2011

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter

“La Chiesa sarà perseguitata dappertutto”

 

Plinio Corrêa de Oliveira comincia a lottare contro i germi del progressismo nel 1928, anno del suo ingresso nelle Congregazioni Mariane. Il panorama gli era, sin da allora, perfettamente chiaro. Leggiamo in una sua lettera del 1929:

“Mi si accentua ogni volta di più l’impressione che siamo alle soglie di un’epoca piena di sofferenze e di lotte. Da tutte le parti la sofferenza della Chiesa si fa più intensa e la battaglia si avvicina sempre di più. Ho l’impressione che stiano calando le nuvole. Non tarderà la tempesta, che dovrà avere una guerra mondiale come sola prefazione.

“Questa guerra spargerà in tutto il mondo tanta confusione, che le rivoluzioni sorgeranno ovunque, e la putrefazione del triste secolo XX raggiungerà il suo apogeo. A quel punto, allora, sorgeranno le forze del male che, simili ai vermi, appariranno nel momento in cui la putrefazione culminerà.

“Tutta la feccia della società verrà a galla, e la Chiesa sarà perseguitata dappertutto. Però ‘et ego dico tibi quia tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus Eam!’. Ecco il nostro compito principale: prepararci per il combattimento, e preparare la Chiesa, come il marinaio che allestisce la nave prima della tempesta”.

Plinio Corrêa de Oliveira aveva la certezza che, animata dalle promesse divine, la Chiesa era perfettamente in grado di affrontare questa tempesta, uscendone vittoriosa e rinvigorita. Ma, come egli spiegherà più tardi: “Il mio dolore più grande fu quando vidi che quelle stelle, poste nel cielo per illuminare la notte in mezzo alla tempesta, si spegnevano una dopo l’altra. Non solo, ma cominciavano a cascare sopra la mia testa”. Era il 1944 ed era cominciata la persecuzione nei suoi confronti per causa di «In Difesa dell’Azione Cattolica».

Dalla sua bocca mai uscì un lamento, mai un reclamo e, tanto meno, un movimento di ribellione. “Come agnello portato al macello, io non ho aperto bocca”, scriveva all’arcivescovo di San Paolo nel 1945. Anche lui aveva cominciato a vivere il suo Venerdì Santo...

Categoria: Marzo 2011

Iscriviti alla Newsletter

captcha 
Inoltre se desiderate essere invitati alle riunioni pubbliche in una delle città sopra elencate, Vi preghiamo di selezionare la casella corrispondente.
FacebookTwitter