2008

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Attualità

O tempora o mores!

Come avviene ogni anno ormai da un secolo, a metà estate la città di Bayreuth si è ornata di gala per ospitare il Festival musicale Richard Wagner. Il Who’s who della Germania si è dato appuntamento al gran completo per assistere alla sfarzosa presentazione dei quattro drammi che compongono Der Ring des Nibelungen. Impresari, politici, personaggi della scienza e della cultura affollavano i salotti del Festspielhaus, insieme a rappresentanti della nobiltà.

In mezzo a tanta magnificenza, una nota stridente, che a più di uno è suonata come il tocco funebre di questa brillante società. Eccola immortalata nei servizi dei quotidiani tedeschi, in particolare della Frankfurter Allegemeine Zeitung. Vediamo nella sequenza fotografica la Cancelliere Angela Merkel con suo marito, il presentatore televisivo Thomas Gottschalk con sua moglie, il governatore della Baviera Günther Beckstein con sua moglie, e il presidente del Partito liberale Guido Westerwelle con... suo compagno!

Legalmente uniti in un PACS, questa è la prima volta che osano mostrarsi pubblicamente insieme. Un raccapricciante segno di come si stiano abbassando le barriere morali che, fino a non molto tempo fa, rigettavano l’ostentazione del peccato contra naturam.

 

I pasti in famiglia fanno bene all'anima

I pasti in famiglia rinsaldano i vincoli, migliorano la qualità dei piatti, proteggono contro gli eccessi a tavola (e anche contro quelli del fitness), sorreggono la salute mentale, favoriscono il contatto con la realtà, sono altamente formativi in ciò che riguarda le buone maniere, sono ottimi per educare bambini e adolescenti.

Ecco le conclusioni a cui sono arrivate una serie di ricerche scientifiche, condotte con famiglie statunitensi e condensate nel libro della giornalista Miriam Weinstein: Il sorprendente potere dei pasti in famiglia: mangiare insieme ci fa diventare più intelligenti, più forti, più sani e più felici.  Tutti questi benefici, però, a condizione che il televisore sia assolutamente spento.

Questa è, forse, la prima analisi complessiva di un rituale che, appena una generazione fa, era universale ma che oggi sta diventando sempre più obsoleto, stritolato dai moderni ritmi di vita, dai cambiamenti nella struttura familiare e, nondimeno, dalla televisione.

La Weinstein presenta storie, studi e argomenti tratti dalla psicologia, dall’educazione, dalla nutrizione, dalla terapia familiare, dall’antropologia, dalla sociologia, dalla linguistica e dalla religione. “C’è molto di più in un pasto familiare di ciò che appare – spiega la giornalista – i pasti in famiglia hanno il potere di un rituale, offrendo ai membri un’opportunità per connettere, incorporando un senso di sicurezza e stabilità nella routine quotidiana. (…) I pasti non riguardano soltanto il nutrimento fisico, ma anche quello emozionale, intellettuale e spirituale”.

 

 “Il comunismo è antinaturale”. Parola di comunista

Test. Chi è l’autore di questa frase:“Comunismo è una parola indicibile. Se fermi qualcuno per strada e gli dici: io sono comunista, quello non ti capisce”?

Se qualcuno ha pensato a Berlusconi, o a qualche altro rappresentante del centro-destra, si sbaglia di grosso. Sono dichiarazioni di Fausto Bertinotti nel recente libro di Bruno Vespa Viaggio in un’Italia diversa.

Sembra, però, che l’ex leader di Rifondazione comunista non sia l’unico ad avere episodi di onestà intellettuale. Qualche mese fa l’eurodeputato Marco Rizzo (Pdci) era stato anche più esplicito: “Si sa che l’essere umano è contrario al comunismo”. “In che senso?” gli ha chiesto la giornalista, comprensibilmente allibita.

“L’uomo può essere tentato di approfittare della responsabilità collettiva. Con la produzione tutta per la collettività, può darsi che il singolo diminuisca il proprio lavoro e danneggi la collettività stessa”, ha risposto Rizzo.

Questa non è novità per nessuno. Che il comunismo sia antinaturale lo sa chiunque abbia seguito la triste storia di questa corrente. Quel che è novità, però, è che personaggi di spicco della corrente lo stiano riconoscendo in modo così palese. Ma la vera domanda è un’altra. Se ne sono resi conto soltanto adesso? Oppure per decenni hanno proposto, per l’Italia e per il mondo, un sistema che sapevano fosse antinaturale?

 

Niente televisore? Facciamo la prova!

Sotto lo sguardo valutativo di specialisti, i 254 alunni della scuola primaria nel piccolo paese di Ziegelwasser, vicino a Strasburgo in Francia, hanno condotto un esperimento alquanto sorprendente, che ha già dato ottimi risultati in Canada. Per ben dieci giorni hanno rinunciato alla TV, al computer, ai videogiochi nonché a qualsiasi altro aggeggio elettronico.

I risultati, per quanto scontati, hanno meravigliato i ricercatori. Nel 90% dei casi, l’ambiente familiare è sensibilmente migliorato. I genitori hanno potuto conversare con i figli durante i pasti e leggerli storie prima di andare a letto. Le mamme hanno potuto insegnare alle figlie le mansioni d’una volta come il cucito. Giochi da tempo dimenticati, specie quelli all’aperto, sono ricomparsi, con eccellenti risultati anche sulla salute dei bambini. Le persone hanno cominciato a salutarsi con più calore, mentre i baci e abbracci fra genitori e figli si sono moltiplicati. “In realtà è stato più duro per noi che per loro”, ha spiegato una giovane mamma.

“Abbiamo riscontrato un sensibile miglioramento nel clima del paese -- rivela il preside Xavier Rémy – non solo all’interno della scuola ma anche nelle associazioni di quartiere”. Da parte loro, gli insegnanti sono unanimi nel constatare che i ragazzi erano molto più concentrati in classe, e anche meno stanchi. “È chiaro che con questo non si risolveranno tutti i problemi della scuola, ma credo sia un elemento da prendere assolutamente in considerazione”, conclude Rémy.

Migliaia di lettere di sostegno sono giunte alla scuola da tutto il Paese, a confermare un’impressione sempre più diffusa. Un po’ come nel caso del fumo, ci sono milioni di persone che vorrebbero fare a meno del televisore, ma poi stentano a staccare la spina.

 

Argentina: i giovani difendono la Cattedrale

Lo scorso agosto, quasi diecimila donne sono confluite nella città di Neuquén, nell’Argentina meridionale, per il 23 Incontro Nazionale delle Donne. Nonostante l’intenso freddo invernale, il clima dei lavori era piuttosto bollente. Agli infuocati proclami in favore dell’aborto e del lesbismo seguivano acerbe critiche alla “società maschilista” e alla Chiesa. Nel corso della seconda giornata si cominciò a parlare di prendere d’assalto la Cattedrale durante la fiaccolata che doveva attraversare il centro storico quella sera.

Temendo atti di vandalismo profanatore diverse associazioni cattoliche giovanili si organizzarono per difendere pacificamente il luogo sacro. Contro il parere del Vescovo, che voleva evitare ad ogni costo lo scontro, un centinaio di ragazzi formarono un muro protettore attorno alla Cattedrale. E, rosario in mano, aspettarono in piede la fiumana femminista.

Ciò che seguì è degno d’un film epico. Da una parte la caterva di femministe inferocite che, spingendo per forzare il blocco, urlavano insulti e parolacce, arrivando perfino a scoprirsi per provocare i ragazzi. Dall’altra parte i giovani cattolici che, con nobile contegno e senza nemmeno guardare in faccia le megere, pregavano ad alta voce un rosario dopo l’altro, ignorando le provocazioni e serrando le fila. Tanta serenità e fermezza finì per sconcertare le femministe che, loro malgrado, dovettero rinunciare. La Cattedrale era salva! Era salvo soprattutto l’onore della Chiesa.

 

Categoria: Ottobre 2008

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