Quanto tempo riuscirà ancora a sopravvivere il paese in tali condizioni senza disintegrarsi? Ecco la domanda di fondo posta dalla TFP colombiana in un manifesto riprodotto sui giornali del paese.

“Sull’orlo dell’abisso”: questo l’appello rivolto dalla TFP ai connazionali, specialmente alle autorità, affinché si sveglino e reagiscano con vigore.

Il paese è nella morsa del narco­traffico, che opera in stretta alleanza con la guerriglia comunista sostenuta da Fidel Castro. Di fronte a questa doppia minaccia da oltre un decennio i vari governi, pur avendo le condizioni per imporsi, hanno scelto la via del dialogo, della tolleranza e delle concessioni, anziché quella della salvaguarda degli interessi della maggioranza sana della nazione tramite un’azione decisa e risolutiva.

Il risultato di questa politica suicida è ormai chiaro per chiunque non sia accecato dalla frenesia dal cedimento. Eppure, il nuovo governo del presidente Samper ha imboccato la stessa strada.

Se almeno ci fosse la parola salvifica della Chiesa! Purtroppo, gli interventi dei pastori sono sporadici e in gran parte ambigui.

La TFP colombiana conclude rivolgendo un estremo appello alla nazione e affidando la sua sorte alla Madonna di Fatima, che a Cova da Iria promise il trionfo del Suo Cuore Immacolato.

 

Argentina

La TFP denuncia i rischi di una deleteria campagna pubblicitaria

Dal 1969 al 1989, l’Argentina patì un’offensiva terrorista di matrice comunista che quasi riuscì a gettarla nel caos rivoluzionario e nella guerra civile. Di fronte alla negligenza con cui i governi facevano fronte a questo pericolo, nel 1976 i militari assunsero il potere e quindi anche la conduzione della lotta anti-guerriglia; una lotta non certo esente da abusi e gravi ingiustizie, ma che nel complesso ebbe il risultato di riportare la pace nel paese.

Dopo il ritorno alla democrazia nel 1983, molti  responsabili di questi abusi sono stati puniti, salvo poi essere, in molti casi, amnistiati. D’altronde, molti tra gli ex- terroristi hanno goduto di uno stesso trattamento, cui la stampa estera non ha dato adeguato risalto. Ques­o processo di pacificazione, ritenuto necessario per mantenere la tranquillità sociale riacquistata con fatica, riscuote un ampio consenso.

Da qualche tempo, però, si sta cercando di far saltare in aria questo consenso con una martellante campagna pubblicitaria. Patetici mea culpa di ex-militari si succedono sulle pagine dei giornali , mentre gli alfieri della sinistra esigono pene rigorose per gli artefici della vittoria sul terrorismo.

Facendosi interprete delle preoccupazioni di ampi settori dell’opinione pubblica, la TFP argentina ha pubblicato un manifesto per avvertire che, se questa artificiosa polemica non si placa, il paese rischia di precipitare nuovamente nel caos.

Citando Leone XIII, la TFP ricorda che a volte si può tollerare un male minore (l’impunità di certi abusi commessi dai militari) in vista di un bene maggiore: il bene comune del paese, che in questo caso si identifica con la pace  sociale.  Dunque, non è lecito soddisfare la sete estrema di giustizia di alcuni, se in questo modo si compromette il bene di tutti. Scopo finale della campagna, nota la TFP, è cercare di indebo1i re le Forze Armate se non addirittura di sopprimerle.

Categoria: Luglio 1995

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