2004

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Editoriale

Un’altro mondo è possibile

 

“L’11 settembre del 2001 il mondo smise di essere quello che era stato fino a quel giorno”. Ecco quanto scriveva sulla prima pagina del Corriere della Sera l’opinionista Stefano Folli. E continuava: “Tre ani dopo, un altro settembre in una sperduta repubblica russa ha fatto capire a tutti fino a che punto il mondo sia cambiato. [...] Quale sarà il prossimo passo?”.

Quest’ultima domanda lascia trasparire l’angoscia che attanaglia settori sempre più estesi dell’umanità. Ormai viviamo in una situazione non del tutto diversa a quella della fine dell’impero romano, all’epoca delle grandi invasioni barbariche, quando le persone si chiedevano afflitte: quando ci piomberà addosso la prossima orda?

Il comunismo è morto, ma invece dell’era di pace e di progresso che in tanti auspicavano, è succeduta una situazione di violenza la quale non è esagerato definire come caotica. “Caos” e “post modernità” sono infatti concetti che si avvicinano sempre di più, al punto di tendere a confondersi l’un l’altro.

L’uomo è stato creato da Dio per vivere nella pace e nella tranquillità. Tutta la sua natura brama per questo. Quando invece è costretto a vivere nell’incertezza, nello smarrimento e nella violenza, le sue fibre più intime si tirano, strillano, si lacerano... Ecco la causa profonda di quello che molti psicologi chiamano il “malessere contemporaneo”, del quale il vertiginoso aumento del consumo di psicofarmaci, perfino fra i giovani, è un sintomo drammatico.

La sinistra ha saputo cogliere questa sensazione di disagio, lanciando lo slogan propagandistico “un’altro ordine è possibile”. Visto da vicino, però, questo nuovo ordine proposto dalla sinistra non sarebbe che l’ulteriore inasprimento dei fattori rivoluzionari che ci hanno portato all’attuale situazione.

Noi cattolici dobbiamo invece proclamare ad alta voce: Sì, un’altro ordine è possibile, anzi c’è già stato, si tratta solo di restaurarlo. È l’ordine della civiltà cristiana, come spiega S. Pio X: “La civiltà non è più da inventare. (...) Essa è esistita, essa esiste; è la civiltà cristiana. Si tratta unicamente d’instaurarla e di restaurarla senza sosta sui suoi fondamenti naturali e divini contro gli attacchi sempre rinascenti della malsana utopia, della rivolta e dell’empietà”.

Ecco il tema della V Università estiva delle TFP europee, svoltasi nella Certosa di Gaming, in Austria: Restaurare la Civiltà cristiana, unica via d’uscita dal caos contemporaneo. Un tema quanto mai attuale che proponiamo ai nostri cari lettori nelle pagine che seguono. Ma cos’è la civiltà cristiana. Scriveva il prof. Plinio Corrêa de Oliveira:

“Se la Rivoluzione è il disordine, la Contro-Rivoluzione è la restaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Ossia la civiltà cristiana, austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale”.

Categoria: Ottobre 2004

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