1996

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La morte di François Mitterand: quello che i media non hanno detto

Il 3 ottobre 1995, all’età di quasi 87 anni, rendeva l’anima a Dio il prof. Plinio Corrêa de Oliveira; 1’8 gennaio successivo, a 79 anni, moriva il presidente francese François Mitterand. Salvo questo accostamento temporale, la traiettoria umana dei due non potrebbe essere stata più agli antipodi: tanto fu disinteressato il primo al totale servizio della più importante causa per la quale valga la pena vivere e se necessario morire, la causa di Dio, quanto fu opportunista il secondo, cosa che non a caso gli valse il soprannome di “fiorentino”, con l’evidente riferimento a Machiavelli.

È opportuno ricordare ciò che ha riferito l’UNITA’ (14.1.96) su la singolare preparazione per la morte di Mitterrand: “programmando luogo, cerimonie, fiori, musiche e, suona quasi incredibile, il momento del morire”. L’ordine di sospendere ogni trattamento ad eccezione degli anti-dolorifici, 72 ore prima della morte, è stato opportunamente definito una “scelta alle soglie dell’eutanasia” (cfr UNITA’ del 13.1.96).

Riguardo alle esequie religiose, sempre l’UNITA’(14.1.96) parla di “ ... meraviglie sulla solennità religiosa tributata a un agnostico, a un uomo di formazione laica e di vita privata tanto poco ossequiente ai dettami del cattolicesimo da volere accanto a sé nell’addio alla vita la moglie e 1’amata, i figli del matrimonio e dell’amore”.

Ancora l’UNITA’ (13.1.96) sottolineava “la gigantesca copertura dei media. .. Il cordoglio e il rispetto generali con i quali Mitterand è stato accompagnato alla tomba” a dimostrazione che “quando l’uomo pubblico e di stato si qualifica per un grande progetto, tutto il resto conta poco”.

L’articolista ritorna più volte su questo concetto, parlando di “grandezza del disegno politico di fondo” , ma non va più in là di un generico riferimento alla “riorganizzazione dello stato e la Europa vissuta insieme come ideale e come grande opportunità”. Peccato quindi che nell’affannarsi a garantire questa “gigantesca copertura” i media abbiano tralasciato di rammentare più in dettaglio questo “disegno politico di fondo”, nè tanto meno si siano ricordati di chi per primo lo illustrò, o meglio denunciò, all’opinione pubblica mondiale nelle sue conseguenze ultime: proprio il prof. Plinio Corrêa de Oliveira.

Rievocandone la straordinaria figura di leader cattolico nel precedente numero del nostro periodico, infatti, si affermava che la sua opera di maggiore impatto sull’opinione pubblica mondiale era stato il saggio del dicembre 1981 dal significativo titolo: “Il socialismo autogestionario di fronte al comunismo, barriera o testa di ponte?” .

Apparso su grandi giornali e riviste di 55 paesi in 14 lingue per un totale di quasi 35 milioni di copie, conteneva una lucida e rigorosa analisi del programma propugnato dal neo-eletto presidente francese, il socialista François Mitterand.

In sostanza, pur differenziandosi nei mezzi rispetto al progetto eurocomunista allora in crisi, il suo programma in realtà ambiva a surrogarlo mantenendone inalterati i fini: la costruzione di una società ugualitaria con la trasformazione in senso autogestionario a tutti i livelli, dalle imprese industriali alle aziende agricole, dalla scuola alla famiglia, insomma tutta la vita civile. In una successiva fase, sulla scia del prestigio internazionale ella Francia, il programma avrebbe dovuto estendersi al resto del mondo.

Incidentalmente, proprio in Francia nonostante la conclamata “liberté” , il manifesto subì le censure più pesanti.

Nonostante queste ed altre difficoltà, lei scopo fu pienamente raggiunto. Come ha ammesso lo stesso International Herald Tribune (12.1.96), nel 1981 egli fu eletto sull’onda della “promessa di un mutamento fondamentale, una ‘rottura’ dell’ordine costituito. Senza in realtà ammetterlo, egli dovette abbandonare il suo programma socialista”. Naturalmente il giornale si guarda bene dallo spiegare seriamente come questa prima denuncia a livello mondiale diede il via ad un indebolimento crescente del potere mitterrandiano, che culminò in una serie di successivi rovesci elettorali. Non a caso lo stesso Mitterand di fronte ai suoi collaboratori giudicò il manifesto l’unico attacco veramente efficace.

Tra le conseguenze a lungo termine della denuncia del prof. Corrêa de Oliveira, forse un giorno gli storici verificheranno quanto il socialismo autogestionario francese era il piano delle sinistre per sostituire l’ormai fallimentare impero sovietico. Intanto, nell’immediato, possiamo limitarci a registrare una significativa ammissione risalente all’epoca dei fatti, quella del noto intellettuale socialista Luciano Pellicani, direttore della Rivista Mondoperaio che allora andava tanto per la maggiore, quando afferma nel numero del novembre 1987: “Non si può chiudere gli occhi di fronte al fatto che la capacità progettuale della sinistra - di quella riformi sta, la sola che abbia un futuro davanti a sé - si é notevolmente indebolita. L’ultima grande stagione progettuale fu quella degli anni settanta (proprio gli anni in cui fu messo a punto il “Projet socialiste pour la France”, cioè, il programma del candidato Mitterrand), quando furono elaborati ambiziosi piani finalizzati all’istituzionalizzazione della democrazia industriale; piani che delineavano una nuova frontiera del socialismo - quella autogestionaria - ma che sono stati rapidamente messi da parte con il risultato che oggi i partiti dell’Internazionale socialista si trovano nell’imbarazzante situazione di dover governare, là dove lo fanno, senza una grande meta da indicare”.

Smarrimento progettuale che segnò fino alla fine l’avventura mitterrandiana. Quel che è certo intanto, come riporta Corrispondenza Romana (20.1.96, n. 469), sono stati tributati “onori regali al nemico dell’autorità”, proprio nella cattedrale di Notre Dame di Parigi, con una partecipazione quasi globale dei potenti della terra: i rappresentanti di 160 nazioni e una sessantina di capi di governo, in quella peculiare accozzaglia che ha visto gomito a gomito Fidel Castro con le teste coronate.

Requiem per un fallito.

Alberto Carosa

Categoria: Marzo 1996

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